Venezia Festival 2012: JOAQUIN PHOENIX fa il maledetto alla conferenza stampa di The Master

Dopo aver assistito alla conferenza stampa qui a Venezia di The Master (presenti il regista Paul Thomas Anderson e i due protagonisti Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman) è definitivo: le conf. stampa sono un inferno di inutilità e stupidità. Le domande dei giornalisti (di ogni parte del mondo e anche di testate blasonate) sono nel migliore dei casi futili o narcise, tese cioè a far fare bella figura a chi le porge, nel peggiore demenziali. Qualche volta ci casca la domanda interessante, ma trattasi di evento raro, rarissimo. Quella di oggi di The Master resterà memorabile per parecchi motivi. Innanzitutto Joaquin Phoenix, presente fisicamente ma per il resto su un qualche pianeta alieno. Con l’aria incazzata e scassata di quello ma che ci faccio qui, in camicia nera e cravatta quasi-nera, si è per così dire astratto dal contesto. Mi pare abbia bofonchiato qualche parola una volta, per subito ritirarsi nel suo autismo. Si è pure assentato per qualche minuto, e tutti a chiedersi se fosse andato a fare pipì o chissà. Ha pure esibito sigaretta, ma qui le opinioni divergono. A me pare si trattasse di sigaretta elettronica al vapore acqueo, ma una mia vicina di sedia assicurava essere fumo vero, e che fosse già alla terza (altri dicono la seconda). Insomma, se l’è tirata parecchio rinfocolando la già pessima fama di maledetto e intrattabile. Anche il regista Paul Thomas Anderson non passa per un tipo facile (e non sembrava nemmeno lui tanto entusiasta di stare in conf. stampa, eppure il film è stato accolto assai bene, mah). Pare che sui suoi set si scatenino tensioni al calor bianco. Philip Seymour Hoffman (il più ciarliero dei tre) a domanda al riguardo ha risposto che PTA non è per niente un tipo nervoso, che si conoscono da una vita e quant’è bello lavorarci insieme. Anderson non si è sottratto alle domande, ma è stato alquanto vago ed elusivo. A chi gli ha chiesto se davvero per il personaggio del Master si fosse ispirato a realtà tipo Dianetics, ha diplomaticamente detto che conosceva la storia dei loro fondatori, che si è basato su qualcosa della loro vita ma che il suo personaggio non c’entra niente. Intanto Joaquin era sempre più corrucciato e non so come abbia fatto a non esplodere di rabbia quando una giornalista di una testata straniera di primaria importanza ha fatto la domanda più scema di tutte: ma il wc che il personaggio interpretato da Phoenix in una scena prende a calci e rompe era proprio vero? Tenete conto che qualche minuto prima uno gli aveva chiesto come mai da sei mesi non twittava più e se adesso è cristiano o ebreo o di altra religione. Poi tutti a dire che lui si è comportato da cafone, che insomma così non si fa e non ci si comporta proprio, basta col giocare al divo bello (insomma) e dannato. Ma scusate, con domande del genere uno cosa dovrebbe fare?

Questa voce è stata pubblicata in festival, film, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi