Film stasera sulle tv gratuite: YENTL di e con Barbra Streisand (sabato 27 ottobre 2012)

Yentl, la7d, ore 21,10.
È raro che passi in tv, dunque se ne avete voglia dategli un’occhiata, non sarà tempo buttato via. Film strano e anomalo, che tra l’altro segnò l’esordio di Barbra Streisand come regista: correva l’anno 1984 e fu una buona sorpresa, anche se la diva-mattatrice ne fece un vehicle per sè e per la propria gloria, riservandosi pure la parte protagonista e trasformando Yentl in un quasi-musical onde gorgheggiare ed adegutamente esibire le sue qualità vocali. Eppure, nonostante questo Streisand-centrismo, resta un buon film, a tutt’oggi la migliore riuscita di Barbra dietro la macchina da presa, qualcosa di molto personale, quasi un film-proiezione di sè. La storia proviene da quel gran narratore che era Isaac Singer, uno che – emigrato a New York – si portava però dietro i ricordi, la capacità di racconto, la visionarietà favolistica degli shetl ebraici dell’Europa orientale, un mondo, una cultura a parte che poi sarebbe stata spazzata via dalla Shoah. Formidabile storia: una ragazza di nome Yentl, cresciuta nella Polonia ebraica di inizio Novecento, vuole continuare gli studi talmudici cui il padre l’ha iniziata. Ma la tradizione non prevede che le donne abbiano accesso alle yeshivà, le scuole religiose. Sicchè per entrarci si traveste da ragazzo, verrà ammessa, nessuno sospetterà mai la sua vera identità. Le cose si complicheranno quando si innamora di un altro studente, Avigdof, a sua volta innamorato di Hadass, una ragazza che non riesce a sposare a causa dell’opposizione della famiglia. Qui pro quo a catena, fino al paradosso dei genitori di Hadass che la vorrebbero moglie di Yentl versione maschile. Tutto finirà secondo tradizione e per Yentl ci sarà l’emigrazione verso l’America, dove potrà continuare i suoi studi senza più ricorrere a maschere. Plot meraviglioso, una specie di Victor Victoria (pure quello intriso di umori mittel ed est-europei) in versione yiddish, con la yeshivà al posto del cabaret, con allusioni sottili a un’omosessualità sfiorata ma ovviamente mai esplicitata né tantomeno praticata. Barbra Streisand dirige con mestiere e sicurezza, restituendo adegutamente il mondo perduto degli shetl, ma non riesce ad andare in profondità, non esplora come avrebbe potuto i molti sottotesti. Canta, assai bene, le canzoni scritte apposta da Michel Legrand (quello di Les parapluies de Cherbourg per capirci). Pioggia di nomination a Golden Globes e Oscar. Curiosamente Yentl ha delle affinità con un recente film tedesco passato pochi giorni fa in tv, La papessa. Anche lì una ragazza per accedere alla scuola e avere un’istruzione è costretta a travestirsi da ragazzo. Cambia il contesto religioso, da ebraico a cristiano.

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