NYMPHOMANIAC volume 2: le parti tagliate (tutto quello che non avevamo visto nella versione purgata)

Nymphomaniac volume 2 (long version). Director’s Cut. Prima mondiale al Venezia Film Festival 2014. Un film di Lars Von Trier. Con Charlotte Gainsbourg, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Willem Dafoe, Jean-Marc Barr.
nymphomaniacVista a Venezia: la versione uncut della seconda parte di Nymphomaniac, l’ultimo tassello che mancava per completare la visione della colossale opera di Von Trier. C’è parecchio di più rispetto a quello che avevamo visto nella versione cut. Più sesso esplicito, soprattutto c’è il lungo episodio di un aborto autoprocurato. Senza che nessun dettaglio ci venga risparmiato. Sconvolgente.
Nymphomaniac+Vol+II+Charlotte+GainsbourgBene: avevamo già visto Nymphmaniac volume 1 in versione cut e uncut. Poi Nymphomaniac volume 2 in versione cut. Mancava la long version di questa seconda parte. La si aspettava a Cannes, e invece niente. Eccola spuntare adesso a Venezia in prima mondiale assoluta. Tre ore esatte, con molto materiale che non avevamo maivisto: per l’esattezza sono 56 minuti in più, e scusate se è poco. Inomma, un evento di una certa importanza, no? Dunque mi aspettavo che al press sceening in Sala Perla alle 20 di stasera ci fosse la folla, invece eravamo in pochi, sì e no un centinaio di persone, anche qualcosa meno, per non parlare dei molti che si son defilati durante la proiezioni, stremati dalle estenuanti dissertazioni filosofico-sociologiche o forse indignati o scioccati dalle non poche scene di sesso esplicite. Quanto avevo già visto di Nymphomaniac non mi aveva convinto, adesso che ho completato il quadro non rettifico il mio giudizio. Un film disomogeneo, disaggregato in episodi che non riescono a creare un insieme. Un percorso, quella della protagonista Joe, poco coerente. Un eccesso di spieghe spesso di livelo non eccelso (le banalità si sprecano, anche se scritte e dette in un inglese meraviglioso. Mi riferisco alle stupidate sulla Chiesa d’occidente pervasa dalla colpa e la Chiesa d’Oriente più gioiosa e aperta: ma dove? ma quando mai? anche sul polimorfismo-perverso in Freud si va giù di bigino e di semplificazione, e così via). Anche la ricerca dell’autentico sé della prorìtagonista Joe attraverso la via della sessualità spericolata mi sembra datata almeno agli anni Settanta. Ma in questo momento, ancora fresco di visione (sono uscito dalla Sala Perla poco più di mezz’ora fa), vorrei soprattutto elencare le scene tagliate nella versione short che qui possiamo finalmente vedere.
La vagina della protagonista innanzitutto, assai più protagonista che in Nymphomaniac vol. 2 cut version. la dilata voluttuosamente con le dita il marito Jerôme (Shia LaBeouf) in un chiarissimo primo piano, anche la successiva penetrazione mi sembra qui più esplicita. Differenze sensibili pure nell’episodio di Joe (Charlotte Gainsbourg) con i due fratelli neri, anzi negri (si disserta a lungo sulla liceità o meno di usare la N-word), con una sodomizzazione molto in evidenza che non ricordo ci fosse nella versione tagliata. Decisamente più estesa turra la parte sadomaso con il chiamiamolo sadoterapeuta Jamie Bell. Oltre a quanto s’era già visto, assistiamo a una scena in cui il master si infila delle monete nelle punte dei guanti per far più male a Joe quando la mena. E anche in questo segmento del film, vagina di Joe più e più volte calorosamente mostrataci da Von Trier. Con la visita di Joe al negozio di arnesi da equitazione per l’acquisto del frustino, come le ha ingiunto il master Jamie Belle (“che sia in cuoio e che sia usato”, è la precisa prescrizione). Ma la novità davvero di peso è un lungo episodio compltamente inedito, l’aborto che Joe si procura da sola in casa infilandosi aggeggi vari nella vagina, e anche in questo caso inquadrature quasi a tutto shermo, con tanto di sanguinamento e di feto (di dodici settimane) estratto con un uncino e poi ripreso dalla cinepresa in una pozza di sangue. Vi garantisco che, pur avendone viste di ogni al cinema (compreso un altro terribile aborto autoprocurato nel film ucraino The Tribe dato qualche settimana fa a Locarno), questa è una delle sequenze più toste che mi siano capitate nella mia vita di spettatore. Anzi la più tosta in assoluto. Non bastasse, Von Trier aggiunge, oltre a interminabili disquisizioni sull’aborto tra Seligman e Joe (zeppe purtroppo di ovvietà, pur volendo librarsi nelle sfere del pensiero altissimo), anche delle sequenze di mattanze di animali. C’è qualche minuto in più di Joe bambina con il padre, c’è una delle compagne di Joe nelle sedute di self-help che si concede su un cumulo di carbone a una decina di uomini. A rendere esplosivo questo Nymphomaniac volume 2 long version è però quell’aborto. Di cui molto si parlerà. E chissà se lo vedremo mai in sala. (Nella sequenza al ristorante con uso inproprio dei cucchiai, quella con Udo Kier cstupefatto cameriere, mi aspettavo parecchi dettagli in più, e invece niente, tale e quale a quanto s’era già visto).

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2 risposte a NYMPHOMANIAC volume 2: le parti tagliate (tutto quello che non avevamo visto nella versione purgata)

  1. rita scrive:

    Scusi ma quale sarebbe il messaggio di questo film (che non riusciro’ mai a vedere e non perche’ non lo proietteranno, ma perche’ in tutte le sue critiche la penso sempre come lei)? Cosa di contemporaneo porta questa pellicola? Mi sfugge…grazie!

    • luigilocatelli scrive:

      guardi, non è tra le cose migliori di Lars Von Trier, ma resta un tentativo, poderoso e rispettabile, di indagare i confini e gli sconfinamenti tra sessualità (femminile) e sacro. Il sesso vissuto come percorso mistico-carnale. Von Trier lo aveva già fatto, meglio e più sinteticamente, in Le onde del destino. Stavolta sbanda, assembla episodi che non si saldano mai e non danno mai vita a un carattere coerente e a una narrazione vera. Ma ci sono momenti altissimi.

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