Film stasera sulla tv in chiaro: LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati (mart. 22 apr. 2014)

La passione, Rai Movie, ore 21,20 .
lapassioneGiovedì 24 aprile esce in sala La sedia della felicità, l’ultimo film di Carlo Mazzacurati, il regista veneto andatosene via per sempre lo scorso 22 gennaio. Ne parla Rai Movie alle 21,15, facendo seguire subito dopo uno dei film più amati di Mazacurati, presentato al Festival di Venezia 2010. Uno di quei discreti film italiani che, pur avendo le credenziali per piacere al pubblico anche medio, anche molto vasto, non hanno sfondato al box office, e sarebbe interessante studiare e capire il perché (muitazione antropologfica del publico?). Eppure La passione, prodotto dalla sempre ambiziosa Fandango, ha alla regia uno come Carlo Mazzacurati che con la commedia ci sa fare, può contare su una bella idea di partenza alla Risi-Monicelli, va a confrontarsi senza moralismi e ideologismi con il tema così contemporaneo del narcisismo ed esibizionismo di massa, del siamo tutti protagonisti, del successo piccolo o grande a ogni costo. Ottimo cast. Che volere di più? Chissà se stasera in tv il pubblico risponderà meglio di quanto non abbia fatto a suo tempo in sala. Un regista in crisi si trova quasi costretto a incaricarsi della messinscena di una Passione di Cristo che ogni anno trasforma un piccolo paese della Toscana in palcoscenico collettivo della gente del posto e per i molti che ci arrivano da curiosi e da spettatori-devoti. Ogni riferimento al teatro di villaggio di Monticchiello credo sia tutt’altro che causale. Credo. Naturalmente l’evento produrrà effetti a catene sulla gente del luogo, tra chi dovrebbe partecipare alla sacra rapresentazione e chi non vorrebbe, più la sindachessa e altri comprimari. Con un imprevisto e un colpo di scena finale. Parecchio interessante, con l’Italia di adesso che si confronta con la propria tradizione. Sottovalutato. Con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Marco Messeri, Cristiana Capotondi, Maria Paiato, Corrado Guzzanti, Kasia Smutniak che forse fu proprio grazie a questo set che conobbe il signor Fandango, Domenico Procacci.

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