Film-capolavoro oggi sulle tv gratuite: SECONDO AMORE di Douglas Sirk (domenica 10 marzo 2013)

Secondo amore, Retequattro, ore 14,42.
all-that-heaven-allows-2leads all thatFondamentale, ma per davvero. Citato in tutte le storie del cinema, cartacee o filmiche, compreso il monumentale, recente The Story of Film di Mark Cousin (15 episodi, ora in Dvd). È che questo meraviglioso melodramma del 1955 firmato dall’emigrato tedesco in terra di Hollywood Douglas Sirk è servito da matrice e modello di riferimento per molti cineasti successivi, in primis il Fassbinder del capolavoro La paura mangia l’anima, poi Almodovar e ovviamente Todd Haynes, il cui Lontano dal paradiso di Secondo amore è quasi un ricalco. Storia lineare, perfino didascalica e didattica, a dimostrare quanto la passione sia spesso incompatibile con le regole sociali, come l’amore sia antitesi all’ordine dei sentimenti e non solo, e sempre potenziale sovversione. Che è poi lo schema di base del melodramma in quanto genere, cinematografico e non. Anche, la messa in narrazione del teorema enunciato da Denis de Rougemont nel suo celeberrimo e fondativo L’amore e l’Occidente, secondo cui nella nostra cultura l’amore è sempre in opposizione al potere ed è possibile solo laddove ci siano ostacoli al suo estrinsecarsi, si dà solo nella tensione continua degli amanti ad oltrepassare ciò che si erge contro di loro. In Secondo amore una vedova americana (Jane Wyman, attrice feticcio di Sirk nonché prima moglie di Ronald Reagan) si innamora del suo giardiniere (un Rock Hudson al solito prestantemente macho), non solo di una condizione sociale inferiore alla sua, ma anche parecchio più giovane. Un doppio tabù che lei non esita a infrangere in nome della passione e della legittimità dei sentimenti. Avrà tutti contro, naturalmente, a partire dai figli, e la scena del confronto in famiglia verrà ripresa pari pari da Fassbinder proprio in La paura mangia l’anima, dove è ancora una madre vedova a innamorarsi, ma stavolta di un immigrato marocchino in una torva Germania primi anni Settanta. Il cervo che pascola fuori dala casa del giardiniere Hudson ripreso e citato invece in Otto donne di François Ozon.

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