Berlinale 2015: diamo il voto alla giuria dopo i premi (sì, bene Panahi, ma Larrain era meglio)

Va bene, il listone dei premi ufficiali di questa Berlinale lo trovate al post precedente, adesso sarà il caso di spendere qualche parola in più.
1) La vittoria di Panahi ci sta, però sarebbe stato meglio Larrain. Taxi di Panahi è film assai bello, uno dei migliori di questa Berlinale, ma Panahi non lo scopriamo oggi. Meglio sarebbe stato dare l’Orso d’oro a Pablo Larrain (soprattutto a lui) o al rumeno Radu Jude, autori non ancora consacrati. Ovviamente Panahi non ha potuto ritirare l’Orso, bloccato com’è in Iran per i ben noti motivi. Al suo posto è arrivata la giovanissima nipote che compare nel film in uno dei segmenti più significativi. Una mossa strappa-applausi e pure un po’ strappacore, a dirla tutta. La ragazzina ha tentato di dire qualcosa, ma è scoppiata subito a piangere, prontamente consolata dalla giuria.
2) Larrain, vincitore o sconfitto? Il suo El Club è il meglio di Berlino 2015. Gli han dato il premio speciale della giuria, il secondo per importanza. Siamo alla storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Io dico mezzo vuoto.
3) Piallati via Malick e Greenaway. Herzog era fuori gioco. Ma l’aver ignorato Terrence Malick e Peter Greenaway è grave colpa della giuria. Capisco siano nomi ingombranti, ma un posto nel palmarès, soprattutto questo palmarès che ha moltiplicato i premi con ben due ex aequo, glielo si poteva trovare. Se penso che nella lista dei vincenti sono entrati Ixcanul e El boton de nacar, e loro no, mi viene il magone.
4) I miracolati. Per l’appunto, il guatemalteco Ixcanul e il cileno El boton de nacar, il primo omaggiato del premio Alfred Bauer, il secondo, assurdamente, per la migliore sceneggiatura. Che, con i suoi poeticismi sparsi abbondantemente qua e là, è la cosa peggiore di un film indeciso a tutto, però politicamente correttissimo. Così va il mondo, così vanno i festival.

IL regista guatelmalteco Jayro Bustamante con il premio SAlfrd Bauer per il suo Ixcanul, circondato dalle due interreti del film, in costumi Maya

Il regista guatemalteco Jayro Bustamante con il premio Alfred Bauer per il suo ‘Ixcanul’. Accanto le due interpreti del film, in costumi Maya

5) Sopravvalutata: la polacca Malgorzata Szumowska. Regista interessante ma discontinua, capace nello stesso film di azzeccare una grande scena e subito dopo di inabissarsi nel kitsch. Il film che aveva portato qui due anni fa era meglio di quello di quest’anno. La Berlinale la ama molto (nella ultime quattro edizioni è stata tre volte in concorso) e ancora devo capire il perché.
6) Sottovalutati: il rumeno Aferim! e il russo Under Electric Clouds. Meritavano di più dei premi abbastanza consolatori che hanno avuto (il povero Radu Jude ex aequo con la Szumowska, ma si può?).
7) Trionfa Charlotte Rampling. Non si poteva non premiarla per la migliore interpretazione femminile, e così è stato. Dandole l’Orso d’argento come migliore attrice han dovuto però fare altrettanto con il suo partner in 45 Years Tom Courtenay, ignorarlo sarebbe stato inelegante. Per carità, Courtenay, nome glorioso del cinema britannico, qui fa benissimo il lavoro suo, ma non è straordinario come Charlotte: il film è lei. Come migliore attore sarebbe stato meglio lo sconosciuto finlandese del film di Greenaway.
8) Niente all’italiano Vergine giurata, che pure era molto piaciuto. L’unica chance sarebbe stato il premio opera prima: non è andata. Ma insomma, Vergine giurata non è quella gran cosa, suvvia. Non è che si possa recriminare più di tanto.
9) Momenti cultistici: il pianto della nipotina di Panahi mandata a ritirare l’Orso d’oro e le due attrici di Ixcanul, apparse sul palco insieme al regista vestite come Rigoberta Manchu al Nobel, con tanto di ringraziamenti della più giovane in lingua Kaqchikel Maya. Parterre del Palast deliziato.

Tenendo conto di quanto detto, il voto alla giuria è 5.

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2 risposte a Berlinale 2015: diamo il voto alla giuria dopo i premi (sì, bene Panahi, ma Larrain era meglio)

  1. heuresabbatique scrive:

    Non so come tu abbia seguito la serata di premiazione, io in streaming dal sito della berlinale (purtroppo ho dovuto chiudere appena uffiicializzato da Aronofsky il Golden Bear della 65* edizione, quindi non mi sono potuto vedere momento-nipotina-Panahi) e devo dire che la regia (seppur da grande cerimonia! Come era ovvio) era veramente curata. Bellissime le inquadrature sugli orsi giochiate con la profondità di campo e il fuorifuoco. Mi ha sorpreso!
    PS quella dell’ anno precedente non la ricordavo così…

  2. luigilocatelli scrive:

    Io l’ho seguita su grande schermo nella multisala Cinemaxx

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