Un gran film stasera sulla tv in chiaro: EUROPA di Lars Von Trier (giov. 3 apr. 2014)

Europa di Lars Von Trier, Iris, ore 23,51.
img_current_1138_fgeuropa_lars_von_trier1aeuropaIl terzo film di Von Trier, anno 1991, e, per quanto mi riguarda, il mio primo impatto con il suo cinema. Se ricordo bene, visdi Europa all’Anteo, qui a Milano, e fu una gran rivelazione. Non s’era mai visto un cinema così, potente (fino a tratti alla magniloquenza), epico anche nel raccontare e mettere in scena il micro, il dettaglio. Neoespressionista, visionario, ma di una visionarietà mai celibe e autoriferita e chiusa in se stessa, e invece messa al servizio di un’interpretazione del mondo e della storia (intendo la Storia). Un senso dello stile come pochi in quegli anni, consapevole della grande tradizione inconografica europea, arte, ma anche il cinema classico. In bianco e nero, con squarci qua e là a colori, Europa è un viaggio – anche onirico, anche delirante – nella Germania dell’immediato dopoguerra, la Germania sconfitta, in macerie, sgomenta per l’abisso in cui è sprofondata e in cui ha fatto sprofondare tutto il continente. La Germania distrutta che s’era vista in film come Scandalo internazionale di Billy Wilder e Germania anno zero di Rossellini, ricostruita retrospettivamente e anche fantasticamente come antro del nulla, proiezione del male, inferno dei vivi e dei morti. Un treno la attraversa, sopra ci sta Leopold Kessler, tedesco americano tornato adesso che la guerra è finita nel paese delle sue radici, impiegato come addetto alle cuccette per la compagnia ferroviaria Zentropa (che diventerà poi il nome della società di produzione di Von Trier, più che mai attiva anche oggi, anzi pilastro del sistema cinema danese). Finirà con il conoscere gli Hartmann, proprietari della Zentropa, famiglia collusacon il nazismo e ora impegnata nel tentativo di riciclarsi nella nuova Germania. Leopold si innamorerà di una di loro, rimanendo impigliato in un reticolo di ambiguità e doppiezze. Visivamente straordinario. Con molti debiti, voluti e riconosciuti, al cinema espressionista tedesco e in particolare a Metropolis di Fritz Lang (la scena dell’orologio). Ma ci sono anche echi, chissà quanto consapevoli, di La caduta degli dei di Visconti e di un bel po’ di Fassbinder, di cui ritroviamo qui una delle attrici-feticcio, Barbara Sukowa. Protagonista Jean-Marc Barr, un fedelissimo di Von Trier, presenta anche in Nymphomaniac (volume secondo), dove gli tocca la parte più terribile. Presenze cultistiche di Udo Kier e Eddie Constantine.

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