Film stasera sulle tv gratuite: LOURDES di Jessica Hausner (martedì 12 marzo 2013)

Lourdes, Rai 5, ore 21,15.
53253_galPresentato a Venezia 2009 e incredibilmente uscitone senza premi (ai festival capita spesso ai migliori, vedi anche gli ultimi Cannes e Locarno), questo Lourdes ha rivelato quale sia la statura della sua regista, l’austriaca Jessica Hausner, e confermato come il cinema di impronta austriaca sia tra i più interessanti, perturbanti e meno ovvi della produzione europea. Si racconta in Lourdes di Christine, giovane donna confinata su una sedia a rotelle, che nonostante il suo scetticismo laicista decide di intraprendere il classico pellegrinaggio a Loudes aggregandosi a una spedizione di malati confidanti nel miracolo. Hausner sa descrivere con occhio acutissimo e anche parecchio humour il microcosmo di un gruppo in attesa fideistica del miracolo, ma anche percorso da inaspettate rivalità, da sottili dinamiche di seduzione-fascinazione tra pazienti e accompagnatori (ottimi gli infermieri Bruno Todeschini e Léa Seydoux), da attrazioni-repulsioni tra corpi malati e corpi sani. Un viaggio della speranza che è anche un’escursione, visita turistica, evasione e vacanza. Il film indaga facce visibili e lati invisibili di un pellegrinaggio presentandoci anche, come in un doc antropologico, i riti dell’immersione nell’acqua benedetta, le visite al santuario, i rituali della devozione, e il bric à brac intorno, il supermarket kitsch delle palle di neve e della statuine illuminate della Madonna. Christine un giorno si alza dalla sedia a rotelle e cammina. Miracolo? Autosuggestione? Simulazione? Tra i pellegrini serpeggia l’ammirazione, ma anche l’invidia, la maldicenza. Ci sarà una festa, e perfino un ballo di Christine con il bel capogruppo. Finale abbastanza a sorpresa. Che io mi ricordi, raramente il tema della fede nei miracoli è stato trattato in modo così sottile, acuto ed equidistante, ponendosi domande senza dare piatte e univoche risposte. Hausner lascia aperta ogni ipotesi, a lei interessa più indagare le vite e le persone, più l’al di qua che il soprannaturale, vincendo alla grande la sua rischiosa scommessa. Ottima la protagonista Sylvie Testud.

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