Film stasera sulla tv in chiaro: GUIDA PERVERSA AL CINEMA (seconda parte) – giov. 13 giu. 2014

Guida perversa al cinema (seconda parte), La Effe, ore 22,10.
Un film di 150 minuti di cui stasera va in onda la seconda parte (di 50 minuti circa). La terza sarà trasmessa il 19 giugno.reg1CyRtsnWFzeFxLp5hwlIySkl
Schermata 2014-06-05 alle 14.51.30Anche se la regia è di Sophie Fiennes (sì, della famiglia: è la sorella di Ralph e Joseph), il vero autore di questo stravagante e non facilmente classificabile film è lo psicanalista lacaniano e filosofo Slavoj Žižek. Molto amato dagli antagonisti e post- e neo-marxisti di tutto il mondo, partito dalla natia Slovenia e poi diventato globalmente famoso con il suo pensiero, il suo eloquio e pure grazie la sua indubbia abilità di entertainer, al suo istrionismo. Pop philosopher, dicono di lui in America, e mi pare una definizione pertinente. Nel 2006 con Sophie Fiennes mette in piedi questo film che avrà un tale successo (di nicchia, ma sempre successo) in festival e circuiti art house da diventare un format e da generare un sequel molto simile nel 2012, Guida perversa all’ideologia. E allora, Guida perversa al cinema. Ma quanto perversa, e in che senso? Nel senso alto del signor Lacan rivisto secondo la lezione zizekiana. Cito: “il cinema è l’arte perversa per eccellenza: non ti dà quello che desideri, ti insegna a desiderare” . Traduzione spero non così traditrice: cinema come macchina desiderante, fabbrica del nostro desiderio, anche fondale su cui proiettare e indirizzare la nostra libido (in senso freudiano) e schermo la cui distanza ci consente di realizzare pulsioni altrimenti inconfessabili e forse impraticabili. Raccontando e affabulando, Slavoj Žižek ci conduce attreaverso i meandri di molti film, da lui amati e da noi pure, quelli che secondo lui son più carichi di corrente desiderante, i più perversi. Spiega, conciona, teorizza, pescando dal suo sapere e dal suo pensiero marx-lacaniano (una mistura a tratti francamente indigesta), il tutto nei set a volte originali dei film trattati, a volte ricostruiti. Così lo vediamo nella Bodega Bay californiana di Gli uccelli di Hitchcock al posto della protagonista Tippi Hedren (e non è solo il colore dei capelli a differenziarli), e ancora alle prese con altri Hitchock (La donna che visse due volte, La finestra sul cortile ecc.), con molto David Lynch (e giustamente: Mulholland Drive è uno dei film più freudiani di sempre), con Tarkovsky, Fritz Lang, i fratelli Marx, Eizenstein. Fino a Guerre stellari e L’esorcista. Il discorso zizekiano qualche volta affascina e apre finestre insospettate sulla storia del cinema, fornisce nuove chiavi di accesso, folgora con improvvise rivelazioni, spesso è un fiume di parole stordente e autoreferenziale. Se la parte teorica di questo film è, in my opinion, alquanto discutibile, c’è però la cinefilia di Slavoj Žižek, la sua passione vera per il cinema, quella sì tutta da condividere. Lo psicanalista-filosofo sloveno è un meraviglioso narratore, un istrione capace di avvolgerti con il suo eloquio e non mollarti più, e viaggiare con lui attraverso alcuni dei film che più abbiamo amato è una bella avventura. Guida perversa al cinema è introdotto, a ogni sua puntata, da Tatti Sanguineti, il quale presta anche la voce a Žižek nell’edizione italiana, e non si sarebbe potuto fare scelta migliore.

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