‘Becoming Chaz’ (recensione). Così la figlia di Cher ha cambiato sesso ed è diventata/o Chaz

Chaz Bono con la sua girlfriend Jennifer Elia lo scorso gennaio al Sundance Festival dove hanno presentato 'Becoming Chaz'.

Becoming Chaz. Un documentario di Fenton Bailey e Randy Barbato. Con Chaz Bono, Jennifer Elia, Cher, Howard Bragman, Michael L. Brownstein, Chesare Bono, Chianna Bono, Mary Bono Mack. Usa 2011.
Visto fortunosamente in una misconosciuta cinemanifestazione milanese che di nome fa Miff, Milano International Film Festival, e che assegna gli ancora più misteriosi e sconosciuti premi Cavalli di Leonardo/MIFF Awards: rassegna da non confondere con il più noto e consolidato Milano Film Festival, che è tutt’altra cosa.

(Nota aggiunta il 26 agosto 2011: il film è stato presentato ieri sera alle 23,05 su Real Time, canale 31 digitale terrestre, in versione italiana accorciata, con il titolo sensazionalistico e fuorviante Cher: mia figlia cambia sesso. Chi l’ha visto avrà notato che Cher è presenza importante ma abbastanza marginale nel film, e che non è lei a raccontare la vicenda, come lascerebbe supporre lo sciagurato titolo italianizzato, ma Chastity/Chaz. Questa recensione si riferisce alla versione originale integrale, vista precedentemente).
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Chaz con i due registi del film, Fenton Bailey e Randy Barbato.

Era Chastity Bono, figlia del celebre duo pop Sonny & Cher. Adessè è Chaz, un uomo, anche legalmente. A 40 anni ha deciso di raccontare in questo documentario il suo percorso female-to-male, la decisione di assumere ormoni maschili e di sottoporsi a un intervento di riduzione del seno. Accanto a lui la sua ragazza Jennifer. E la celebre madre? Interviene, ma da lontano.

Chaz con la madre Cher nel novembre scorso alla prima mondiale a Hollywood di 'Burlesque'.

Becoming Chaz è uno dei più celebrati documentari di questo 2011, presentato con gran clangore di fanfare promozionali all’ultimo Sundance nel gennaio 2011, e prontamente adottato da Oprah Winfrey che l’ha inserito nel catalogo di OWN, il suo canale televisivo dedicato a documentari e altro materiale visivo di interesse sociale.
Diventare Chaz da quel che si era prima, cioè Chastity, cioè la figlia di Cher e Sonny Bono, coppia pop che fece sfracelli negli anni a cavallo tra Sessanta e Settanta con hit come I got you baby e Little Man (e lei da sola con il mitologico Bang bang). Quella bambina bionda sapeva poco più che balbettare e già era una star, resa celebre dalla partecipazione tra 1971 e 1976 agli show tv di mamma e papà, dove la mamma si esibiva con la voce, ma soprattutto con quei costumi cher-esque che ne fecero da subito un’icona assoluta, e un’icona dell’allora nascente cultura gay. Quella dolce bambina angelicata cui era stato dato lo stravagante nome di Chastity (quasi in una simbolica inibizione a una futura vita sessuale), da grande avrebbe tentato una carriera come musicista. Soprattutto sarebbe diventata negli anni Novanta – papà e mamma erano ormai separati da un pezzo e con nuovi compagni e famiglie – una lesbica orgogliosamente dichiarata e una convinta militante dei diritti LGBT.
Adesso ha 42 anni, non si chiama più Chastity ma Chaz, dopo aver cambiato sesso e identità di genere con regolare vidimazione all’anagrafe, ha una fidanzata che si chiama Jennifer Elia, e ha deciso di mostrare in un documentario il suo non facile passaggio di genere. Quella che vediamo in Becoming Chaz è una parte importante del percorso di Chaz, la sua decisione di procedere a una pesante terapia ormonale per smussare i tratti femminili ed evidenziare il più possibile quelli virili, in vista di un intervento chirurgico di asportazione del seno. Non si prospetta invece nel film un intervento sugli organi genitali, cosa molto più complicata di una mastectomia: Chaz in una sequenza ne prende in considerazione l’ipotesi, con il supporto di uno staff medico, dichiarandosi però perplesso sui risultati e rinviando la decisione.
La gran parte del film si svolge a casa di Chaz, una tipica magione californiana luminosa e aperta sull’esterno. Lui è un corpulento ragazzone dalla faccia tonda e con occhi che non dimentichi, una faccia, nonostante tutto, più femminile che maschile. Veste come un ragazzo qualsiasi, che in California vuol dire dire shorts e T-shirt, e canotte, canotte contenitive che hanno lo scopo di comprimere e mascherare il più possibile il seno, quelle rotondità ingombranti che Chaz detesta, che intende asportare, che sono il segno più macrocopico di quella femminilità che lui rifiuta e nella quale lui si sente innaturalmente ingabbiato. Nella casa gatti di una razza speciale che non so, gatti che non hanno peli e che francamente alla vista sembrano alquanto repellenti. Non si cucina mai, si mangiano solo panini et similia, e verrebbe voglia di mandare lì uno chef italiano che educhi chi ci abita a una decente qualità alimentare. Con Chaz c’è, sempre presente, la sua girlfiend, una ragazza intelligente, assennata e molto femminile che di nome fa Jennifer Elia, la quale ha o ha avuto problemi di alcolismo e ancora in terapia. Jennifer è la vera forza emotiva del film, il motore segreto, supporta Chaz in ogni momento anche se non nasconde i suoi dubbi sulla terapia ormonale da cavallo cui lui ha deciso di sottoporsi, e vedendola vien da pensare che Chaz abbia avuto una gran fortuna nell’incontrarla.
Questo il quadro che vediamo nella prima parte del film. Il quale naturalmente è tutto dalla parte del suo protagonista, anche se non è un manifesto militante transgender o, almeno, non lo è smaccatamente. Lo scopo evidente del duo registico Fenton Bailey e Randy Barbato, che ha anche prodotto il film con lo stesso Chaz Bono, è di mostrare attraverso un caso famoso (quanti figli di star hanno cambiato sesso?) e una storia esemplare il cammino di un transgender nato somaticamente donna e che si sente invece uomo, e che vuole adeguare quanto è più possibile anche l’aspetto esterno, il suo corpo-immagine, a quello che sente di essere. Chaz è visto con empatia e simpatia, e comunque il film, anche se non militante in apparenza, è ascrivibile in pieno alla cultura  LGBT. L’impressione è che tra chi sta dietro e chi sta davanti alla macchina da presa non ci sia molta distanza, che anzi ci sia complicità e solidarietà, il che a mio parere depotenzia il film, lo infragilisce. Becoming Chaz rischia in ogni momento di diventare un’opera di propaganda, con tutti i limiti di tutti i film di propaganda: la piattezza, la monodimensionalità, l’assenza di un punto di vista critico o almeno altro. Certo, lo scopo evidente è quello di portare a conoscenza del maggior numero possibile di spettatori chi sia un transgender e quali i suoi problemi, e quanto legittima sia una scelta come quella di Chastity/Chaz, e l’andamento narrativo, l’organizzazione e la costruzione del racconto sono volti in modo ferreo al raggiungimento di questo obiettivo. I contributi degli amici e dei parenti sono tutti dalla parte di Chaz. Gli unici dubbi in fondo vengono dal di dentro, dalla ragazza di Chaz, Jennifer: “Quando ti ho conosciuto mi sei piaciuto per la tua dolcezza, ma adesso?”. Jennifer è perplessa nel vedere come le massicce dosi di ormoni maschili stiano man mano cambiando Chaz. Ha forti sbalzi di umore, come un adolescente in preda a tempeste ormonali che lo sovrastano, il corpo cambia, si indurisce, si virilizza, compaiono peli e pelurie. Jennifer stenta a riconoscere il ragazzo (o la ragazza) che ha conosciuto, è in certi momenta sgomenta e preoccupata di come tutto questo potrà influire sulla loro storia. Anche l’intervento chirurgico di asportazione dei seni non la convince del tutto. Ma Chaz è irremovibile, quei seni non li sopporta, non vede l’ora di avere un petto piatto e virile, non ce la fa più a nascondere e comprimere il petto con magliette che sono camicie di forza contenitive. Assistiamo intanto a spezzono di interviste a parenti e amici, compresa la matrigna di Chaz, colei che sposò Sonny Bono dopo il suo divorzio da Cher, ora in politica con il partito repubblicano (come già lo stesso Bono, sindaco di Palm Springs, poi morto in uno stupido incidente da sci), e compresi i due fratellastri.
Chaz sembra quasi più vicino a loro che a mamma Cher, che vorremmo vedere molto di più e da subito, e che invece è abbastanza assente dal film, o meno presente di quanto ci si potesse aspettare. La popstar compare in un’intervista filmata, e solo un attimo alla fine con il figlio. La si vede da David Letterman mentre di Chastity/Chaz dice: “Non ho mai avuto problemi ad accettare che fosse lesbica, mai” (mentre, pare ne avesse papà Sonny). Però ammette di aver fatto fatica ad accettare il cambio di sesso della figlia, che spesso chiama ancora al femminile: “Dio mio, tutte quelle medicine mi spaventavano, non faranno male tutti quegli ormoni?”. Poi dice di aver accettato la scelta di Chaz, di avere perfettamente capito il suo sentirsi ingabbiato in un corpo femminile. Si ha comunque l’impressione che i rapporti tra madre e figlio siano abbastanza allentati e non così assidui.
Allo spettatore qualsiasi e non militante qualche dubbio però viene. Quando Chaz si sottopone all’intervento, quando in clinica gli disegnano intorno ai capezzoli l’area che verrà asportata, quando il chirurgo della clinica esibisce orgogliosamente la sua abilità come un’arma libertaria al servizio dell’autodetermionazione dei transgender, non possiamo non pensare: ma davvero un’operazione del genere è uno strumento di emancipazione e liberazione? Vale la pena un intervento così cruento, che ridisegna solo esteriormente una parte del corpo senza però poter cambiare davvero il quadro genitale e cromosomico, che resta inequivocabilmente e inesorabilmente femminile? E la mastectomia è solo una tappa nel percorso trans da donna a uomo, nulla in confronto all’operazione che ridisegna in modo alquanto complicato i genitali, creando un simulacro di genitali maschili, e alla quale lo stesso Chaz non ha ancora deciso se sottoporsi o no.
Ma la sequenza che più inquieta è un’altra, è quando Chaz visita un asilo o scuola elementare o un centro giochi per bambini transgender (o ritenuti tali). Bambini che nei comportamenti, e non per scelta dettata da una qualche ideologia o altro, manifestano in modo per così dire naturale e spontaneo tratti molto evidenti del sesso opposto. In gran parte bambini somaticamente maschi però molto effeminati, e qualche caso contrario. Ci viene mostrata anche una riunione dei genitori, i quali vogliono fortemente che quei loro figli non siano degli infelici e che abbiano il più possibile una vita serena e soddisfacente, e dunque sono intenzionati a facilitare in ogni modo il loro tragitto verso un’altra identità di genere. E fin qui si può anche capire. Ma quando i genitori ci dicono che al momento della pre-pubertà sottoporranno quei loro figli a terapie che inibiranno lo sviluppo dei loro caratteri sessuali, e questo per facilitare la nuova identità di genere che stanno costruendo, si resta francamente sconcertati. Siamo sicuri che sia il caso di somministrare farmaci di tale portata a bambini di dieci anni o poco più? Non sarà una violenza, anche se mossa dalle migliori intenzioni? Io non trovo una risposta. Il film, i suoi autori, lo stesso Chaz, i genitori di quei bambini, invece la risposta l’hanno già trovata, e non vengono sfiorati dal minimo dubbio.

Chaz quando era ancora una donna di nome Chastity

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4 risposte a ‘Becoming Chaz’ (recensione). Così la figlia di Cher ha cambiato sesso ed è diventata/o Chaz

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  2. Andrew scrive:

    gli italiani pfff chiusi e puritani del cavolo quando a fare cose sbagliate moralmente son ben altro! ma che deve fare un povere Gesucristo se è nato cosi? e perchè non avanzare le ricerche e permettere a queste persone di potere VIVERE e NON STRAPPARE LA VITA CON I DENTI E SOPRAVIVERE DI STENTI (E NON SOLO ECONOMICI) CON LA VOGLIA DI MORIRE? CHI CAZZO SIETE PER GIUDICARE? VOI CHE SIETE NATI NEI VOSTRI GIUSTI CORPI DEL CAZZO E POI LE DONNE SONO TUTTE LU.RI.DE TR.OI.E E GLI “UOMINI” SONO I PRIMI AD ANDARE CON I GAY O TRANS PUTTANE?! Ben vengano le ricerche e poter rimediare quanto prima a questi SBAGLI infami che madre natura ha commesso contro se persone!
    P.S. Psicologo che si occupa di DIG
    ai puritani con tutto che sono un medico beh dico prendetelo al culo senza vasellina!

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