Film stasera in tv: ONE HOUR PHOTO con Robin Williams (mart. 23 genn. 2018, tv in chiaro)

One Hour Photo di Mark Romanek, Paramount Channel (29 dt), ore 21,10. Martedì 23 gennaio 2018.
L’altra faccia di Robin Williams, troppo spesso confinato in film per il pubblico family della domenica, e invece attore inquieto e capace di calarsi in ruoli disturbanti. Come in questo abbastanza cultistico One Hour Photo, anno 2003, dove è uno psicopatico, come poi lo sarà in Insomnia di Christopher Nolan. Impiegato nel corner di sviluppo fotografie di un grande magazzino – quando ancora si portavano a stampare foto e la rivoluzione digitale non si era ancora del tutto compiuta -, Seymour è un uomo incolore che vive attravrso le vite degli altri. Quelle che intuisce o si inventa dalle immagini che gli portano. È attratto specialmente dagli Yorkin, la famiglia perfetta, marito e moglie govani e belli, e figli altrettanto perfetti. Fino a duplicarne le immagini e conservarle a casa, in una deriva voyeuristica e fetcistica che mina il suo già precario equilibrio psichico. Quando si renderà conto che quella famiglia senza macchia da lui idealizzata ha in sé i germi dell’imperfezione e della distruzione, scenderà in campo, e diventerà un uomo molto pericoloso. Diretto da Mark Romanek, One Hour Photo allarma per come rivela, profeticamente, la schiacciante prevalenza nella nostra contemporaneità dell’immagine e della rappresentazione sul reale. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il film imperdibile stasera in tv: SICARIO di Denis Villeneuve (mart. 23 genn. 2018, tv in chiaro)

Sicario di Denis Villeneuve, Rai 4, ore 21,05. Martedì 23 gennaio 2018.SicarioSicario di Denis Villeneuve. Con Emily Blunt, Benicio Del Toro, Josh Brolin. 4a7671870de9d4d1a7710dbd96131927Il film di Denis Villeneuve prima di Blade Runner 2049: un crime-action con però impressa la forte impronta autorialistica del suo regista. Una missione americana contro i cartelli messicani del narcotraffico si rivela una faccenda sporchissima dove il bene non sta da nessuna parte e il male dappertutto. Con un massacro finale da teatro elisabettiano. Voto 7 e mezzo

Presentato in concorso a Cannes 2015 tra molte diffidenze – la sua appartenenza al genere crime & noir non era certo il miglior lasciapassare presso la critica più istituzionale – Sicario se l’è cavata invece molto dignitosamente uscendo salvo dalle proiezioni stampa (anzi, pure con qualche applauso). A dirigerlo uno di rispetto come il québecois Denis Villenueve, già regista del capolavoro Incendies – La donna che canta e del tortuoso e malato Prisoners, e qui prestato – non è la prima volta –  al cinema Usa. Luridissima storia, sporca e cattiva, et pour cause, essendoci di mezzo la guerra statunitense, con pericolose e ambigue alleanze però nel Latinoamerica, ai cartelli messicani, clan ormai paramilitari e padroni di intere regioni, e tra le realtà più feroci sulla faccia della terra. Sicario è un crime-action che si incrocia con il genere bellico, tant’è ch nelle prime sequenze di invasione militare dei territori messicani sotto controllo dei narcos sembra di vedere il cinema degli ultimi quindici anni sulla guerra allo jihadismo e sui conflitti irakeno e afghano. Juarez, cittadella dei signori della coca, come la Baghdad di The Hurt Locker, la Falluja di American Sniper o, per tornare più indietro, la Mogadiscio di Black Hawk Down. Denis Villeneuve tira fuori tutto il suo senso per il male e per il massacro, per la strutturale, genetica violenza umana, in una messinscena che trasforma una storia di genere in discesa all’inferno. Con parecchi twist, e, molto à la Villeneuve, con l’abbattimento di ogni barriera tra buoni e malvagi, essendo tutti malvagi, a parte l’angelica agente Fbi Emly Blunt cui tocca, come dire, rappresentare il raggio di luce nelle tenebre. Qualcuno a Cannes ha comunque mugugnato lamentandosi che un film così non è da festival, non è da concorso. Non sono d’accordo. Villenueve imprime il suo segno su ogni scena, e autorialmente fa proprio il film, pur rispettando le convenzioni del noir fino in fondo. Con ricorso oltre la media e la norma al campo lungo, a confondere i protagonisti con il paesaggio e la folla, minimizzandone quando non necessario gli atti e le parole. Perché tutti, protagonisti e comprimari e anonimi, sono ugualmente partecipi, vittime o carnefici, del grande massacro, tutti sono dei vivi già all’inferno. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Un film-capolavoro stasera in tv: UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO riflette sull’esistenza (mart. 23 genn. 2018, tv in chiaro)

Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza di Roy Andersson, Rai 5, ore 21,15. Martedì 23 gennaio 2018.Schermata 2014-09-03 a 23.07.32Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza (A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence) di Roy Andersson. Con Holger Andersson e Nisse Vestblom. Svezia.
11610-En_duva_satt_pa_en_gren_och_funderade_pa_tillvaron_1--__Roy_Andersson_Filmproduktion_ABDue poveri venditori di tristi amenità si aggirano come clown in una landa caliginosa, opaca, plumbea. Tra follie e un’ordinaria banalità. Una successione di tableaux vivants. Freaks che fan ridere e piangere, come in un circo dei più derelitti. Siamo dalle parti del capolavoro vero. Strameritato Leone d’oro a Venezia 2014. Voto 9
Schermata 2014-09-03 a 23.07.42Ha un’età, lo svedese Roy Andersson: classe 1943 e fate voi i conti. Ma per la consacrazione a cineasta massimo ha dovuto aspettare lo scorso settembre, quando a Venezia gli han dato (giustamente) il Leone d’oro per questo film dall’interminabile e bellissimo titolo. Ultimo di una trilogia partita con Songs from the Second Floor e continuata con You, the Living, Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza ha davvero conquistato tutti, pubblico e stampa, fin dalla sua prima proiezione veneziana. Tableaux vivants da una landa d’Occidente (la Svezia, suppongo) desolata, caliginosa, opaca, illuminata da una luce livida che non produce ombre. Facce e corpi come mostrificati e alterati, e pallori e guance terree e carni malate da impietoso quadro di Lucian Freud. Per raccontarci cosa? Non si sa, non si capisce bene, ma in fondo non è poi tanto importante. L’importante è lo sguardo di Andersson su uomini, donne, cose e paesaggi, quello sì, e quello che Andersson offre al nostro sguardo e il come lo fa. Una galleria di poveri freaks. Si comincia con un signore e una signora come immobilizzati tra le vetrine di un qualche museo di scienze naturali a contemplare scheletri e altri reperti, o forse loro stessi museificati e imbalsamati. Umani-oggetto di un diorama. Il movimento è quasi abolito in questo film, la cui fissità ricorda molto da vicino quella dell’universo ritratto e messo in scena dall’austriaco Ulrich Seidl. Con la differenza, fondamentale, che lo svedese dà prova di una pietas nei confronti dei suoi disgraziati, patetici, stralunati personaggi di cui Seidl non sarà mai capace. Si comincia, dopo il prologo al museo, con un ‘Tre incontri con la morte’, tre episodi fulminanti costruiti con ingegneristica precisione su come la signora con la falce possa intervenire nei modi più strambi e improvvisi. Un vanitas vanitarum che ci introduce alla coppia diciamo così protagonista, due sfigatissimi venditori di scherzi, denti da vampiro e altre malinconiche amenità, che sono un travestimento della classica coppia di clown e che percorrono ora al centro ora lateralmente o tangenzialmente il film. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

18 film stasera in tv (lun. 22 genn. 2018, tv in chiaro)

Il discorso del re

American Beauty

 

Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate

Cliccare il link per la recensione. Le schede possono riferirsi a precedenti messe in onda del film o alla sua uscita in sala.

Ender’s Game, Rai 4, ore 21,00.
Il cacciatore del Missouri di William Wellmann, Rai Movie, ore 21,00.
Uno di quei dimenticatissimi western seriali anni Cinquanta che riaffiorano soesso nei alinsesti. E però questo si distingue per averci come protagomnista nientemeno che Clark Gable, aggiungeteci un altro divo d’epoca come Ricardo Montalban ed ecco che la visione si consiglia da sola. Storia di un cacciatore-venditore di pelli e della sua vita selvaggia a contatto con i nativi-americani e la natura. Regia di un regista non ordinario come William Wellmann (Piccole volpi).
American Beauty di Sam Mendes, con Kevin Spacey, Iris, ore 21,03.
Batman di Tim Burton, Mediaset Italia 2, ore 21,10.
Il primigenio, l’autentico, quello del 1989 diretto e (re)inventato da Tim Burton. Molto poco somigliante al fumetto da cui è tratto, molto somigliante alle ossessioni e ai fantasmi timburtoniani. Con il memorabile Joker di Jack Nicholson che si divora tutto il film e lo sottrae al protagonista Michael Keaton. Gotham City è un fosco delirio gotico da paura che ricorda da vicino la sinistra Metropolis tardoespressionista e weimariana di Fritz Lang. Resta da stabilire se sia meglio il B. secondo Burton o quello rebootizzato da Nolan. In ogni caso, dopo questo film i cinema-fumetto non sarà più lo stesso.
Caccia al ladro di Alfred Hitchcock, la7, ore 21,10.
Wall Street di Oliver Stone, Paramount Channel (29 dt), ore 21,10. (Attenzione: il sito di Paamount Chnnel fa confusione – ma si può? – riportando in palinsesto ‘The Wolf of Wall Street‘, solo che poi precisa: “Un Michael Douglas da premio Oscar fa coppia con Charlie Sheen”. Ne deduco che si tratti del film di Oliver Stone ‘Wal Stree e non di quello di Scorsese. Ma lo scoprirete solo guardando (Paramount Channel).
L’epocale film di Oliver Stone con protagonista il luciferino Gekko, genio del male della speculazione in borsa. Era il 1987, ma sembra oggi. Profetico sui disastri indotti dal capitale finanziario incontrollato. Certo Oliver Stone ci va giù con l’accetta, come al solito. Ma stavolta più sopportable e giustificato del solito. Con Michael Douglas e Martin Sheen.
Lo chiamavano Bulldozer, Rete 4, ore 21,15.
Per chi non ha masi smesso di amare Bud Spencer e il proprio io bambino.
American Life di Sam Mendes, Cielo, ore 21,15.
Jack Reacher – La prova decisiva, Italia 1, ore 21,16.
Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate, Tv8, ore 21,20.
The Order con Jean Claude Van Damme, Nove, ore 21,30.
Un giorno di ordinaria follia di Joel Schumacher, Paramount Channel (29 dt), ore 23,00.
Per favore, ammazzatemi mia moglie, la7, ore 23,15.
Così si rideva negli anni Ottanta. Black comedy ma non troppo diretta dal trio demenziale di L’aereo più pazzo del mondo Zucker-Abrahams-Zucker, con un Danny DeVito al solito cattivissimo che vuole liberarsi della consorte Bette Midler per godersela, ovvio, con l’amante. Ma il suo piano gli si ritorcerà contro.
L’alba della libertà di Werner Herzog, Nove, ore 23,15.
Maximum Risk con Jean Claude Van Damme, Cine Sony (55 dt), ore 23,15.
Il discorso del re, Iris, ore 23,31.
The Blues Brothers, Rete 4, ore 23,42.
Dentro la grande mela, Rai Movie, ore 0,00.
Tosto cinema indipendente anni Ottanta, ma con tre attori di peso come Jodie Foster, John Turturro e Tim Robbins. Nel Bronx anni Sessanta un ragazzo che non ci sta con la testa rapisce una coetanea che già anni prima aveva tentato di violentare. E comincia la caccia, in un’escalation di sangue e violenza.

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il film imperdibile stasera in tv: CACCIA AL LADRO di Alfred Hitchcock (lun. 22 genn. 2018, tv in chiaro)

Caccia al ladro di Alfred Hitchcock, la7, ore 21,10. Lunedì 22 gennaio 2018.
Considerata un’opera minore di Hitchcock, come se di un maestro come lui fossero davvero possibili cose minori. Forse piaciuto meno ai sopracciò della critica e storia del cinema per il suo disinvolto mescolare thriller e rosa, che peraltro è di Hitchcock cifra ricorrente (si pensi a La finestra sul cortile). Anche, il set che fece incontrare, e innnamorare, Grace Kelly e Ranieri di Monaco. Hollywood perse una stella, la mitologia moderna ci guadagnò un a principessa bionda come nelle favole-favole. Tutta colpa, o merito, del signor Alfred Hitchcock che pensò di girare questa giallo-rosa, e più rosa che giallo, sulla Costa Azzurra. Un famoso ladro di impeccabile eleganza, detto Le Chat, il gatto, si è ormai ritirato nella sua villa nel sud della Francia dopo essersi guadagnato la rispettabilità con il suo contributo alla resistenza francese. Ma una serie di furti di gioielli gli vengono (ingiustamente) attribuiti, sicché scenderà in campo per difendere il proprio onore e smascherare il vero colpevole che si spaccia per lui. Avrà modo di conoscere la figlia di un milionaro americano, e sarà amore, benché tra molti bisticci e baruffe da sophisticated comedy. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento