I 70 anni di Bernardo Bertolucci: tre suoi film stasera in tv (e due interviste)

Quota 70: compleanno importante, oggi, per Bernardo Bertolucci, nato il 16 marzo 1941 a Parma. La sua carriera cinematografica la conoscono tutti, basti dire che il film italiano di maggior successo al mondo di ogni tempo è suo, l’allora scandaloso Ultimo tango a Parigi. Che è anche uno dei tre film che oggi vari canali televisivi gli dedicano (ma l’omaggio televisivo di stasera comprende anche due interviste al regista). Intanto BB lavora al suo nuovo progetto, un film tratto da Io e te di Niccolò Ammaniti che, e qui sta la sorpresa, verà probabilmente girato in 3D: una nuova frontiera, una nuova esplorazione per il regista del Conformista e di La strategia del ragno (i suoi due film che preferisco).
Me veniamo alla serata televisiva nel nome di Bertolucci.

L’ultimo imperatore, Sky Cinema Classics, h. 21,00. Piovvero nove Oscar su Bertolucci per questo suo The Last Emperor, enorme successo ovunque e il più grande della sua carriera dopo Ultimo tango a Parigi. Estenuato melodramma sulla decadenza dell’impero cinese mentre ormai stanno arrivando i nazionalisti e, appena visibili dietro di loro, i comunisti di Mao. Il tutto visto attraverso infanzia, giovinezza e maturità dell’ultimo malcapitato imperatore, Aisin Gioro Pu Yi, uomo abbastanza inetto travolto da eventi e persone più grandi di lui. Quel che attira Bertolucci è in tutta evidenza il sapore decadente e vagamente malato della vicenda. Confezione scintillante, il bertoluccismo al suo massimo tra sete rosse e dorate, città proibite, dragoni fimmeggianti e quant’altro. Un po’ di eros di orientale perversione e raffinatezza. Sontuoso ma, come spesso accade al regista parmigiano, drammaturgicamente molle, registicamente poco energico. Quel che diverte e convince di più è questo suo rifare consapevolmente i kolossal della Hollywood di una volta, come 55 giorni a Pechino, ma con lo sguardo e il gusto di un autore europeo.
Novecento atto I, la7d, h. 23,10. Confesso: non l’ho mai amato. Però devo anche ammettere che, rivisto oggi, il film resiste, nonostante l’obsolescenza della sua ideologia così insopportabilmente anni Settanta. Bertolucci mette in scena la rivoluzione contadina nella Bassa, dispiega bandiere rosse grandi come poderi a mezzadria, dipinge fascisti cattivissimi e pervertiti, epperò realizza uno spettacolo che ti avvince e non ti dà tregua, magniloquente e ipnotico come certi film di propaganda sovietici anni Venti (cui chiaramente si ispira). Il tutto, e qui sta l’astuzia bertolucciana, con i dollari dei produttori americani che, dopo il successo mondiale di Ultimo tango a Parigi, concessero al regista tutto quello che voleva. Solo che oggi Novecento funziona non tanto per il suo engagement, ma in quanto furibondo melodramma, verdiano all’ennesima potenza, corrusco, turgido come una romanza tenorile.
Ultimo tango a Parigi, Sky Cinema Classics, h. 0,15. Ultimo tango a Parigi resta a tutt’oggi il film italiano di maggior successo di ogni tempo, un titolo nel bene e nel male leggendario. Marlon Brando (e già questo) e Maria Schneider chiusi in un appartamento parigino a desiderarsi e farsi del male. Il sesso come ancora e ultima spiaggia di due disperati prima del naufragio. Tutto è stato detto e scritto su Ultimo tango: la famosa scena del burro, il rogo cui la censura condannò il film, le impressionanti file ai cinema di tutto il mondo, il citazionismo cinefilo di Bertolucci (che omaggia Visconti e la Nouvelle Vague attraverso le presenze di Massimo Girortti e Jean-Pierre Léaud). Si tratta adesso di rivederlo per capire se i 39 anni trascorsi da quel lontano 1972 l’hanno oltraggiato o no. La mia impressione è che sia molto invecchiato, e che la mistica del sesso – un po’ Bataille un po’ Sade – su cui si regge il film, sia oggi un fossile culturale. Resta tutta la sapienza registica di Bernardo Bertolucci, la sua morbidezza e il suo gusto squisito, che però da sempre sono anche i suoi limiti. Da vedere anche ricordando la povera Maria Schneider, recentemente scomparsa.
Intervista a Bernardo Bertolucci, Sky Cinema Classics, h. 23,45. Mandata in onda tra L’ultimo imperatore e Ultimo tango, questa intervista di 30 minuti vede un Bertolucci che ripercorre tutta la sua carriera, focalizzandosi sui film maggiori.
Bertolucci racconta Novecento, la7d, h. 23,00. Stasera su la7d la prima parte dell’intervista in cui Bertolucci ricostruicse la complessa lavorazione del suo film più produttivamente impegnativo, il grande kolossal della sua carriera insieme a L’ultimo imperatore. La seconda parte verrà mandata in onda domani sera, prima di Novecento atto II.

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