Film stasera sulle tv gratuite: ‘AGENTE 007, SI VIVE SOLO DUE VOLTE’ con Sean Connery (mercoledì 17 ottobre 2012)

Agente 007. Si vive solo due volte, Rai Movie, ore 22,55.
Il quinto e penultimo Bond con Sean Connery, dunque considerato dai puristi e dalle inconsolabili vedove del macho scozzese (c’erano, ci sono) un feticcio. I successivi Bond verrano rigettati come bastardi e sempre inadeguati epigoni, neppure di degni di essere paragonato all’Unico e Insostituibile. Connery tornerà in Una cascata di diamanti dopo la parentesi di nell’83 in Mai dire mai, ma si tratta di un film che non appartiene alla produzione EON Broccoli, dunque considerato non ufficiale e fuori serie. Per quanto mi riguarda, mai fatto parte della suddetta schiera degli inconsolabili, diciamo che sono un bondiano laico, disposto a riconoscere il meglio e il peggio di volta in volta con pragmatismo e senza pregiudizi o accecamenti, che è anche il motivo che mi spinge a dire che Daniel Craig è meglio di Connery. In Si vive solo due volte, anno 1967, regia di Lewis Gilbert e non più di Terence Young (e anche questo ha il suo peso), ha inconsapevolmente un tono crepuscolare, da passo d’addio. Connery fa bravamente il mestiere suo, ma è come se trapelasse la sua insofferenza verso il personaggio che lo sta imprigionando e condizionandone la carriera. Il resto è già routine, già ordinaria amministrazione, già manierismo e déjà-vu, essendosi la carica innovativa e inventiva iniziale ormai inevitabilmente assestata nella serializzazione. La solita SPECTRE in agguato, che stavolta vuole spingere le due superpotenze a uno scontro atomico fomentando la loro rivalità, Bond che corre a salvare il mondo. Un po’ smorte le Bong girls, meglio va con il villain, un fior d’attore come Donald Pleasance naturalmente ambiguo e inquietante, che era appena passato attraverso il trattamento Polanski di Cul-de-sac. La base dei cattivi sta in un vulcano giapponese ed è lì che Bond deve penetrare per debellarli. Motivo di culto la sceneggiatura di Roald Dahl, gran scrittore di visionari libri per l’infanzia (suo La fabbrica di cioccolato), marito dell’attrice Patricia Neal, spia e avventuriero esistenziale di vario tipo.

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