FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (venerdì 3 dicembre)

I migliori dieci film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. Lontano dal paradiso, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
2. 28 giorni dopo
, Iris, h. 22,55. FREE
3. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
, Sky Cinema Italia, h. 0,35.
4. Velvet Goldmine
, Cult, h. 0,55.
5. The Dreamers – I sognatori, Premium Cinema, h. 0,45.
6. No Man’s Land, Rai Movie, h. 22,55. FREE
7. Zatoichi, Rai Movie, h. 21,00. FREE
8. Oil City Confidential, Cult, h. 23,05.
9. Sydney, Studio Universal, h. 1,05. h. 21,00.
10. I guardiani della notte, Iris, h. 21,00. FREE

Commento:
1) Lontano dal paradiso
segna nel cinema degli anni Duemila il ritorno al melodramma. Un film, questo di Todd Haynes, ambientato nell’Anerica anni ’50 prima di ogni rivoluzione sessuale e volutamente ricalcato sui mélo di allora: non solo quelli dello stracitato Douglas Sirk, ma anche i film di Minnelli, Mankiewicz, Kazan, senza dimenticare le torbide storie di Tennessee Williams. Un marito si scopre omosessuale, lo dice alla moglie (una formidabile Julianna Moore) che si farà carico dell’inevitabile ricaduta emotiva e dell’altrettanto inevitabile crisi matrimoniale. Troverà conforto e forse amore nel giardiniere afroamericano. Il miglior film di Todd Haynes, il più diretto, il meno cerebrale. Haynes è il re del nuovo mélo, insieme a François Ozon.
2) 28 giorni dopo segna la conversione di Danny Boyle, nell’anno 2002, al genere fantascientifico. Molto dopo Trainspotting e molto prima di Slumdog Millionaire, il regista inglese filma una storia di virus letali sfuggiti ai ricercatori (per colpa di un commando di fanatici animalisti) che li stavano analizzando. La nuova peste distrugge Londra e l’Inghiltera, trasforma gli umani in bestie violente. Sci-fi che esula dal genere per farsi, anche al di là del volere del regista, cinema autoriale. Poco visto in Italia. Attenzione, fa paura, paura vera.
3) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto fu, a suo tempo (1970), un’opera epocale che vinse tutto, compreso l’Oscar come migliore film straniero. A rivederlo oggi si resta infastifiditi dalla paranoia ideologica che lo percorre, datatissima, con tutto quel livore verso le forze dell’ordine immaginate come potere demoniaco capace di ogni nefandezza. Ma se si va oltre questo livello, si scoprirà un film di ombre e fantasmi che arrivano dall’inconscio a insidiare le menti inscritte nella normalità, fino a destrutturarle e distruggerle. Un film sulla follia e sulle passioni. Gian Maria Volontè è un posseduto che non sa più tenere sotto controllo i suoi demoni, ed è un personaggio memorabile che si innalza oltre la storia del film e la travalica fino a diventare possente character a sé stante. L’espressionismo del regista Elio Petri, qui al suo vertice, è qualcosa di anomalo e unico nel cinema italiano, solo vagamente apparentabile a certi eccessi di un Lucio Fulci o al più sfrenato Pietro Germi. Tutti outsider, non a caso.
4) Dopo Lontano dal paradiso, un altro film di Todd Haynes in questa classifica, Velvet Goldmine. Anhe stavolta il regista americano realizza un’opera citazionista, un ricalco di mitologie del passato. Se in Lontano dal paradiso fa rivivere gli anni Cinquanta, qui ripercorre la scena glam rock anni Settanta, quella fatta di lustrini e make up e musiche avvolgenti del David Bowie prima maniera e soprattutto di Marc Bolan, il leggendario frontman dei T-Rex scomparso prematuramente. Musica che si fa immagine e prefigura molto di quello che accadrà nei decenni successivi. Il film si inventa la storia di un giornalista che indaga su una star del glam rock sparita dalle scene. Un pretesto per rimettere in scena rimmel, kajal, ambiguità sessuali, esibizionismi, piccole e grandi sfrenatezze on stage e nel backstage. Il film che lanciò Jonathan Rhys-Myers. Prodotto anche con i soldi di Michael Stipe dei REM.
5) The Dreamers – I sognatori: vale a dire il ’68 francese, Le Joli Mai, secondo Bernardo Bertolucci. Il quale, a dirla tutta, già aveva capito poco del ’68 allora (basta vedere il suo film più politico di quegli anni, Partner, un indigesto pastone che mescola confusamente rivoluzione e cultura beat, radicalismi studenteschi e Living Theater), figuriamoci nel 2003 quando gira The Dreamers. Mette in piedi un triangolo lui-lei-lui che ovviamente vuole citare la Nouvelle Vague di Jules et Jim e soprattutto di Bande à part, e la scena dei tre che corrono nel Louvre è ripresa di peso proprio da questo film di Godard. Con il sovrappiù morboso, che in Bertolucci non manca mai, che due ragazzi del triangolo sono gemelli. Dreamers mette insieme ardori sessuali e molotov, dimenticando che il ’68 fu puritano e asessuato, e che l’eros sarebbe venuto più tardi a scompigliare le fila rivoluzionarie. Film sbagliato e sballato. Però non si può non esserne coinvolti, questo Bertolucci pomposo e pseudogiovanilista e in realtà senile, alla fine ti conquista. Un guilty pleasure d’autore. Perché realmente appassionato, superbamente girato e con tre interpreti in stato di grazia. Louis Garrel, Michael Pitt e Eva Green spiccheranno il volo dopo Dreamers. Vale la pena vedere il film anche solo per loro.
6) No Man’s Land fu una sensation all’inizio degli anni Duemila quando, dopo aver vinto il premio come miglior sceneggiatura a Cannes, si prese Golden Globe e Oscar come migliore film straniero. Il giovane regista di Sarajevo Danis Tanovic conquistò tutti con questa storia di due soldati nemici, uno bosniaco e l’altro serbo, che rimangono intrappolati e feriti nella terra di nessuno tra le due linee durante la guerra etnica del dopo-Tito. Un dramma che diventa commedia grottesca, tra l’obbligo dei due a odiarsi e la necessità di sopravvivere insieme. La guerra post-jugoslava come teatro dell’assurdo, tragicommedia balcanica senza troppe speranze di redenzione. Più sincero e meno ambiguo dell’inguardabile e sopravvalutato Underground di Kusturica.
7) Zatoichi. Takeshi Kitano chi? Ci fu un momento in cui il regista giapponese fu issato nell’olimpo del cinema, amato, premiato, venerato. Era il tempo di Sonatine e di Hana-Bi, Leone d’oro a Venezia. Adesso è finito nel cono d’ombra, i suoi film interessano meno e quando arrivano in un festival vengono liquidati dai recensori in poche righe annoiate e perplesse. Zatoichi però appartiene al suo periodo aureo (siamo nel 2003): Kitano si cimenta con uno dei generi principe del cinema giapponese, il film di samurai, raccontando di un guerriero cieco che vive appartato, ma pronto se occorre a riprendere in mano la spada di cui è un virtuoso, la katana. Mirabilmente girato, con un senso alto dello stile, forse il miglior Kitano di sempre.
8) Oil City Confidential . È un ottimo momento questo per Julian Temple, cineasta che dopo una partenza fologorante negli anni Ottanta (La grande truffa del rock’n’roll) si era perso per strada. Il più punk di tutti i registi ha appena presentato al Festival di Torino Requiem for Detroit, docu sulla caduta della Motown, la città dell’auto, oggi ridotta a simulacro di quel che era negli anni gloriosi, e culturalmente, esistenzialmente ormai desertificata. Al’inizio del 2010 è poi uscito in Inghilterra questo Oil City Confidential, dove torna alla sua ossessione punk ricostruendo la storia di un band del rock estremo, i Dr. Feelgood (Feelgood in gergo sta per eroina), che attraversò come una meteora la scena inglese degli anni Ottanta fino all’autodissoluzione. La solita parabola sul rock distruttivo, che però Temple sa raccontare come pochi. Tra l’altro, sempre in serata, va in onda anche il suo Absolute Beginners, l’ambizioso film musicale che doveva lanciarlo tra i grandi e che fu invece un clamoroso flop (vedi, più avanti, la seconda parte della classifica).
9) Sydney. Film pochissimo conosciuto, è però l’esordio di Paul Thomas Anderson, uno dei migliori registi della generazione dei trenta-quarantenni, l’autore per capirci di Magnolia e Il petroliere. In questa storia di una ragazzo qualsiasi che diventa giocatore d’azzardo a Las Vegas, dell’uomo che gli fa da mentore e della ragazza che porterà a tutti e due parecchi guai, c’è già molto del futuro Anderson. Con un piano sequenza iniziale di tre minuti che lasciò senza fiato i critici. Imperdibile (c’è anche una Gwyneth Paltrow poco più che esordiente). Da cinefili veri.
10) I guardiani della notte non sarà un capolavoro, ma è un film che fa capire la Russia tra anni Novanta e Duemila, la Russia post sovietica e post eltsiniana, molto più di un’inchiesta giornalistica. Sì, è un fantasy-horror-gotico-bellico che mette in scena in una Mosca livida e moderna la lotta eterna tra Bene e Male, incarnati rispettivamente dai Guardiani della Notte e dai Guardiani del Giorno. Ma i suoi segni e simboli ci svelano la contemporaneità. Diretto da quel Timur Bekmambetov che sarebbe poi volato a Hollywwod a dirigere l’Angelina Jolie di Wanted, I guardiani della notte fu un immenso successo in patria. Colpisce, a vederlo, l’immaginario ferrigno e aggressivo che lo domina, un repertorio di segni e simboli inquietanti che rievocano l’estetica sovietica e real-socialista, ma anche quella dei totalitarismi di destra del Novecento, e del più fanatico panslavismo. Demoni che continuano ad agitare l’anima russa profonda e ai quali il film dà corpo.

La classifica continua con:
11. Gattaca, Studio Universal, h. 21,00.
12. L’uomo della luna, MGM Channel, h. 22,30.
13. La prima cosa bella, Premium Cinema, h. 2,40.
14. Bowfinger, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
15. Mission
, Cult, h. 21,00.
16. Il cattivo tenente – Ultima fermata New Orleans
, Sky Cinema 1, h. 0,25.
17. Spider-Man 3, Cielo, h. 21,00.
18. The Hours, Sky Cinema,  h. 22,55.
19. Camera con vista
, Rai Movie, h. 0,35. FREE
20. La custode di mia sorella, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
21. Il velo dipinto, Lei, h. 21,00.
22. Absolute Beginners, Sky Cinema Mania, h. 0,55.
23. Ultracorpi – L’invasione continua, 7 Gold, h. 23,15. FREE
24. Fuoco nella stiva, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
25. Out of Sight, Retequattro, h. 23,00. FREE
26. La mummia
, Joi, h. 21,00.
27. Le fate ignoranti, Premium Cinema Emotion, h. 1,05.
28. Blob – Fluido mortale, Sky Cinema Classics, h. 23,00.
29. Io, grande cacciatore, Sky Cinema Classics, h. 0,25.
30. Storia di noi due, La5, h. 21,10. FREE

Commento: Una valanga di film interessanti anche in questa seconda parte di classifica: Gattaca, ambizioso, profetico e molto stylish sci-fi anni Novanta; L’uomo della luna, l’ultima opera di quel regista di piccoli capolavori di sensibilità e finezza che fu Robert Mulligan; La prima cosa bella, successo di questo 2010 di Paolo Virzì. Bowfinger è una divertente e intelligente commedia su Hollywood, Il cattivo tenente è il tentativo (solo parzialmente riuscito) di Werner Herzog di trapiantare in terra americana le sue ossessioni. Ci sono anche un horror stranamente girato da Abel Ferrara (Ultracorpi), un Ferzan Ozpetek tra i più amati (Le fate ignoranti), un Sam Raimi un’altra volta alle prese con il suo Uomo-Ragno (Spider-Man 3). E molto altro. Per saperne di più di ogni film, cliccare il link. 

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