20 film da vedere stasera in tv! (merc. 18 luglio 2018, tv in chiaro)

Devil’s Pass

The Flu – Il contagio

Transcendence

Cliccare il link per la recensione di questo blog. Alcune schede si riferiscono a precedenti messe in onda.

Servizio in camera con i Fratelli Marx, Rete Capri, ore 21,00.
Mandela: la lunga strada verso la libertà, Cine Sony, ore 21,00.
Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock, la7, ore 21,10.
Transcendence, Rai Movie, ore 21,10.
Sci-fi thriller del 2014 di alte ambizioni e però disastrosi effetti al box office, uno dei molti flop degli ultimi anni con protagonista Johnny Depp. Uno scienziato che lavora sull’intelligenza artificiale viene ucciso da un gruppo di guerriglieri antitecnologici. Ma la vedova farà impiantare il cervello del marito in un computer, e da quell’innesto nascerà una super mente connessa attraverso la rete con tutto il mondo, e in grado di dominarlo.
Over the Top di Menahem Golan, Italia 7Gold, ore 21,10.
Stallone-movie del 1987, con Sly al massimo della forma e della fama, con tutti i muscoli ancora pompati al puntyo giusto. E però film che però si discosta abbastanza dai soi Rambo-Rocky: una storia più intima, di famiglia, con lui nella parte di padre camionista che si ritrova a doversi occupare per un po’ del figlioletto, tipo assai tosto e difficile. Tutto finirà al meglio, con perfino una vittoria del nostro a un torneo di braccio di ferro. Esempio assai interessante del cinema ultrapopolare e proletario degli israeliani Menahem Golan e Yoram Globus, titolari di una casa di produzione che tra anni Settanta e Ottanta raggiunse il suo apice. Una grande storia di cinema quella di Golan, qui in Over the Top anche regista.
Nat King Cole: Afraid of The Dark, Rai5, ore 21,15.
Docufilm sul signore della musica più vellutata e charmante che si sia mai sentita. Il musicista, e il Nat Cole oltre la scena, nella vita e negli amori (non pochi). Seduttore assoluto, black star della tv quando ancora nel Sud il segregazionismo sembrava invincibile. Meravigliosi documenti visivi (e sonori) con Tony Bennett, HarryBelafonte, George Benson e altri miti.
Il colore della libertà di Bille Agust, Tv2000, ore 21,15.
The Chronicles of Riddick, 20, ore 21,20.
I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza, Iris, ore 21,21.
Black Mass, Rete 4, ore 21,27.
Grandi Magazzini di Castellano & Pipolo. Mediaset Italia2, ore 21,30.
Un Castellano e Pipolo anni Ottanta che riunisce coralmente i più grandi nomi del cinema italian-popolare di quel tempo, da Celentano a Montesano e Verdone.
Annibale di Carlo Ludovico Bragaglia, ore 22,30.
The Flu – Il contagio, Rai Movie, ore 23,10.
Risvegli di Penny Marshall, Tv2000, ore 23,15.
Dal mitologico libro di casi clinici di Oliver Sacks un film che resta parecchio al di sotto della sua fonte. Il bizzarro, il surreale, il sorprendente, perfino il poetico negli effetti su pazienti in coma della somministrazione di un farmaco sperimentale. Risvegli sì, ma, dopo, viteche poco somigliano a quelle precedenti il lungo sonno e che sembrano reinventarsi oltre ogni immaginazione. Come una rinascita. Con Robert De Niro e Robin Williams. Se l’avesse girato David Lynch.
Invictus di Clint Eastwood, Cine Sony, ore 23,40.
Devil’s Pass di Renny Harlin, Rai4, ore 23,42.
Cosa successe davvero al passo Dyatlov, sugli Urali, la notte tra il 1° e il  febbraio 1959? Una spedizione di sciatori-perlustratori, dieci persone, tutti studenti, venne falcidiata. Si sono fatte infinite ipotesi comprese nel vasto spettro tra il verosimile e l’inverosimile, ma la verità sta sepolta negli archivi che furono sovietici. Il regista Renny Harlin e lo sceneggiatore Vikram Weet nel 2013 realizzano questo film che si inserisce nel rigoglioso filone horror del found footage. Una nuova spedizione ripercorre il tragitto di allora con l’obiettivo di far luce sul mistero, e sarà naturalmente un viaggio nella paura. Mai uscito in sala. Ottimo spunto narrativo, e Renny Harlin è un solido professionista.
Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati, Iris, ore 23,46.
Un Avati del 2011, con la storia di un matrimonio combinato nella provincia emiliani degli anni del fascio. Lui di famiglia povera, lei abbiente. Con Cesare Cremonini! (e Micaela Ramazzotti).
Scream – Chi urla muore, Paramount Channel, ore 0,40.
The Story of Film, ep. 6, Rai5, ore 1,21.
Betrayed – Tradita di Costa Gavras, Rai Movie, ore 1,25.

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Film stasera in tv: SERVIZIO IN CAMERA con i Fratelli Marx (merc. 18 luglio 2018, tv in chiaro)

Servizio in camera (Room Service) con i Fratelli Marx, Rete Capri, ore 21,00. Mercoledì 18 luglio 2018.
Poster - Room Service_02Un film non dei maggiori, ma pur sempre ad alta godibilità, del 1938 dei Marx Brothers, con partecipazione di Lucille Ball. Una commedia degli inganni (e degli equivoci) alla maniera demenziale e surreale dei mitologici fratelli. Con un impresario (è Groucho) stanziato in un hotel con la sua troupe teatrale ormai senza soldi, e quando finalmente spunta un finanziatore ecco che lo vogliono sbattere fuori dall’albergo per i troppi debiti accumulati. Ma l’uomo con il denaro vuole che si firmi lì il contrato, e allora bisogna in tutti i modi farglielo credere di essere ancora alloggiati al grand hotel. L’idea della simulazione e della messinscena non è di sicuro nuovo, ma ci sono loro, i Marx Bros., e tanto basta.

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , | 1 commento

Tre film su NELSON MANDELA stasera in tv (merc. 18 luglio 2018, tv in chiaro)

Mandela: la lunga strada vero la libertà

Al Nelson Mandela Day – sono oggi cent’anni dalla sua nscita, il 18 luglio 1918 – danno il loro contributo anche alcune emittenti mettendo in palinsesto  film che direttamemte raccontano il leader sud africano. la sua storia, la sua vita, le sue battaglie, o che, come in Invictus, mettono in scena eventi legati al post-aparthid e alla transizione da lui guidata.

Mandela: la lunga strada verso la libertà, Cine Sony, ore 21,00. Prima tv.
Tra i biopic su Mandela, questo del 2013 è il più accreditato, con l’imprimatur dell’ufficialità. Difatti, trattasi della cineversione dell’autobiografia del grande traghettatore dal Sud Africa dell’apartheid a quello della libertà e della democrazia. Le origini in un villaggio Xhosa, la pratica come avvocato a Joannesburg, la partecipazione alle prime lotle antisegregazione. E l’ascesa a rappresentante massimo e simbolo della maggioranza black conculcata e separata a forza. E la prigionia, la libertà, la fondazione del nuovo Sud Africa. Agiografico ? Sì, certo, ma come potrebbe non esserlo? E comunque di quei film che aprono finestre su mondi e storie e Storia su cui val sempre la pena saperne di più. Idris Elba, in my opinion un grande attore naturalmente alieno da ogni tono retorico, è Mandela. Produzione inglese, dunque assolutamente accurata e affidabile.

Il colore della libertà (Goodbye Bafana) di Bille Agust, Tv2000, ore 21,15.

Miscuglio di ultra-political correctness di nuovo conio e buone intenzioni (al cinema preferiamo le cattive) da antico cinema didascalico-politico-populista-educativo. Anche, di quei film d’autore occidental-europei che, volendo espiare le antiche colpe colonialiste dell’uomo bianco, finiscono con l’identificarsi oltre ogni ragionevolezza e buon senso con qualunque storia di ribellione o emancipazione dei dannati della terra, dipingendola e raccontandone i protagonisti nei toni e nei modi del santino (Gandhi di Attenborough resta il modello). Qui siamo in Sud Africa nel 1968, ai tempi della prigionia di Nelson Mandela e dunque in pieno regime razzista dell’apartheid. Protagonista è il secondino (bianco) che deve occuparsi dell’illustre recluso e che, a poco a poco, attraverso il contatto con lui, capirà di quali misfatti si stia macchiando il regime. Un cammino verso l’illuminazione e la verità e la giustizia che però gli costerà caro. Una storia così esemplare da sembrare finta e invece, pare, ispirata a un personaggio vero. Coproduzione internazionale del 2007 girata in Sud Africa, una celebrazione tutta bianca e grondante retorica della Passione carceraria di Mandela. Joseph Finnies è il buon secondino, Diane Kruger sua moglie. Dirige lo svedese Bille Auguist, e quando in queste cose politically correct ci si mettono di mezzo i nordici con il loro rigorismo e la loro intransigenza, il moralismo è garantito (e l’indigeribilità pure).

Invictus di Clint Eastwood, Cine Sony, ore 23,40.
Per fortuna che c’è Clint Eastwood detro la macchina da presa, a rendere quasi digeribile questo polpettone edificante uscito nei cinema nel 2010, questo santino devoto che circonfonde di aureola il traghettatore del Sud Africa post apartheid Nelson Mandela, un signore che il suo posto nella storia l’ha già conquistato da un pezzo e di agiografie non ha certo bisogno. Il plot, basato su fatti realmente accaduti, sembra scritto dall’ufficio propaganda. Al Sud Africa, appena uscito dal regime segregazionista e con Mandela alla guida, assegnano l’organizzazione della Coppa del mondo di rugby. Solo che la nazionale di rugby da quelle parti è sempre stata feudo degli afrikaaner più duri e puri e più anti-black, come si fa a presentarla al torneo in rappresentanza del paese ormai rinnovato? Lo stesso Mandela si incarica della difficile mediazione e alleandosi con il capitano della squadra François Pienaar (nome ugonotto-afrikaaner) riesce a rimettere in piedi il team e a farne la bandiera del nuovo Sud Africa arcobaleno. Lo sport come veicolo di unità nazionale, cosa che conoscevano benissimo anche i regimi totalitari. La retorica abbonda, ma per fortuna Clint Eastwood fa tutto quello che può e asciuga, sveltisce, de-sentimentalizza, anche se l’impianto agiografico del film non può essere smantellato. Morgan Freeman (chi se no?) è Mandela, Matt Damon è il capitano della squadra.

 

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il film imperdibile stasera in tv: INTRIGO INTERNAZIONALE di Alfred Hitchcock (merc. 18 luglio 2018, tv in chiaro)

Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock, la7, ore 21,10. Mercoledì 18 luglio 2018.
north-by-northwest2-700x478north-by-northwest-1-700x516Decade mirabile, gli anni Cinquanta del secolo scorso, per Alfred Hitchcock. Non solo realizza alcuni dei suoi film assoluti, da La finestra sul cortile a La donna che visse due volte, ma diventa un’icona pop grazie alla serie tv Hitchcock presenta. In quella fase il gran signore del thriller riuscì anche a riscrivere e rifondare alcuni generi, l’horror con film-capostipite come Psycho e Gli uccelli, e la spy-story con questo meraviglioso Intrigo internazionale (anno 1959), padre di tutti i futuri Bond e Bourne. Lo schema è quello dell’everyman coinvolto malgré lui in avventure e intrighi che lo sovrastano, preda di ignoti nemici che lo vogliono morto e dunque costretto a tirare fuori gli artigli e il testosterone per sopravvivere. L’uomo qualunque stavolta si chiama Roger Thornhill, ed è interpretato da un Cary Grant elegante e impeccabile come al solito, ma meno compassato e più dinamico del solito. Scambiato per un altro, si ritrova ad essere bersaglio di ignoti nemici per motivi altrettanto ignoti. Sa solo che per salvare la pelle deve scappare. Quante volte l’abbiamo vista, dopo Intrigo internazionale, una storia del genere? Naturalmente in Intrigo internazionale c’è la mano crudele e insieme felpata di Hitchcock, che con assoluto cinismo mette i suoi personaggi nelle situazioni più perigliose e perverse, trasformando i loro patimenti in spettacolo per sé e per noi spettatori. Cinema amorale il suo, che si dà come unica regola quella di garantire il godimento di chi guarda. Il Roger braccato di Intrigo internzionale è anche braccato dalla macchina da presa, e dai nostri sguardi. Hitchcock è qui, più che mai, sadico e voyeur, e ci rende suoi complici. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , | 1 commento

Film stasera in tv: L’ULTIMA ESTATE A TANGERI di Alexandre Arcady (mart. 17 luglio 2018, tv in chiaro)

L’ultima estate a Tangeri di Alexandre Arcady, Rai Movie, ore 0,45. Martedì 17 luglio 2018. Anche su RaiPlay.
Ci sono film seducenti non per le loro qualità proprie, interne, che siano narrative o stilistiche, ma per la quantità di connessioni soprattutto extrafilmiche che riescono a stabilire, per i mondi e le culture che evocano, per quanto dicono dei loro autori. Film-mappa in cui è bello individuare percorsi poco visibili, tracce che portano altrove e fuori dai loro confini. L’ultima estate a Tangeri (1986) è tra questi. Il suo regista Alexandre Arcady, da noi pressoché sconosciuto, è invece in Francia a modo suo un’istituzione. Ora settantenne, Arcady è uomo e cineasta orgoglioso del suo ebraismo, profondamente legato alle sue radici di ebreo d’Algeria che ha dovuto con la famiglia, e come centinia di migliaia tra ebrei e coloni francesi, lasciare il paese dopo l’indipendenza (e, per la comunità ebraica, come ulteriore spinta alla fuga l’impossibilità di continuare a vivere in un ambiente arabo sempre più ostile dopo la nascita dello stato d’Israele). Quegli esuli che saranno chiamati nel loro insieme pieds noirs. Arcady, figlio di un legionario ungherese e di una juïve di Algeri, cresce in un quartiere popolare della Ville Blanche (così è ancora chiamata dai suoi nostalgici ex abitanti la capitale), fianco a fianco con musulmani e cristiani, come ha raccontato più volte lui stesso e come si vede in un filmato della tv francese rintracciabile su Youtube sul suo ritorno qualche anno fa nella città, e nella casa, dov’è nato e cresciuto. Di quell’ebraismo nordafricano Arcady si è fatto nel corso della sua vita, e della sua carriera, testimone e cantore, con film che raccontano le ferite della partenza e il non facile trapianto in Francia. Film come Le coup de sirocco e soprattutto Le grand pardon, saga di una famiglia criminal-mafiosa di radici ebraiche (ha recentemente osservato Le Monde recensendo un film in cui pure si parla di criminalità ebraica in Francia, La truffa del secolo, come Alexandre Arcady possa affrontare certi temi senza cadere in cliché antisemiti in quanto lui stesso ebreo e profondo conoscitore dell’universo che racconta: mentre l’operazione è assai più complicata e ardua quando a tentarla è chi ebreo non è, come il regista di La truffa del secolo Olivier Marchal). Lunga premessa per arrivare a L’ultima estate a Tangeri, raro film in onda stasera. Dove, in forma di crime e noir, anzi polar, si va a mostrare un altro snodo storico fatale del Nord Africa del secondo Novecento, il passaggio di Tangeri, dopo decenni con lo status di città internazionale, al Marocco: correva l’anno 1956. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento