Film stasera sulle tv gratuite: WE WANT SEX (mercoledì 1° maggio 2013)

We Want Sex, la7, ore 21,10.
17-700x465Film da 8 marzo (e anche da 1° maggio se è per questo), su donne in lotta per la parità salariale, uno dei pochi previsti oggi da palinsesti che nella stragrande maggioranza sembrano aver trascurato la ricorrenza. Questo We Want Sex, nonostante l’ingombrante ed evidente messaggio politico e il suo didascalicismo di fondo, si lascia guardare eccome, essendo uno di quei furbissimi film britannici per niente noiosi capaci di fondere engagement e commedia, non senza un tocco di eccentricità inglese. Mica per niente il regista è quel Nigel Cole che già aveva girato L’erba di Grace. Stavolta si ricostruisce un pezzo di storia operaia inglese, lo sciopero che le donne del reparto cucitura sedili fecero nel 1968 alla Ford di Dagenham, sobborgo industriale londinese. Erano una sparuta minoranza, meno di duecento su oltre 55mila dipendenti della enorme fabbrica, ed erano pagate meno dei maschi. Fu lotta dura e decisa, che portò alla tanto agognata sex equality alla Ford, e che aprì la strada alla legge che nel 1970 avrebbe reso impossibile ogni discriminazioni salariale di genere. Naturalmente tutto diventa, nelle mani di Cole e degli sceneggiatori, e grazie al solito strepitoso gruppo di attrici e attori made in UK, un’abile commedia proletaria e nostalgica di quando signora mia c’era ancora la working class e della Thatcher ancora manco si sospettava l’esistenza. Certo, di fronte alla desertificazione industriale dell’Inghilterra di oggi (e non solo dell’Inghilterra), sembra un’altra era quella di fabbriche enormi con decine di migliaia di operai. C’è qualcosa nel film di Cole di Ken Loach, del Loach meno musone e più divertente (quello di Riff Raff o dell’ultimo La parte degli angeli). Protagonista Sally Hawkins che quell’anno, 2010, razziò premi e nomination dapertutto. Con lei Andrea Riseborough (la futura Wallis Simpson in W.E. di Madonna), Rosamund Pike, Miranda Richardson, Bob Hoskins. Title song di Sandie Shaw, che prima di passare alla piccola storia come cantante scalza aveva davvero lavorato alla Ford di Dagenham (come impiegata, non operaia). Il titolo italiano, fuorviante e che non ha giovato alla causa del film da noi (quello originale è Made in Dagenham), riprende un buffo episodio della vicenda, allorché le signore in manifestazione di protesta inalberano lo striscione We Want Sex Equality, ma il lenzuolone si intoppa e resta visibile solo We Want Sex tra le risate di tutti.

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