FREE! I migliori film stasera sulle tv gratuite (mercoledì 9 marzo 2011)

Il meglio dei film trasmessi dalle tv no-pay questa sera tra le 21.00 e la 1.00. In un altro post, trovate invece la Top Ten dei film trasmessi da tutte le reti, a pagamento e non a pagamento. La scelta è personale. Per avere la visione completa dei film in onda consultare Film.tv.it.

1. 8 donne e 1/2, Iris, h. 23,35.

2. Fur: un ritratto immaginario di Diane Arbus
, la7d, h. 21,10.
3. Il labirinto del fauno, Rai4, h. 21,10.
4. Redacted
, Rai4, h. 0,40.
5. Triplo gioco
, Rai Movie, h. 22,50.
6. Love actually
, La5, h. 21,10.
7. Operazione San Gennaro
, Rai Movie, h. 21,05.
8. Memorie di una geisha
, Iris, h. 21,00.
9. Contact
, Retequattro, h. 23,30.
Commento
1. 8 donne e 1/2, Iris, h. 23,35. Sconsiderato, folle omaggio di Peter Greenaway, uno che non si tira mai indietro davanti a niente, a Federico Fellini, al suo cinema e, in particolare, a 8 e 1/2, come si evince dal titolo. Le imitazioni e citazioni di Fellini hanno fatto più male dei peggiori Z-movies. Solo che Peter Greenaway non è mica uno qualsiasi, è uno dei pochi autori veri rimasti in circolazione, uno che si ostina ancora a pensare al cinema come a un alto esercizio di stile, un’occupazione aristocratica, un mezzo per inventare cultura e arte. Concezione forse vetusta, ma da rispettare. Greenaway merita di essere visto anche quando sbaglia, cosa che gli capita spesso. Vale per lui quello che vale per pochissimi altri registi: i suoi film sbagliati sono infinitamente più interessanti di decine di film riusciti di autori medi e mediocri. Dunque guardiamocelo, questo 8 donne e 1/2, dove un ricco vedovo decide di metter su in Svizzera un harem (dilatando a film intero quella che è una delle scene più famose del film di Fellini) nel quale riunisce le donne che rappresentano le varie facce della femminilità. La mezza sta per una signora affetta da nanismo, cui viene dato il nome di Giulietta. Prendere o lasciare, that’s Greenaway baby.
2. Fur: un ritratto immaginario di Diane Arbus, la7d, h. 21,10. Come Diane Arbus divenne Diane Arbus, cioè il genio della fotografia che sappiamo, l’occhio implacabile e coraggioso che non si fermava davanti a niente, che scrutava e metteva a fuoco i diseredati, gli alienati, i deformi, coloro che erano afflitti da un corpo imperfetto e infelice e da quella condanna che si chiama bruttezza. Com’è che una ragazza della buona borghesia ebraico-newyorkese si trasformò nel mito Arbus? Perché a 47 anni si uccise? Il film cerca di chiarire soprattutto gli anni di formazione di Diane, esplora la sua particolare attitudine artistica e le sue nevrosi. Dirige quello Steven Shainberg che aveva già realizzato Secretary, abbastanza insolito e abbastanza coraggioso film sul sadismo e il masochismo di un padroncino e della sua segretaria. Qui ha a disposizione (siamo nel 2006) una Nicole Kidman all’apice della sua carriera e incontestata attrice numero uno di Hollywood. C’è anche uno degli attori più bravi sul mercato, Robert Downey Jr. Ma non bastano a fare di Fur un succcesso. Troppo indie, troppo disturbante. Un film fallito e, come spesso capita ai fallimenti, molto interessante. Il titolo lambiccato si deve al fatto che, per evitare noie con gli eredi, il film fu presentato come un’opera in parte di fantasia.
3. Il labirinto del fauno, Rai4, h. 21,10. Forse il miglior film fantastico degli ultimi anni, quello che ha issato nella top list il nome del suo regista, il messicano Guillermo Del Toro. Passato sotto silenzio da noi, adorato in America, dove si è portato a casa nel 2007 tre Oscar (scenografia, fotografia, makeup). Protagonista, una ragazzina di nome Ofelia nella Spagna già solidamente franchista del 1944, con una madre debole e un patrigno sadico e cattivo (e reazionario). Ofelia ha una vita parallela, onirica, nella quale si addentra sotto la guida di un fauno e che è una sorta di trasfigurazione di quella reale che le tocca sperimentare quotidianamente. Una selva di simbologie e mitologie popolano anche troppo fittamente il film, che ha quella sovrabbondanza barocca latino-americana volte indigeribile. C’è pure ahinoi il famigerato Discorso Politico (la parte nera dell’universo fantastico di Ofelia adombra in modo piuttosto trasparente il franchismo). Eccessi e limiti che non intaccano però la resa, altissima, di Il labirinto del fauno.
4. Redacted, Rai4, h. 0,40. Brian De Palma alle prese con la guerra in Iraq. Si racconta di uno stupro perpetrato da cinque soldati americani su una ragazza locale. Tutto viene messo a tacere, ma uno di loro poi parlerà. Ispirato a un fatto vero. Molto politically correct, fin troppo. Il racconto procede alternando i vari punti di vista dei protagonisti, e De Palma adotta anche tecnica e linguaggio del mockumentary mostrando lo stupro attraverso il video girato da uno dei soldati. Uno dei suoi film più sperimentali.
5. Triplo gioco, Rai Movie, h. 22,50. Un noir avvincente, anche se eccentrico e crepuscolare, remake di un Melville anni ’50 che non sfigura a confronto con l’originale, anzi. Lo firma un regista che ha sempre percorso sentieri non consueti come Neil Jordan (La moglie del soldato, Michael Collins). Un maturo fuorilegge pronto a tutto (Nick Nolte) organizza il colpo della vita a un casinò sulla Riviera Francese con una banda multietnica tra cui c’è, motivo di culto, il regista Eumir Kusturica in una delle sue rare prestazioni d’attore.
6. Love actually, La5, h. 21,10. Kolossal dei sentimenti made in UK del 2003. Un ambizioso affresco sull’amore agli inizi del nuovo millennio attraverso dieci storie, che si svolgono in contemporanea poche settimane prima di Natale. Cast sontuoso: Hugh Grant, Colin Firth, Emma Thompson, Liam Neeson, Alan Rickman, Keira Knightley, Laura Linney, Rowan Atkinson. Risultato forse inferiore alle (alte) aspettative, ma pur sempre rispettabile.
7.
Operazione San Gennaro, Rai Movie, h. 21,05. La risposta, anche se un po’ tardiva, di Dino Risi a I soliti ignoti dell’eterno rivale Mario Monicelli. Quasi una parodia, questo colpo napoletano che ha per obiettivo nientemeno che il tesoro di San Gennaro. Ci provano tre americani, tra cui una donna (Senta Berger), con l’appoggio di gente del posto (e tra gli attori ci sono Nino Manfredi e Totò). Il colpo, dopo un tentativo fallito, riesce grazie anche a una città bloccata davanti alla tv a seguire il festival della canzone napoletana, allora appuntamento molto atteso, e sono le scene migliori (quel festival era kitsch sanremese potenziato e moltiplicato dal clima partenopeo-mediterraneo, e andrebbe ripristinato). Naturalmente alla fine il maltolto verrà restituito al santo patrono. Grande successo al botteghino, ma Dino Risi aveva fatto di meglio. Operazione San Gennaro, anno 1966, è godibile ma troppo ruffiano e malato di carineria, e non è all’altezza dei precedenti e ben più crudeli, più disincantati Il sorpasso e I mostri.
8. Memorie di una geisha, Iris, h. 21,00. Anche se tratto da un languido e melodrammatico bestseller che molto era piaciuto alle lettrici di tutto il mondo, questo film di Rob Marshall (Chicago, Nine) del 2005 non è stato un grande successo. Eppure la storia è assolutamente appealing per il pubblico più vasto. Nel Giappone del 1929 due sorelle di famiglia povera vengono vendute, una finirà in un bordello, l’altra in una casa di geishe. Seguono avventure e disavventure, naturalmente incapsulate in fascinosi e molto stylish interni giapponesi. Immancabili le scene della cerimonia del tè, rito in cui eccellono le geishe. Uno di quei film la cui condanna è l’estetica patinata e laccata (et pour cause). In Giappone non piacque per niente che a interpretare i ruoli dominanti fossero state chiamate due attrici cinesi, Zhang Ziyi e Gong Li. Non avevano poi tutti i torti a lamentarsi.
9. Contact, Retequattro, h. 23,30. Jodie Foster da piccola sognava di mettersi in contatto con altre esistenze fuori dal nostro pianeta, da grande fa la scienziata e vuole realizzare quel sogno. Il film racconta questa ricerca, mettendo nel plot parecchi temi alti e ambiziosi, come la religione e il rapporto con il diverso e l’altro da noi. Ne esce un prodotto spettacolare (non per niente dirige Robert Zemeckis), ma sovrabbondante e fastidiosamente new age. Con però alcuni momenti interessanti (il messaggio alieno nascosto sotto il filmato di Hitler).

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