Recensione. CLOUD ATLAS è ridicolo, sgangherato, imbarazzante. Sarà guilty pleasure?

CLOUD ATLASCCloud Atlas (Tutto è connesso), regia di Lana Wachowski, Tom Tykwer e Andy Wachowski. Con Tom Hanks, Halle Berry, Hugh Grant, Jim Sturgess, Jom Broadbent, Susan Sarandon, James D’Arcy, Doona Bae, Ben Whishaw. Tratto dall’omonimo romanzo di David Mitchell edito in Italia da Frassinelli.CLOUD ATLAS
Un indigeribile intruglio di reincarnazione, visioni karmiche e varie sotto-spiritualità new age: zen for dummies. Sei storie che si svolgono lungo sei secoli e che dovrebbero mostrarci e dimostrarci come tutto signora mia si connetta e nulla vada disperso nel ciclo cosmico. Peccato che non ci si capisca niente. Lunghezza insostenibile di quasi tre ore. Attori che passano da un episodio all’altro in incredibili camuffamenti. Vertice kitsch, il pastore tribal-futuro di Tom Hanks che parla in una lingua da bingo bongo. Pensare che ci han speso 100 milioni di dollari. Però attenzione, così improbabile che potrebbe diventare un guilty pleasure. Voto 3 (ma come possibile guilty pleasure 8).CLOUD ATLAS
Dio mio, che casino. Un film folle, sgangherato, scombinato, fuori di testa. Il più imbarazzante e ridicolo da parecchio tempo in qua. Un intruglio indigeribile e irricevibile di scemenze new age, metempsicosi, buddismi e zen for dummies, e signora mia non siamo soli nell’universo, no, i nostri destini fan parte di un grande disegno e son tutti legati, e la morte è una porta aperta su una nuova vita ecc. ecc. Come sentenzia uno dei personaggi centrali, una coreana di un qualche futuro prossimo destinata chissà perché (non abbiamo capito bene) a diventare dea in un futuro-futuro: “La nostra vita non ci appartiene. Dal grembo materno alla tomba, siamo legati agli altri. Passati e presenti. E da ogni crimine, e da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro”. Also sprach Sonmi (il nome della tizia). Sarà che io certi neosincretismi esoterico-religiosi non li reggo, ma trovo che Cloud Atlas sia davvero una boiata pazzesca. La seconda del genere negli ultimi mesi dopo Vita di Pi. Con la differenza che Ang Lee è un furbacchione che sa come servire la polpetta al suo pubblico globale e i discorsi scemi li camuffa e riduce al minimo indispensabile puntando tutto sullo spettacolone e la suspense del vediamo se la tigre si mangia il ragazzo. Invece il trio registico di Cloud Atlas si impiomba nel cretinismo saccente e predicatorio, strano trio che, ricordo, è composto dai fratelli Wachowski di Matrix (con Larry che nel frattempo ha cambiato sesso e adesso si firma nei credits per la prima volta col nuovo nome di Lana: a Toronto alla prima mondiale del film è apparsa con clamorosi capelli fucsia) alleatisi chissà perché con il tedesco Tom Tykwer di Lola corre, e ai filologi il compito di dirci – a me proprio non importa – quali degli episodi, sei in tutto, son stati diretti dagli uni e dall’altro. Piuttosto ingenui i tre registi, se paragonati all’astuto orientale Ang Lee, che dan l’impressione di crederci proprio a quel che mostrano e raccontano, riuscendo però a conferire all’intera operazione una certa qual sincerità e onestà che potrebbe tramutare sul lungo periodo Cloud Atlas in culto. Forse si impazzirà in futuro per il Tom Hanks incredibilmente travestito da pastore tribale con tatuaggi in faccia che parla una ridicola lingua che neanche bingo bongo (situazione peggiorata dal doppiaggio italiano, con vertici di sublime ridicolo tipo ‘vero-vero’) o per il Jim Sturgess con gli occhi allungati per fargli fare il cyber-guerriero coreano o per l’orientale Doona Bae che con occhi arrotondati e lentiggini si trasforma in damigella dell’Ottocento americano.
Adesso si sghignazza, domani potrebbe essere succulento guilty pleasure, le premesse ci sono tutte. Come raccontare questo film non film? Diciamo che è una specie di Babel, con più storie – sei – che si incrociano, solo che stavolta si svolgone in ere diverse, nell’arco di almeno cinque o sei secoli, e il punto di contatto è dato da un qualcosa che non si capisce bene, anzi non si capisce proprio. Già, tutto è connesso, ma cos’è che connette? Forse certi personaggi dislocati nei vari periodi e nei vari racconti son la reincarnazione dello stesso? Così almeno sembrerebbe suggerirci il fatto che gli stessi attori compaiano e rispuntino in tutte le sei storie di Cloud Atlas con camuffamenti e travestimenti spesso incredibili (c’è chi da un episodio all’altro non solo ringiovanisce o invecchia, ma da donna diventa uomo o viceversa, da asiatico euroamericano o viceversa: pazzesco, vi dico, e la transgender Lana già Larry Wachowski forse in questa decostruzione delle identità ci ha messo qualcosa di suo). Magari il trio registico, e con loro l’autore del libro da cui questo sciagurato film è tratto, ci vuol suggerire che le nostre azioni lasciano una traccia, un alone, che condizionano le nostre vite future, o altrui vite future, secondo un meccanismo karmico. O un meccanismo di risarcimento. Per cui se hai fatto del male dovrai scontarlo con sofferenze in altre vite, e viceversa. Ma forse non è neanche così, perché ci sono attori che nei vari episodi incarnano sempre il Bene e altri che invece di volta in volta sono il Bene e il Male. Mah. Un casino vero, vi dico. Tant’è che non voglio neanche sforzarmi di capirci qualcosa, non vale la pena. Chi crede a certe scemenze magari cercherà di trovarci un senso, io getto la spugna. Riassumo solo, brevissimamente, le sei storie, che ahinoi, a complicare questo già cervellotico cubo di Rubik, si mescolano e alternano continuamente. Allora: a metà Ottocento un brav’uomo su un vascello navigante dai mari australi verso l’Occidente sta per essere avvelenato da un ladro: lo soccorrerà e lo salverà uno schiavo maori salito clandestinamente a bordo. Nell’Inghilterra anni Trenta un ragazzo di molti talenti musicali ma di pessima reputazione quale marchettaro per omosessuali aristocratici diventa l’assistente di un anziano musicista, il quale vampirescamente cercherà di appropriarsi della sua composizione più importante. Negli anni Settanta una giornalista cerca di sventare un disastro nucleare ordito da una potente lobby americana. Oggi, Inghilterra: un anziano editore senza soldi vien chiuso dal fratello in un ospizio-lager, ma riuscità a fuggire e a guidare la rivolta contro i suoi aguzzini. Seul, anno 2144: ci sono nuovi schiavi e spietati padroni; una delle schiave viene salvata da un ribelle e grazie a lui diventerà il simbolo di una rifondazione di civiltà. Futuro successivo: un pastore e una donna venuta da un mondo tecnologicamente avanzato devono far luce su misteriose forze del Male. A pensarci bene, il problema di Cloud Atlas non è neanche il ridicolo del suo credo new age, e nemmeno la sua insostenibile complicazione narrativa, è l’approssimazione con cui vengono connesse le varie storie. Facile dire che tutto è connesso, il difficile è renderlo drammaturgicamente consequenziale e credibile, e qui non ci si riesce, lo si enuncia solo come un dato di fede. Eh no, signori, non vale, non basta, mi dovete mettere a punto un racconto in cui tutti i dettagli si spiegano e si incastrano senza lasciare vuoti, invece qui come la va la va. Tanto ci sono poi quei due episodi sci-fi in cui ci si può sfrenare coi soliti effetti speciali che al pubblico popcorn piaccion sempre tanto. Tremendo e però, come dicevo, a modo suo un film sincero. Riflessione a margine: ecco quali mostri e quale paccottiglia e quali bric à brac basso-spiritualisti si possono generare nel gran vuoto lasciato dalla crisi del cristianesimo, altro che prendersela con Ratzinger, che se il dopo Ratzinger è ‘sta roba teniamoci la tradizione. Tra gli attori, oltre ai soliti noti (Tom Hanks, Hugh Grant, Halle Berry, Susan Sarandon) anche il Jim Sturgess appena visto in La migliore offerta di Tornatore e il Ben Whishaw che in Skyfall era il genio tecnologico Q. Suggerimenti a chi Cloud Atlas proprio se lo va a vedere: gustatevelo come un guilty pleasure, almeno di divertirete e riuscirete a non soccombere alle due ore e cinquanta minuti, perché tanto dura. Gioco: cercate di indovinare tutti i camuffamenti dei vari attori, compresi i cambiamenti di sesso, non è mica così facile. Alla fine mentre scorrono i credits vi verranno svelati tutti e potrete vedere se avete fatto bingo.

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68 risposte a Recensione. CLOUD ATLAS è ridicolo, sgangherato, imbarazzante. Sarà guilty pleasure?

  1. Dopo due ore e mezza di polpettone assurdo, leggere questa recensione è quasi catartico. Grazie!

  2. pif scrive:

    Dissento completamente da questa recensione! Cloud at las è un film interessante, divertente e intenso al tempo stesso, assolutamente consigliato.

    • um675 scrive:

      Non posso essere che d’accordo con te, l’unico polpettone qui è una recensione di scarso valore critico di quello che sembra essere uno studentello di lettere e filosofia che si sente giornalista che ha visto un film che non è riuscito a comprendere

  3. eXpLoIt scrive:

    sei un nabbo con un intelligenza prospettiva pari a 0, rivisitati le tue priorità prima di sparare certe cagate nel mondo, ricordati, la gente ti ascolta sempre, anche quando fai ridere.

    • luigilocatelli scrive:

      oh, che modo elegante di esprimere la propria opinione

      • Nina scrive:

        “Dio mio, che casino”
        “ma trovo che Cloud Atlas sia davvero una boiata pazzesca. ”
        Eccetera. Ti cito ancora:
        “Oh, che modo elegante di esprimere la propria opinione.”

        Comunque.
        Diversi aspetti del film hanno fatto fatica ad andarmi giù, ma non capisco fino a che punto sia dovuto al gusto personale. Sono poco ferrata sul cinema e sto cercando di farmi un’idea più obiettiva sul film. La cosa che mi dispiace è che speravo in una critica seria, analitica, ma questa pare semplicemente una rant infastidita.
        Da cosa?
        Vorrei tanto sapere nel dettaglio cosa provoca così tanto astio per il film, perchè probabilmente è in buona parte il qualcosa che non riesco a identificare e che ha fatto andare di traverso il film anche a me.
        Mi piacerebbe sentire la tua opinione sulle trame e sui messaggi in modo più approfondito.
        Grazie in anticipo!

      • Nina scrive:

        Più obiettivo, e più professionale, aggiungo.

  4. francy scrive:

    Quello che in realtà non riesco a capire è il motivo di tanto livore nei confronti di un film. Insomma, si tratta di cinema! Non sono un’ esperta, ma a me il film è piaciuto, l’ho trovato a tratti divertente, inquietante, a volte grottesco e altre commovente e profondo..ben fatto e ben recitato. Nel complesso geniale. Non mi sono mai annoiata! Forse alcune cose non si riescono a capire fino in fondo, ma è davvero così necessario? la bellezza di un film sta anche in questo, nel lasciare alcune domande senza risposta. Comunque, il fatto che faccia tanto parlare di sè, nel bene e nel male, ne fa di per sè un grande opera 🙂

  5. carlo scrive:

    principalmente è un film tratto da un libro, sono state scelte delle scene e riprodotte in maniera superlativa, il soggetto perciò è nel libro, questo eterno ritorno delle emozioni del bene e del male. Sarebbe come incolpare “Pinocchio” che è irreale che i pupazzi di legno parlino; non è un film normale per la televisione o per chi è abiutato a linguaggi classici dove c’è la storia che inizia e finisce, che ci deve dire qualcosa e che noi alla fine abbiamo capito. Nel libro sono raccontate solo storie di persone senza pretendere di dare massime sulla vita o cercare di fondare qualche setta new age, il libro è nella maggior parte ottimamente scritto, anche se poteva essere un pò ridotto… ed ha un “montaggio” diverso dal film.
    il film in molte sequenza e vero grande cinema, alcune fasi sono un pò più semplici, ma lo sforzo di traturre 600 pagine di libro in un film è encomiabile.
    Consiglio di vedere il film n lingua originale, certe caricature operate nel doppiaggio in italiano non esistono, le scene risultano molto più “solide”.

    comunque non è un film per tutti, per chi è abituato ai cinepanettoni o al nuovo stile di telenovela patinata (tipo milgiore offerta di tornatore) questo, più difficile da seguire o da non seguire lasciandosi solamente andare a vedere delle storie/favole/leggende raccontate da un vecchio intorno ad un fuoco, film può non piacere.

  6. AleKos scrive:

    premetto che sono andata a vedere il film senza nemmeno sapere di cosa si trattasse, con amici che erano interessati a vederlo.
    sono capitata ora in questa recensione, che condivido pienamente. non c’è nessun filo conduttore, e se sono stati spesi più di un milione di dollari per dirmi che è “vero-vero che siamo tutti uniti” direi che il regista poteva anche risparmiarsi un cast del genere.
    se guardassimo il film senza gli attori che ci sono (che di sicuro un domani non ricorderemo per una cag@ta del genereeee!!) il film resterebbe…in mut@nde.
    insomma, da non vedere.
    voto 3.

  7. Momochi86 scrive:

    Bene se il film per voi è senza senso vi consigli caldamente Vanzina

    • Davide scrive:

      Concordo pienamente con te!!!!! Un film se non lo capisci non è detto che non abbia significato. Invece con Vanzina ne sei certo!!!!!!!

  8. Filippo scrive:

    Film molto bello, che colpisce il cuore di quei pochi che riescono a vedere o ad intuire l’esistenza al di là del proprio naso. Consigliatissimo!
    Ho trovato molto più noisa la recensione sopra scritta, furori luogo, egoica e fine a se stessa. A mio modesto parere, un taglio di scrittura così non ha nessuna utilità.

    • um675 scrive:

      Ovviamente non posso essere più d’accordo, l’ultimo critico che scriveva così sconsigliava Donnie Darko, per fortuna non gli ho dato ascolto

  9. Mari scrive:

    A metà della proiezione alcuni ragazzi, anzi uomini, presenti in sala hanno incominciato ad inveire contro il regista, di cui nemmeno conoscevano il nome, pretendendo il rimborso del biglietto sostenendo che non si capiva nulla.
    Non mi sono meravigliata, erano i classici tipi i quali pensano che nella vita sia sensato buttare una serata solo guardando film con macchine rombanti, con sparatorie irrealizzabili nella vita reale, non fosse per altro perché siamo uomini fatti di carne facilmente lacerabile, pellicole dove si possono trovare donne nude e forse, ma giusto forse ove tutto ciò non fosse previsto dal copione, possono sforzarsi di seguire la storia di qualche famoso pugile o calciatore e simili.
    Leggere questa recensione però mi ha deluso.
    Ritengo, che per quanto non si possa apprezzare un film, come critico o meno, si debba comunque essere in grado, in modo obiettivo di prescindere dai propri gusti.
    A mio modesto avviso, credo che Cloud Atlas sia un film meritevolo sotto diversi profili.
    In primo luogo le musiche, in particolare il tema centrale del film ” Cloud Atlas Sextet”; in secondo luogo non si può non ritenere notevole il lavoro dei truccatori, in onestà quanti di noi avevano riconosciuto Halle Berry nel ruolo di Jocasta?; infine, per il significato che la storia vuole trasmettere e che può essere liberamente condiviso come no.
    Ritengo che prestando un minimo di attenzione, senza che sia necessaria un’intelligenza straordinaria, si possa comprendere pienamente la trama del film, giungendo facilmente e piacevolmente, come lo è stato per me, alla fine della proiezione e perché no uscire dalla sala portandosi dentro una sorta di speranza, che forse tutto quello che attraversa, ha attraversato e attraverserà la nostra vita non è puramente casuale. Domandandosi persino se lo sguardo di una persona a noi vicina ci sarebbe mancato comunque anche se non l’avessimo mai conosciuta.
    Dopotutto, senza voler fare paragoni di alcun genere, nemmeno alcune pellicole di Fellini vennero apprezzate immediatamente dal pubblico e da coloro che amano definirsi critici, tra tutte il più noto “La dolce vita”.
    Eppure ciò non gli ha impedito di divenire un film portante del cinema italiano ed internazionale. Credo che nel caso di “Cloud Atlas” i dieci minuti di applausi ricevuti al Toronto Film Festival 2012 siano già da soli sufficienti a dissipare eventuali dubbi in merito alla sua bellezza.

  10. Alekos scrive:

    non torno a vederlo neanche se mi pagano il biglietto.
    ma non ne vale neanche la pirateria!!!!

    si insomma, un very top flop.

  11. una schifezza totale, ci sei andato giù ancora leggero 🙂
    anche come guilty pleasure per me è un fallimento, perché un guilty pleasure dovrebbe divertire, questo è una flebo totale

  12. Corrado scrive:

    Temo, chiunque sia l’autore, che del film non abbia capito un cazzo.
    Il sottotesto è quanto di più scettico e scientista che ci possa essere, altro che new age e cagate zen. Logica, talmente tanta logica che vi era la pretesa di imbrigliare concetti come l’amore, la fede, la passione, che alla nostra logica spesso sfuggono, per dire che nell’equazione della vita, queste sono variabili dalle quali non si può prescindere, seppur false, o non comprese, condizionano le scelte degli uomini. E della storia.
    Ma si sa, haters must hate.

  13. Renèe scrive:

    Io il film non l’ho visto, però dal trailer ho percepito un pò di confusione tanto da non pensare di andare a vederlo, l’impressione appunto era che difficilmente si poteva unire tutte quelle situazioni e poi tanto di “sensazionalità”…quando “l’essere uniti” è un concetto interiore più che esteriore. Però ripeto io il film non l’ho visto. Boh…vedrò….
    Volevo chiederti Luigi cosa vuoi dire con “guilty pleasure” riferito al film?
    E poi cos ane pensi che nel 2012 sono stati venduti 10 milioni di biglietti in meno : colpa della crisi o della qualità dei film?

    • luigilocatelli scrive:

      Per guilty pleasure (o dirty pleasure) si intende un qualcosa, film o altro, che riconosci come irrimediabilmente brutto ma che nello stesso tempo ti intriga e che ti godi con una qualche vergogna, un qualche senso di colpa. Quanto alla flessione, vorrei scrivere un post al più presto

  14. nicoborro scrive:

    solo una domanda, dato che scrivi recensioni sul cinema,sarai uno di quelli che al cinema ci va con coscienza,con le idee ben chiare sul film, e immagino avrai dei gusti ben precisi e personali,ma vediamo di arrivare al punto. se a te la “robba newage”, il cyberpunk,i Wachowski,non piacciono e invece preferisci storie ben confezzionate e facili,statiche, insomma i cazzi tuoi,perchè non sei rimasto a casa quella sera? Al posto di occupare seccato una poltrona di un cinema,potevi accomodarti in quella di casa tua,senza offesa eh! Recensione parecchio inutile,distruttiva e che non rende comunque giustizia a un film che, aldilà dei gusti, si impegna per lasciare un messaggio anche forte(almeno a livello emozionale, poi se non ti sei emozionato….mi dispiace per te,saranno state 3 ore molto lunghe)nelle teste degli spettatori.anche al cinema la gente era scocciata e annoiata, e mi chiedo solo una cosa, che ci siete venuti a fare? Volete un finale illuminante,è forse questo quello che vi serve per capire il film?io credo di no.

    p.s. “Facile dire che tutto è connesso, il difficile è renderlo drammaturgicamente consequenziale e credibile, e qui non ci si riesce, lo si enuncia solo come un dato di fede. Eh no, signori, non vale, non basta, mi dovete mettere a punto un racconto in cui tutti i dettagli si spiegano e si incastrano senza lasciare vuoti, invece qui come la va la va.”

    Che tu lo voglia o no le storie non solo si collegano TUTTE tra di loro ma hanno anche un finale ben definito,chissà…forse eri in bagno 🙂

  15. luigilocatelli scrive:

    ho ricevuto su facebook questo commento di Alessio Guzzano che aggiungo qui (con il suo permesso, ovvio).

    “Sono d’accordo con la tua recensione di Cloud Atlas, ma non conta. Sono invece felice di avere un blog ostico e meno esposto dove i ragli arrivano meno. I tuoi commentatori/denigratori non sanno nulla del testo a monte, dei sottotesti interni e nemmeo del cyberpunk dei (per me) adorabili Wachowski. E’ un film latrina, dove tutto scivola. E andrebbe bene, compreso l’appettito dei ratti da cinema. Ma è un easy-magma pretenzioso e lì casca l’asino new age. Che qui raglia forte, ma il rumore e quello e la massa cerebrale (non a caso in caccia di qualcuno che gliene dia una) anche.
    Saluti

    Alessio Guzzano e le sue reincarnazioni senza trucchi posticci.”

  16. Pretenzioso il recensore direi, purtroppo capita che il livore di chi si crede di essere si spanda sul mondo, per mia grazia posso non leggere piú quanto hai da dire, addio

  17. Ver scrive:

    Ottima recensione, di pretenzioso c’è solo il film che sfortunatamente sono andato a vedere anche io. L’ostilità dei commenti di alcuni utenti deriva dal fatto che in giro ci sono un sacco di pseudo intellettuali chic che per giustificare la loro saccenza devono necessariamente osannare ca**ate pazzesche come questo film perchè odiate dal pubblico mainstream. Va bene vedere film “impegnati” o “intricati”, ma trovare un senso a questo film è una forzatura. Uno slogan realistico sarebbe “tutto è connesso, ma il collegamento trovatelo tu”. Appurato che non c’è connessione pratica fra le storie (tralasciando le boiate esistenzialiste che ogni commentatore incavolato qui sotto ha interpretato a modo suo), vi sfido a immaginare di aver visto singolarmente ogni storia raccontata. Trame degne di un bambino, togli gli effetti speciali holliwoodiani, togli il cast sopravvalutato, signori miei di “artistico” non c’è davvero nulla!
    Almeno quando/se vai a vedere un film di Vanzina, sai dove stai buttando i tuoi soldi, sai che paghi per quattro cavolate. Cloud Atlas, te lo spacciano per film che diventerà un “cult” e ti ritrovi con un accozzaglia di storie sdolcinate/ovvie/banali mascherate da opera d’arte.
    Dimostrazione ultima della presa per il c*** dello spettatore è il trailer. 10 minuti sconclusionati (come il resto del film) in cui la prova del collegamento fra le storie era data dalla voce fuoricampo che parlava del padre interessato nel leggere la corrispondenza di un uomo del 500 (l’uomo sulla barca che si era già visto). Tuttavia come si scopre del film, con la trama vera e propria non c’entravano un cavolo dato che l’uomo centra con il complotto del petrolio e solo alla fine ci mettono una pezza dicendo che l’uomo era interessato anche all’amore , consegnando le lettere alla sua vedova (chissà poi per quale motivo).
    Io non disprezzo i film con un valore artistico, solo che questo davvero non ne ha. Stop.

  18. Cilone scrive:

    Condivido le tue perplessità, il mio sentimento non è dissimile.
    Tuttavia, nonostante tutto, non dico di aver buttato i soldi, ma sono solo sicuro che questo film non lo rivedrò più.
    Ben interpretato, ottima regia, ottimo montaggio e musica sublime. Ma non c’è altro. Cloud Atlas è un esercizio di stile, uno scatola brulliccicosa riempita con sei banali storielle.

    Ma nel libro il presunto “legame” è spiegato? Reincarnazione? O che altro? Boh!

  19. Anonimo scrive:

    certo che per il popolo di Vanzina e Neri Parenti… è difficile capire un film del genere.

  20. Paolo scrive:

    Il filo logico è semplice. La ribellione. Ribellarsi e sovvertire i sistemi socio-politici e culturali. Preferisco film come Cloud Atlas che fanno connettere i neuroni. Il cinema serve a questo. Far ragionare, sognare e fantasticare. Se preferite film statici e demenziali come quelli di De Sica, Siani e i “Soliti idioti”, sono scelte vostre. Ma definire un film senza senso perché non capaci di trovarlo, è superficiale.

    • luigilocatelli scrive:

      finora mi sono quasi astenuto dal controcommentare anche i commenti più insultanti (e insulsi), visto che questo è un blog aperto a tutti e a tutto. Dico solo che spacciare Cloud Atlas per esempio di cinema intelligente e di pensiero contrapponendolo ai vari Siani, Soliti idioti ecc. è abbastanza risibile. I film complessi, che meritano davvero di essere visti e che sono un esercizio per la mente, sono altri. Butto lì solo qualche titolo tra quelli degli ultimi mesi: The Master (capolavoro vero), Amour, Take Shelter, Il sospetto, La parte degli angeli, C’era una volta in Anatolia. Film che forse molti estimatori di Cloud Atlas non hanno visto e di cui neppure suppongono l’esistenza.

      • Paolo scrive:

        “finora mi sono quasi astenuto dal controcommentare anche i commenti più insultanti (e insulsi)”

        Punto primo: non mi sembra di aver insultato!
        Punto secondo: insulsa, sarà la sua recensione.

        Il mio commento ha argomentazioni basate sui commenti degl’altri utenti. Quegl’utenti che hanno citato di preferire film come quelli di Siani, De Sica, ecc.
        Sta di fatto, che non ha saputo controbattere il punto principale del mio commento. Il filo logico che collega le sei storie di Cloud Atlas. Nella recensione, ha scritto “non voglio neanche sforzarmi di capirci qualcosa”. Beh, mio caro, quello si chiama esercizio della mente. Sforzarsi di capire anche i film che all’apparenza possono sembrare sciocchi.

        “Film che forse molti estimatori di Cloud Atlas non hanno visto e di cui neppure suppongono l’esistenza”

        Suppone male. Lei ha definito il mio paragone tra Cloud Atlas e i vari film comici “demenziali” nostrani, abbastanza risibile. Io, invece, trovo risibile il suo paragone tra Cloud Atlas e i capolavori cinematografici che meritano di essere visti. Alla fine, ha fatto un paragone simile al mio, non trova?

        • Ver scrive:

          Veramente nessuno ha detto nei commenti di preferire i vari Vanzina, De Sica a film impegnati , sono sempre stati usati come insulto dai presuntuosi che giungono alla conclusione che chi non apprezza cloud atlas deve essere necessariamente un ignorante.
          Il filo logico sarà anche la “ribellione” (a prescindere che è una forzatura , perchè ogni film con qualcosa che ricordi un antagonista può essere allora interpretato in questo modo) ma raccontare 5 storie non collegate praticamente tra loro crea solo un mattone di 3 ore dato che ogni singola storia in se e per se è pressochè insulsa.
          Se prendiamo l’altrettanto banale tema “il bene che trionfa sul male” (siamo a questi livelli di banalità anche in cloud atlas) delle favole e facciamo un miscuglio di film Disney come Cenerentola , Biancaneve , la Bella Addormentata e simili, e li uniamo spezzettandoli in un film di 3 ore , ditemi voi se lo ritenete un buon film per bambini solo perchè il tema è lo stesso… Non parliamo poi del fatto che ogni finto intellettuale ci ha trovato un tema diverso per giustificare la pochezza narrativa del film.
          Vabbè per gli amanti della “morale finale” deve essere stato un orgasmo dato che si ripete alla fine delle 5 misere storielle.

  21. Frank77 scrive:

    A tutti quelli che insultano:ma esprimere il vostro parere in maniera civile verso la recensione di Luigi non lo sapete fare?

  22. Anonimo scrive:

    voto della rensione (e non del film) 3/10. se fossi nel film faresti la fine del critico, buttato giù.

  23. luca scrive:

    chi ha scritto questa recensione evidentemente non ha in se tutte le conoscenze per capire, giustamente essendo stato abituato a film diversi il suo metro di giudizio è racchiuso in dei canoni e clisce prestabiliti non posso esprimerti altro perche ho solo letto la trama appena vedro il film aggiungero sicuramente qualcosa

  24. luca scrive:

    ho appena visto il film quello che viene rivelato tramite questo è una delle verità meglio nascoste che al ”sistema” fa piacere che le masse non sappiano…… dopo matrix gli autori sono riusciti a risvegliare sempre piu persone. In questo film esistono verità universali al di fuori di tempo cultura e religione, ma secondo me non tutti hanno le nozioni base per poterlo capire ma ,,ma guardando introspettivamente tutti nella parte piu intima di noi stessi abbiamo la verità bisogna solo prenderne coscienza.

  25. andrea scrive:

    mamma mia che schifo!!! mi hanno fatto perdere 3 ore della mia vita. ho voglia di denunciare qualcuno..

  26. fiore scrive:

    è FANTASTICO… è MERAVIGLIOSO.

  27. Francesco scrive:

    “asini new age”, “chi crede in certe scemenze”…. L’arroganza e la supponenza di molti atei è quasi…. paranormale. Peggio dei preti ci sono solo i preti dell’ateismo.

  28. rebin scrive:

    Intanto una premessa… il film ha poco a che fare con il libro… che è molto meglio… ma questa è una costante in quasi la totalità delle trasposizioni… quindi conta poco.

    Il film è complicato, a volte un po’ caotico… ma segue comunque un filo logico che connette le varie storie… ed è incentrato (come deve essere) su reincarnazione e destino… quindi o piace questo genere di storie o non piace…

    tutte e 6 le storie parlano di temi diversi ma tutti legati alla ribellione… e la scelta di utilizzare gli stessi attori è inevitabile visto il messaggio che il film vuole far passare.

    Per la storia ambientata nel futuro, a parte il doppiaggio italiano che è un po’ forzato a volte, è grottesco per me pensare che non sia plausibile che la lingua in futuro possa cambiare, a maggior ragione dopo un’apocalisse, in quel modo… tanto per citare un fatto storico… caduta dell’impero romano… dopo nessuno più sapeva il latino e parlavano lingue grottesche, come tu definisci, derivate dal latino…

    in ogni caso alcuni termini fanno sicuramente sorridere…! 🙂

    ma rimani, a mio parere, un po’ troppo duro contro questo film, è piacevole e mai noioso.

  29. penso che questa recensione esprima al meglio i sentimenti di quanti hanno trovato il film brutto e noioso. io personalmente l’ho trovato bellissimo, ma credo che comunque anche chi non condivide il mio pensiero debba esprimersi e dire la sua e in questo la tua recensione è molto valida.
    l’unica mia critica, se permetti, è che avrei gradito leggere un accusa un po più formulata ed argomentata e invece ti sei limitato ad un riassuntino farcito di commenti personali che per quanto legittimi poco trasmettono (almeno a me) l’idea di recensione. ho letto le risposte che hai dato a chi ti criticava (ai quali comunque ricordo che nessuno vi obbliga a leggere e commentare una recensione che non vi aggrada) e visto che hai citato dal tuo punto di vista diversi film importanti (per la maggior parte a me ignoti lo ammetto candidamente) scrivere certe frasi mi è sembrato un po banale:

    “Un casino vero, vi dico. Tant’è che non voglio neanche sforzarmi di capirci qualcosa, non vale la pena. Chi crede a certe scemenze magari cercherà di trovarci un senso, io getto la spugna”

    per il resto appoggio posso solo citarti Voltaire:”Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.”

  30. Angelob scrive:

    Grazie per questa recensione! Dopo aver letto di paragoni assurdi con capolavori (veri) del cinema.. ci voleva! a quanto pare, basta qualche frase ad effetto in tono solenne per far diventare un film scadente, un cult del cinema.

  31. Carolina scrive:

    Questo film può non piacere solo a chi è povero di spirito e non ha voglia di impegnarsi a seguire e capire il sotto testo.
    New age? Mi è bastato leggere questo per capire che il recensore non ha capito niente di quanto ha visto. Insieme a tanti altri, come noto tristemente…

    • Rev scrive:

      Se nn si è in grado di seguire il film forse non si è nemmeno in grado di scriverne la recensione. Non ho trovato nulla di complicato nel capire l’evolversi delle sei storie e le riflessioni che ne derivano. Ogni vita umana è condizionata dalle vite che l’hanno preceduta e al contempo influenzerà le vite future, un concetto semplice, potente e veritiero.

    • Davido scrive:

      Carolina… Io spirito ne ho da vendere. Ti copro. Ed è proprio per questo motivo che Cloud Atlas lo considero una cagata. Capire o non capire questo stupido film è inutile, in quanto il suo valore aggiunto alla tua vita è comunque zero! Chi dice di averlo capito vorrei che ne descrivesse i collegamenti… vorrei una recensione di quell’invisibile che i nostri stupidi occhi non vedono. Parlo degli stupidi che l’hanno trovato insopportabile, superfluo e articolato. Ci troviamo di fronte a dei geni, ed io sono un cretino insieme a molti altri. Ti copro d’intelligenza. Sai cos’è l’intelligenza?: raggiungere un risultato trovando la via più semplice. Questo significa che questo film è una cretinata da guiness. Per raccontarsi un po’ di filosofia fatta da Ghandi, han speso 100milioni di dollari e ci hanno derubato di tre ore di vita… mavafff…!!!!!

  32. Aurora scrive:

    Visto oggi: tremendo a tratti soporifero. Guardavo recensioni in rete per capire quanto pubblico avessero deluso, ma se i commenti di questo post fossero un campione significativo ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Un film o è bello o non lo è, non ci sono le vie di mezzo. Non c’entra il genere che possiamo preferire in partenza, sia esso un cartone, una commedia sentimentale, un fantasy, un horror o quel che vi pare, se è brutto e banale rimane tale. Ho amato Matrix (non tutta la trilogia di cui secondo me si poteva fare a meno) e Cloud Atlas è un film bruttino con delle suggestioni visive piacevoli. Credo ancora che alla base di un buon film ci debba necessariamente essere una buona e solida sceneggiatura ed è il motivo per il quale reputo Avatar (Pocahontas blu) un film mediocre. Senza voler offendere nessuno, ma soprattutto senza la pretesa di voler insegnare nulla, ho la sensazione che se questo film fosse stato diretto da mio zio avrebbe avuto 2 spettatori, mentre essendo un’opera di nomi altisonanti, sia più facile vederci qualcosa che non c’è, nella convinzione di detenere un sapere spremuto da una sempre più dilagante finta cultura e finta informazione (raccattate alla meno peggio googlando 4 parole).

  33. Michele Centini scrive:

    Allora, c’è il film impossibile, il vero guilty pleasure inguardabile che è Enter the void (ma essendo il film una burla dichiarata forse può anche divertire), ma Cloud Atlas è un film smodato che non finisce mai, che sorprende sempre e per questo funziona senza se e senza ma. Mai visti Tom Hanks e Halle Berry così in forma. Io quest’anno mi sono irritato per Tarantino (che ha riciclato lo western, ma c’è chi ama Django Unchained e chi Il Grinta, alla fine sono gusti) e per Zemeckis, che con Flight ha fatto il film più moralista dell’anno. I Wachowski sono come Nolan: credono nell’impossibile. Bisogna credere nell’impossibile, ma senza sparare il film negli occhi dello spettatore con zoomate digitali che non vanno a raccontare nulla come fa Gaspar Noé.

  34. Testone scrive:

    Non c’ho capito un cazzo, non lo so se sono io che non ho i mezzi per capire Cloud Atlas o se è Cloud Atlas che non ha i mezzi per farsi capire da me 🙂

    Forse la prima. Ma il mondo è bello perché vario !

  35. Clara scrive:

    ahahahah questa recensione mi ha fatto davvero spisciare dalle risate!! Se non capisci un film almeno evita di fare figure di merda con una recensione banalotta e superficiale!

  36. miriam scrive:

    Che schifo di film. A metà proiezione l’ho mollato: inguardabile! I personaggi truccati erano veramente scadenti, una roba che poteva andar bene 30 anni fa. Ma per piacere…

  37. Anonimo scrive:

    Se non capite il film è colpa vostra, non del film stesso… comunque appena ho letto “una coreana di un qualche futuro prossimo destinata chissà perché (non abbiamo capito bene) a diventare dea in un futuro-futuro” ho finito di leggere la recensione.

  38. dariosci scrive:

    Io credo che chi ha scritto questa recensione semplicemente non ha capito il film. che è cosa ben diversa dal dire che è brutto. Io non l’ho trovato un capolavoro, per mio gusto personale, ma è comunque molto chiaro, godibile, piacevole da seguire, con attori molto bravi, e una fotografia molto suggestiva.

  39. Anonimo scrive:

    Film stupendo pieno di intrecci, dialoghi e frasi stupende quasi poetiche alcune, purtsono sicuro che molti di voi che l avete visto solo una volta al cinema non avete capito niente del film , io per capirlo tutto l ho guardato 3 volte film da 8 consiglio vivamente

  40. Fantozzi scrive:

    Riavvolgete il cervello e lasciate perdere gli equilibrismi semantici: Cloud Atlas e’ una cagata pazzesca!

  41. Carlão scrive:

    Il film è una mera, senza se e senza ma.
    Un film per bimbominchia.

    • Anonimo scrive:

      Abbiamo oxford qui. Che sfilza di argomentazioni oggettive sull’effettiva qualità di regia, sceneggiatura, fotografia, cast e recitazione. Impossibile ribattere,proprio.

  42. Lara Ciabatti scrive:

    Per quanto riguarda il film ci sono due tipi di spettatori, quelli che capisco il film e lo apprezzano… e quelli che non l hanno capito che insultano e pensano che sia solo merda solo perché è troppo per loro, abituati a guardare film dove non gli serve pensare o ragionare perché vogliono solo cose semplici con battute penose senza significato, quei film cine-panettoni con culi in vista e macchine che sgassano qua e la senza un senso, perché non vanno oltre….. per favore smetti di fare recensioni sui film, non sei portato per questo, se tu non capisci il film non vuol dire che sia una merda ma solo che non è alla tua portata.

  43. Pingback: Cloud Atlas – L’atlante delle nuvole – Recensione | Lezioni Sul Domani

  44. Fabio scrive:

    Questa recensione è talmente patetica e dozzinale che trovo a stento le parole per ribattere. Non fai altro che lagnarti sbraitando parole a caso come “spiritualità new age zen for dummies”, e come ciliegina sulla torta “lingua da bingo bongo” . E non serve che mi dici “era una battuta hihihi”, perché ha un livello di umorismo paragonabile a una malattia venerea. Gesù, solo per questo giudizio totalmente privo di argomentazioni oggettive, mi viene la tentazione di cavarmi gli occhi con un cacciavite.
    Ah e comunque “buddhismo” si scrive con la H. Già da questo si può evincere il tuo livello di conoscenze, e di conseguenza le tue competenze per giudicare un film del quale a quanto pare hai a malapena letto il titolo prima di affogare nella trama comprendendone il nulla più assoluto.
    Ma hey, facciamo le battutine dicendo “signora qui, signora li”, che in questo modo mostriamo un livello di cultura da crusca.
    Passo e chiudo.

  45. Der scrive:

    Ma fa cagare che volete giustificare l ingiustificabile, intellettualoidi sfigati da quattro soldi. Non ha un senso neanche se lo si vede col culo invece che con gli occhi.

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