FIlm stasera in tv: LA TIGRE E LA NEVE di Roberto Benigni (lun. 5 genn. 2015, tv in chiaro)

La tigre e la neve, Rai 3, ore 21,09.wallpaper-del-film-la-tigre-e-la-neve-6215218449793Sarà anche un caso, ma dopo questo suo film (dell’anno 2004) sciagurato, imbarazzane e malissimo accolto in tutto il mondo, Roberto Benigni non ne ha più girati da regista, apparendo come attore solo (se non sbaglio) in To Rome with Love di Woody Allen, peraltro nell’episodio meno riuscito. Da allora si è dedicato di più alle letture di Divina Commedia e Dieci Comandamenti, e vorrà pur dire qualcosa, visto che ne sono passati di anni. Varrà la pena rivedere in tv La tigre e la neve? Son dell’idea che il cinema merita attenzione anche nei suoi rovesci, nei suoi momenti bass, nei suoi smacchi, e che un flop grandioso come questo può riservare parecchie occasioni di interesse. Certo che Benigni non si è risparmiato, facendo da soggettista e sceneggiatore (insieme a Vincenzo Cerami), protagonista e regista, e affrontando nientedimeno che la complessissima e bollente faccenda dei nostri rapporti – di noi europei, noi occidentali – con l’Islam e il mondo arabo. Mettendo oltretutto al centro della narrazione la guerra in Iraq. Con una visione irenista e iper pacifista, in quello che sembra uno spottone a favore del multiculturalismo e dell’incontro possibile anzi doveroso tra i due mondi, con la la cultura e la poesia a fare da ponte. Insomma, tremendo. Attilio insegna letteratura italiana a Roma, è divorziato e innamorato di Vittoria. La quale, per motivi professionali, segue il poeta irakeno esule a Parigi Fuad quando lui torna nella Baghdad in guerra occupata dagli americani. Anche Attilio riesce a raggiungere l’Iraq, e lì verrà coinvolto in storie di attentati e quant’altro. L’impressione è che Benigni si cimenti con cose enormi che non è in grado di padroneggiare adeguatamente, e l’idea che tutto si possa sistemare con la buona volontà e con la passione per la poesia è davvero povera casa. Con Nicoletta Braschi e Jean Reno. Stroncatissimo dagli americanim che pure avevano adorato La vita è bella: Rotten Tomatoes gli assegnò un misero 17%.

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