Al cinema: INCOMPRESA di Asia Argento (recensione). Niente male, e non è quel film maudit che ci si poteva aspettare da Asia

a8b3b390ba7fc094149d33d065bb5306Incompresa, un film di Asia Argento. Con Giulia Salerno, Charlotte Gainsbourg, Gabriel Garko, Gianmarco Tognazzi, Anna Lou Castoldi, Carolina Poccioni, Max Gazzé. Sceneggiatura di Asia Argento e Barbara Alberti. Al cinema da giovedì 5 giugno.
4b759fdf9d0e6ecd49e1ddc44eb29b8fArriva da Cannes, dove è stato presentato con buon successo a Un certain regard, il terzo film da regista di Asia Argento. Una ragazzina di nove anni con due sorelle e un padre e una madre troppo egoriferiti per accorgersi di lei. La sorpresa è che, con un materiale così, la regista-attrice non batte la strada nel melodramma familiare, ma preferisce buttarla con leggerezza in commedia e classico coming-of-age, pur non perdendo di vista la solitudine della sua protagonista. Film garbato e però anche abbastanza anonimo. Con, in un ruolo collaterale, la figlia di Asia, Mary Lou. Ancora una volta i bambini ci guardano. Voto 6+
6b82332c68daf4beacf7213a643fbc4eCi sorprende tuti, Asia Argento, con questo film per niente maledetto, musone, dark, (melo)drammatico, come c’era da aspettarsi invece date le premesse. Per premesse intendo la fama sulfurea di Asia e il titolo, Incompresa, citazione dell’Incompreso lacrimosissimo di Comencini (che la ragazzina protagonista a un certo punto guarda in tv), cosa che lasciava presagire un cupo interno di famiglia con bambini e bambine ignorati e trascurati dai genitori e avviati a una tristerrima conclusione. Asia Argento ha smentito categoricamente che ci sia qualcosa di autobiografico in questa storia, dunque dobbiamo toglierci dalla testa, anche se facciamo un po’ di fatica, che il padre e la madre del film – lei pianista, lui un attore – siano simili a quelli celebri della regista, ovvero Dario Argento e Daria Nicolodi. Aria (che mi par di ricordare fosse il nome che i genitori di Asia originariamente le volevano dare) ha nove anni, vive nella sua instabile famiglia con una sorella, Donatina, avuta dalla madre da un precedente uomo e un’altra, Lucrezia, avuta dal padre da un precedente matrimonio. La complicazione sta tra i due grandi, più che tra le tre ragazzine. La madre è una frikkettona gauchiste (dappertutto poster maoisti, guevaristi ecc.), anche parecchio strafattona, che cambia spesso partner, il padre pensa soprattutto al suo lavoro e alle sue ossessioni – è un supertizioso compulsivo – rinfacciando continuamente alla compagna le avventure sessuali e l’uso e abuso di sostanze alteranti. Non può durare, e difatti i due si separano. Aria resta in casa della madre, ma non sarà mica facile convivere con quella narcisa autoriferita e spesso assente per viaggio di lavoro o di piacere. Sicché le molte volte in cui non c’è, Aria è costretta a trasferirsi dal padre, con cui però le cose sono altrettanto turbolente. E allora via pure da lì. Né di qua né di là, né col padre né con la madre Aria riesce a stare decentemente. Il bello del film è che simili faccende vengono raccontate con una certa levità in tono più da commedia che da dramma, e solo nel finale il clima si farà più pesante. Aria è una ragazzina tuttosommato solida che si barcamena come può in quel disequilibrio di famiglia. Asia Argento accumula piccolo dettagli, microstorie, microeventi, personaggi collaterali, in una commedia umana di adulti, quasi tutti egoisti se non peggio, visti dai bambini che si devono arrangiare a sopravvivere con le propri risorse. Alcuni passaggi non sono niente male, come il personaggio del giovane musicista punk ennesimo amante di mamma che in realtà è un bravo ragazzo cui Asia e la sorella si affezionano subito, e alle quali anche lui si affeziona. Il resto son luoghi abbastanza comuni di un qualsisi coming-of-age, la cotta con il ragazzino biondo che però disdegna Aria, e via così. La pista dei genitori narcisi viene purtroppo a un certo punto trascurata a favore di un certo bozzettismo ovvio su problemucci ragazzineschi. Però il film si lascia vedere con piacere, è girato discretamente senza ubbie autoriali, ma anche senza una forte impronta personale, è semplice ed efficace. Chi si aspettava un film antipatico da Asia Argento si ricrederà. Potrebbe essere il suo primo da regista (ha già alle spalle Scarlet Diva e Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa) a piacere al pubblico. La protagonista Giulia Salerno è una vera sorpresa. Per i gossipisti è doveroso segnalare che nel ruolo della sorella Donatina compare Mary Lou Castoldi, la figlia di Asia e Morgan. Sarà il caso di sottolineare anche come due dei tre film italiani presenti al recente Festival di Cannes – questo Incompresa e Le meraviglie di Alice Rohrwacher – raccontino di famiglie complicate viste attraverso gli occhi di una ragazzina.
(La recensione riprende in gran parte quella scritta dopo la presentazione del film al festival di Cannes 2014 nella sezione Un certain regard, dove ha ottenuto una buona accoglienza ma nessun premio.)

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