Il film imperdibile stasera in tv: BLACK BOOK di Paul Verhoeven (lun. 25 sett. 2017, tv in chiaro)

Black Blook, un film di Paul Verhoeven. Tv8, ore 21,15, lunedì 25 settembre 2017.
33935_gal20529_gal37090_galDopo i lunghi anni hollywoodiana Paul Verhoeven nel 2006 torna in Olanda e realizza questo film che farà molto discutere in patria e diventerà il più grande successo di sempre del cinema nazionale. Verhoeven costruisce un bellico-spy story che scoperchia le ipocrisie e le doppiezze di molti suoi connazionali durante l’occupazione tedesca. La storia: una cantante ebrea scappa da Berlino e si rifugia in Olanda per sfuggire ai nazisti. Ma quando anche lì arrivano i tedeschi ne passerà di ogni, fino a entrare nella resistenza. Sarà incaricata di infiltrarsi tra gli occupanti, ma dovrà fare i conti anche con i molti traditori tra le file partigiane. Un quadro corrusco e non benevolente dell’Olanda sotto tallone nazista, tra generose ribellioni e molte complicità e collusioni. Verhoeven come al solito non rinuncia alla sua carica disturbante e firma un altro film da ricordare. Occhio: tra i resistenti (è Joop) compare Mathias Schoenaerts, attore belga che poi avrebbe spiccato il volo con Bullhead e Un sapore di ruggine e ossa di Jacqus Audiard.

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Film stasera in tv: YVES SAINT LAURENT (lun. 25 settembre 2017, tv in chiaro)

Yves Saint Laurent, un film di Jalil Lespert con Pierre Niney. La5, ore 23,15, lunedì 25 settembre 2017.
Ripubblico la recensione scritta dopo la prima del film al festival di Berlino 2014. Tournage YSL21055845_20131107160110306Yves Saint Laurent, regia di Jalil Lespert. Con Pierre Niney, Guillaume Gallienne, Charlotte Le Bon, Laura Smet, Marie De Villepin. Presentato alla Berlinale 2014 nella sezione Panorama Special.

Pierre Niney e Guillaume Galienne sono Yves Saint Laurent e Pierre Bergé

Pierre Niney e Guillaume Galienne sono Yves Saint Laurent e Pierre Bergé

Presentato con gran pompa al restaurato ZooPalast, il molto atteso biopic di Yves Saint Laurent delude parecchio. Un ritratto nei toni dell’agiografia, anche se non si tacciono del protagonista i crolli psichici, le dipendenze varie, la decadenza. Ma come si sarebbe potuto, visto che son cose risapute? L’operazione porta l’imprimatur di Pierre Bergé, che di YSL è stato il socio e il compagno di vita, e il vero genio economico-finanziario dietro il marchio. Narrazione prevedibile e mancanza di ogni visione di cinema. Però strepitoso Pierre Niney quale Yves. Voto 4 e mezzo.

Bergé & YvesBerlino, febbraio 2014.
Tappeti rossi, letteralmente, per questo molto atteso biopic – già uscito in Francia da un paio di settimane con clamoroso successo di pubblico, milioni e milioni incassati – che ha aperto ieri alle ore 18.00 la sezione Panorama Special (che non ho capito in cosa si differenzi da Panorama-e-basta, ma fa niente, questo è un Festival che si ramifica e si moltiplica di continuo in categorie e sottocategorie). Era tutto un tripudio di pavimenti di rosso coperti lo ZooPalast, storico cinema di Berlino Ovest già tra i luoghi simbolo della Berlinale pre-caduta del Muro, poi rimasto chiuso a lungo per restauri. Riattivato giusto ieri con lo screening di Yves Saint Laurent. Schermo ricoperto da sipario-mantovana dorato molto Fifties, un tripudio di velluti rossi, un soffitto profondo blu cosmo, una bellezza vera, una sala-monumento. In platea il regista e gli interpreti, compresi Pierre Niney che è Yves e Guillaume Gallienne che è il suo amante-socio-manager Pierre Bergé*. Ma l’evento era la presenza, insieme al cast, del vero Bergé, l’uomo di potere che sappiamo, signore, anche, di alcuni media francesi. Che con una certa fatica, e assistito e sorretto, ha salito i pochi gradini del palco per farsi salutare e applaudire a fine proiezione. Sì, va bene la cronachetta mondana, ma il film? Il film com’è? Brutto. Una magnifica occasione sprecata. Agiografico nonostante le finte trasgressioncine, sessuali e non, disseminate qua e là. Continua a leggere

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Venezia 2017. Recensione: LOOKING FOR OUM KULTHUM, un film di Shirin Neshat. Raccontando il mito della più grande cantante araba di sempre

004082017152149_media1004082017152105_media1Looking for Oum Kulthum, un fim di Shirin Neshat. Con Neda Rahmanian, Yamin Raeis, Najia Skalli, Nour Kama, Mehdu Moinzadeh, Kais Nashif. Presentato a Venezia alle Giornate degli Autori/Venice Days. Proiettato in questi giorni a Milano a Le vie del cinema: i film di Venezia e Locarno.
004082017152138_media1Prometteva molto, questo incontro tra la regista-artista iraniana (della diaspora) Shirin Neshat e il mito Oum Khultum, la più grande cantante di sempre dell’Egitto, e dell’intero mondo arabo. Ma anziché limitarsi a un biopic di Oum, la Neshat inciampa nel suo Otto e mezzo, nel solito film nel film dove racconta i tormenti di una regista iraniana sul set (che si rispecchia nella storia di Oum). Tutto – questa parte intendo – assai déjà vu e poco interessante. Mentre si sarebbe voluto vedere e sapere di più di Oum Khultum. Voto 5
004082017152039_media1Che Shirin Neshat, visual artist iraniana della diaspora, fotografa, cineasta (vincitrice di un Leone d’argento per la migliore regia, non così meritato, a Venezia 2009 per Donne senza uomini), fortemente interessata alla (ossessionata dalla?) condizione e ancora di più immagine femminile nelle società islamiche, avesse deciso di girare un film su Oum Khultum era una notizia succulenta. Almeno per chi avesse una qualche conoscenza delle correnti cultural-popolari e delle icone in quella parte complicata di mondo, e ne fosse attratto. Figuriamoci, la assai celebre in ogni salotto dabbene e informato d’Occidente Mrs. Neshat incontra la più grande e celebre cantante araba di tutti i tempi, e non è un’esagerazione, non sono mica io a dirlo, ma tutte le possibili enciclopedie e biografie, ovvero Oum Khultum (anche translitterata dall’arabo in Umm Khultum, Oum Khaltoum, Oum Khalsoum). Mai sentita? Nel senso di mai conosciuto il suo nome e mai vista-sentita neanche su Youtube? Rimando alla esaustiva voce che la riguarda su Wikipedia e agli infiniti documenti sul web. Mentre la ascoltate adesso su YouTube nella sua più celebre e iconica interpretazione, quella di Enta Omri (o, più correttamente, Anta Umri: tu sei la mia vita), mentre ne osservate la postura inconfondibile e l’immagine sedimentatasi in decenni e decenni di carriera (occhiali neri, capelli corvini raccolti e fissati in un’acconciatura-monumento non così dissimile da quella di Moira Orfei, mano a stringere nervosamente un foulard, abito lungo variamente sberluccicante), dico solo che nacque in Egitto in un villaggio del delta del Nilo nel 1904 (ma biografie ufficiose retrodatano al 1898) per morire da mito popolare e universale nel 1974, con funerali al Cairo di una grandiosità mai vista. E milioni di persone in strada a piangere e a rimpiangerla. In mezzo una vita e una storia straordinarie, costruite su una sapienza interpretativa assoluta, su una voce grave perfetta per scolpire ogni nota e vibrazione e sottolineare ogni minimo fremito e sfumatura di lunghi pezzi ipnotici, melopee nilotiche accompagnate dall’oud. Subito adottata come diva, fin dagli anni Venti, in tutti i paesi arabi, dal Marocco fino all’Iraq. Ancora oggi non ci sono egiziani o tunisini o libanesi, anche i più giovani, che non conoscano le sue canzoni e il suo inconfondibile timbro. Un fenomeno di lunga durata che in Europa e America non ha eguali, incarnando Oum Khultum non solo il proprio mito di cantante grandissima, ma anche quello di simbolo identitario dell’intera nazione araba. Lei che, nata povera, arrivò alla corte di re Faruk prima e poi a essere la cantante maxima incoronata quale eroina egiziana dal nazionalista Nasser.
Shirin Neshat non gira, purtroppo, un biopic, come si sarebbe sperato, pur con tutte le libertà che si concederebbero volentieri a una visual artist conclamata come lei. No, si butta nel metafilm girando, anche lei!, il suo Effetto notte, il suo narcistico  e autoriferito Otto e mezzo su una regista iraniana dalla silhouette e dal volto affilati – dietro la quale si intravedono molti tratti della stessa Shirin Neshat, anche se parlare di alter ego sarebbe esagerato – alle prese con un biopic su Oum Khultum. Intanto la regista-protagonista precipita progressivamente in una crisi professional-esistenziale, interrogandosi ahinoi sul senso della sua vita, sulle sue relazioni familiari, e – doppio ahinoi – sui pregiudizi che pesano in ambienti musulmani sulle donne, e dunque pure su di lei. Con dubbi e strazi interiori già visti mille volte, tipo: come conciliare vita e carriera? Come impedire che la seconda divori la prima? Ed ecco che la regista Mitra, nel mentre che mette in scena spezzoni della vita di Oum Khultum, si riflette in lei, si interroga sulle scelte che portarono la cantante-diva a sacrificare la vita privata per diventare la stella polare del publico arabo, dall’Atlantico all’Eufrate. Funzionano piuttosto bene in Looking for Oum Khultum le parti più propriamente biopic, come la ricerca di un’attrice che sia credibile fisicamente e, cosa ben più ardua, vocalmente nel ruolo principale, come la ricostruzione degli snodi più importanti nella traiettoria di Oum: il trasferimento dalla provincia al Cairo, la presentazione a corte e il suo diventare voce ufficiale e star attraverso le universalmente seguite dirette radiofoniche, il suo essere insieme icona popolare e strumento di consenso per re Faruk, la successiva ammirazione di Nasser che le varrà dopo il golpe nazionalista dei generali l’assunzione a simbolo della patria indipendente. Si parte con il casting in Egitto per identificare la nuova Oum Khaltoum, scoprendo una ragazza che tutti incanta e convince con la sua voce (si chiama Nour Kama). Continua a leggere

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18 film stasera in tv (sab. 23 sett. 2017, tv in chiaro)

Sfida all'O.K. Corral

Sfida all’O.K. Corral

Showgirls

Showgirls

Cliccare sul link per la recensione di questo blog. Alcune schede si riferiscono a una precedente messa in onda.

Teresa Venerdì di Vittorio De Sica, Capri Television (canale 66 dt), ore 21,00.
Il Prof. Dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste, Iris, ore 21,00.
I due invincibili, la7, ore 21,10.
Western classico, ma assai tardivo essendo del 1969, quando ormai la declinazione italiana del genere ne aveva riscritto definitivamente i connotati, e quando ormai anche in America era in corso il cambiamento per mano di autori come Sam Peckinpah. Qui John Wayne si affida al suo regista di fiducia Andrew McLagen per una storia di americani che si ritrovano nel mezzo della guerra messicana tra l’imperatore Massimilano e gli insorgenti indipendentisti, i libertadores. Ma il film vale per la coppia maschile protagonista, con Rock Hudson ad affiancare il roccioso Wayne.
Che bella giornata con Checco Zalone, Canale 5, ore 21,11.
Tutti insieme appassionatamente, Paramount Channel, ore 21,15.
Showgirls di Paul Verhoeven, Nove, ore 21,15.
Volo 7500, Tv8, ore 21,20.
Succedono strane cose sul volo Los Angeles-Tokyo. E la prima è la morte senza spiegazioni apparenti, di un ragazzo. Più che un disaster movie aereo, un horror dell’aria, con la minaccia che si insinua a bordo per deflagrare poi con esiti devastanti. Produzione nippo-americana diretta dal Takashi Shimizu di The Grudge, uno dei signori del J-horror.
Lo sbarco di Anzio, Rai Movie, ore 21,20.
War movie di un Dino De Laurentiis ancora italiano (siamo alla fine degi anni Sessanta), ma già di ambizioni planetarie. Ed ecco uno dei suoi tipici colossal apirazionali (vedi anche Guerra e pace) con attori presi da Hollywood, e fa niente se in declino, mescolati a nomi di casa nostra. Del resto questo film cofirmato dall’italiano Dulio Coletti, specialista del genere, e dall’americano di molte glorie trascorse Edward Dmytryk, va a ricostruire un episodio che coinvolge, pur se su fronti opposti, i due paesi. Vale a dire lo sbarco Usa, e alleato, effettuato ad Anzio il 22 gennaio 1944 con l’obiettivo di fiaccare la resistenza tedesca sulla linea di Cassino. Con Robert Mitchum, Peter Falk, Robert Ryan e un giovane Giancarlo Giannini.
Bambini nel tempo di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, Rai Storia, ore 21,53.
Un documentario del 2015 in cui Roberto Faenza, con il contributo di Filippo Macelloni, ci mostra come sono cambiate l’infanzia e la sua rappresentazione in Italia dagli anni Cinquanta al Duemila. Ricorrendo soprattutto al materiale delle Teche Rai.
Cosa avete fatto a Solange? di Massimo Dallamano, Capri Television (canale 66 dt), ore 22,30.
Banlieu 13, Tv8, ore 22,50.
L’esorcista II – L’eretico di John Boorman, Mediaset Italia2, ore 23,00.
Sfida all’OK Corral, la7, ore 23,00.
Una storia portata infinite volte al cinema, quella di Wyatt Earp e di Doc Halliday, amici e poi alleati contro la potente e carognesca famiglia dei Clanton. Fino all’epica sfida finale. che lascerà parecchie vittime sul terreno Uno degli eventi che hanno fatto grande il West e la sua leggenda. Ci sarà negli anni Ottanta un’ambiziosissma – quanto catastrofica al box office – versione di Lawrence Kasdan, ma il classico resta questo film del 1957 diretto da John Sturges con la gran coppia Burt Lancaster-Kirk Douglas. Script di Leon Uris, l’autore di Exodus, il libro che avrebbe generato l’epico film di Otto Preminger.
Lo scapolo di Antonio Pietrangeli con Albert Sordi, Iris, ore 23,11.
Sinister, Rai Movie, ore 23,25.
Killer Joe di William Fredkin, Rai4, ore 23,44.
Taxxi 3, Tv8, ore 0,25.
A proposito di Henry, Paramount Channel, ore 0,40.
Il cinico manager Harrison Ford perde la memoria. Grazie all’amore e alla dedizione di chi gli sta vicino a poco a poco recupera e riscopre i valori veri della vita. Edificante, ma per fortuna il regista è Mike Nichols (Il laureato).

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Film stasera in tv: L’ESORCISTA 2 – L’ERETICO (sab. 23 sett. 2017, tv in chiaro)

L’esorcista II – L’eretico di John Boorman, Mediaset Italia 2, ore 23,00. Sabato 23 settembre 2017..
Schermata 2017-09-23 alle 18.03.19Sequel del 1977 non più diretto da William Friedkin come l’originale, ma da John Boorman, il maestro di Zardoz e Excalibur. Che prende la materia horror-demoniaca del primo Esorcista e la vira in chiave barbarico-primitiva, tra mitologia e antropologia. Inquietanti location africane. Ancora con Linda Blair posseduta, stavolta però l’esorcista è Richard Burton. Colossale insuccesso, ma adorato dai cinefili. Potente e malato. Con una strepitosa soggettiva di una mosca.

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