Film stasera sulla tv in chiaro: DARÒ UN MILIONE di Mario Camerini (sab. 15 marzo 2014)

Darò un milione, Rete Capri, ore 21,00.
dar_un_milione_vittorio_de_sica_mario_camerini_004_jpg_ygnzUn film di quell’era cinematografica detta spregiativamente dei telefoni bianchi, sempre accusata di escapismo e ottundimento delle coscienze, e di essere oggettivamente complice e strumento delle manipolazioni di massa operate dal regime fascista del tempo. Visti oggi e senza paraocchi ideologici, quei film ci paiono invece di irreprensibile fattura, pieni di garbo e di una certa eleganza, mai sguaiati, un esempio di commedia borghese, o piccolo-borghese, che solo allora trovò cittadinanza nel nostro cinema e che nel dopoguerra sarebbe stata spazzata via dalla commedia popolare e pure, se è per questo, plebea. Mario Camerini di quel cinema fu il principe e il maestro, realizzando negli anni Trenta un film più bello dell’altro, opere fatte di leggerezza, classe, di una grazia infinita. Tant’è che si potrebbe, e dovrebbe, parlare di Camerini-touch come in America si parlava giustamente di Lubitsch-touch. Questo Darò un milione è del 1935 e dà il via alla grande stagione cameriniana (Gli uomini che mascalzoni in primis), oltre che alla coppia simbolo e coppia regina di quella commedia, Vittorio De Sica e Assia Noris. Un milionario che poco conosce la vita fuori dalla bolla di privilegi in cui è rinchiuso decide di uscire dal proprio mondo, di immergersi nel flusso della gente comune. Si travestirà da povero, promettendo di consegnare un milione a chi lo aiuterà e avrà pietà di lui. Ricorda qualcosa? Certo, l’eterno archetipo del ricco che si finge plebeo, da La regina Cristina a Il piccolo Lord. Con molte similutidini con il di poco successivo (1941) I dimenticati di Preston Sturges e affinità e risonanze con tanto Frank Capra. In Darò un milione il protagonista conoscerà una ragazza che nulla sa della sua vera identità, e immaginate come andrà a finire. Un incanto, ecco. Sceneggiatura di Cesare Zavattini, Ercole Patti e di quel Giacino ‘Giaci’ Mondaini che, ebbene sì, era il babbo di Sandra. Con, tra gli attori, Luigi Almirante, padre di colui che nel dopoguerra diventerà il leader dell’Msi.

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