MIDNIGHT IN PARIS di Woody Allen: solo un ‘macaron’ ben confezionato (recensione veloce)

Midnight in Paris di Woody Allen. Con Owen Wilson, Marion Cotillard, Rachel McAdams, Kathy Bates, Adrien Brody, Michael Sheen.
Voto: 5+

A nessuno si perdonerebbe di incominciare un film con le inquadrature-cartolina della Tour Eiffel, la Senna, Montmartre. A nessuno si perdonerebbe di ridurre Parigi a una guida Touring. Ma a Woody Allen si perdona questo e altro, chissà perché. Uno scrittore che guadagna un mucchio di soldi a Hollywood eppure se ne vergogna (neanche fossimo ai tempi di Raymond Chandler: Woody Allen sveglia, sono passati 60 anni e le cose son cambiate da quelle parti), vuole scrivere il solito Grande Romanzo per la posterità (ma si accontenti dei soldi del cinema, suvvia, se si accontenta Aaron Sorkin perché lui la mette giù tanto dura?). Arriva a Parigi con fidanzata stronza e suoceri ancora più stronzi e volgari tendenza Tea Party, invece lui è un intellò che vorrebbe ritrovare la Parigi anni Venti di Hemingway e Scott & Zelda Fitzgerald expats, di Picasso, Buñuel, Dalì, Cocteau etc. Di notte una macchina (“sembra una di quella macchine d’epoca che un mio amico di Bel Air colleziona”, dice) lo tira su. Si scoprirà che trattasi di una macchina del tempo, sicchè di colpo lui si trova in quella Parigi twenties tra quei personaggi mitologici tanto amati. Tutto un bonsoir monsieur Cocteau, ah come sta signora Zelda, e lei signora Gertrude Stein mi leggerebbe il mio romanzo? Mon Dieu, ma quello non è Thomas Eliot, ma certo che è lui! Cose così. Qualche battuta carina (qualche). Un film, diciamolo, un po’ da ex liceale – americano, anni Cinquanta, ma pur sempre liceale – che vuol farci sapere che lui sa, e fa sfrenato namedropping per dirci quanto culturalmente frequenta bene. Però bisogna ammettere che Midnight in Paris si fa vedere ed è un Woody Allen un po’ meglio, ma giusto un po’, dei suoi ultimi brutti film. Racconta il niente e il banale, però lo fa con grande grazia. Dialoghi perfetti. Attori da incanto, Owen Wilson in testa (adorabile, non c’è altra parola). Un quasi niente però confezionato molto bene. Come quei macarons (sapete, quei dolcetti che ti si sciolgono in bocca in un amen) che ti incartano con veline deliziose di ogni colore, e tu te ne vai in giro orgoglioso del pacchettino col marchietto dorato. La squisita confezione è molto meglio di quello che c’è dentro, e oltretutto ti costa carissima. Ma tu sei contento lo stesso. Carla Bruni ha un paio di scene brevi e fa la sua figura tutto sommato (però quel botox). Dimenticavo, c’è pure una delle attrici che amo di più, Léa Seydoux, nella parte della ragazza carina e sexy che in un Allen-movie non manca mai. (Domanda: ma Marion Cotillard e Michael Sheen quanti film girano? li si vede dappertutto ormai).

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7 risposte a MIDNIGHT IN PARIS di Woody Allen: solo un ‘macaron’ ben confezionato (recensione veloce)

  1. Anonimo scrive:

    mah, dopo le schifezze che ci ha propinato nell’ultimo decennio non so se mi hai convinto ad andare a vederlo. quanto a tour eiffel e immagini-cartolina, ricordi il ponte di brooklyn visto da sotto di manhattan? (ma come diavolo si scrive mhanattan????)

  2. luigilocatelli scrive:

    manhattan. Qui W.A.
    in cartoline esagera davvero. Mai che gli venga in mente che magari parigi non è solo quella lì, ma chessò, pure quella delle tensioni interetniche ecc. Tremo all’idea di cosa combinerà con il film girato a Roma

  3. Anonimo scrive:

    Woody Allen è decisamente sopravvalutato. L’ultima cosa decente che ha girato è Match Point: tutto il resto è noia… Grazie Luigi per la tua recensione. Un motivo in più per non andare a vederlo.
    –Solange

  4. Anonimo scrive:

    e un film al quanto macabro e noioso.. quale il senso di questo film cosa vuole farci capire Allen?

  5. lisa scrive:

    W.A. ha scopiazzato in fretta e furia una mia idea, rovinandola. Mi farò sentire.

  6. lisa scrive:

    p.s.: L’inizio bruttissimo e la fine, orribile, se li è inventati lui.

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