Film stasera in tv: UBRIACO D’AMORE di Paul Thomas Anderson (giov. 16 apr., tv in chiaro)

Ubriaco d’amore (Punch-Drunk Love), La Effe, ore 21,00.

Dopo The Master non ci possono essere più dubbi sul fatto che Paul Thomas Anderson sia uno dei più grandi autori di cinema della sua generazione, e non solo. A 44 anni ha già alle spalle film formidabili, oltre a The Master anche Magnolia e Il petroliere, per dire. Oggi la tv fornisce l’occasione di recuperare il suo film – dell’anno 2002 – che meno ha convinto la critica istituzionale, ma anche il suo più estremo, libero, personale, radicale, sperimentale, dunque destinato a convincere pochi e spiacere a molti, e difatti. Punch-Drunk Love, questo il bel titolo originale che nella versione italiana si è di molto banalizzato, è rapidamente diventato con il word-of-mouth, insmma con il passaparola, un culto, un oggetto di devozione da parte di una bella schiera di appassionati disseminata ovunque. Quasi impossibile da descrivere, perché si tratta di una storia d’amore abbastanza pazza e stravolta, che Pitì (ormai dopo Venezia così affettuosamente chiamato dai fan e soprattutto dalle fan) Anderson racconta con cambi improvvisi di ritmo, inserti apparentemente incongrui, digressioni e divagazioni, a comporre una partitura di immagini e parole che qualcuno non sbagliando ha definito jazz. C’è anche un qualcosa della commedia grossier-goliardica, anche per via della presenza come protagonista di Adam Sandler, comico ultrapop, però innestata sulla tradizione della screwball comedy e dei film sciroccati alla Richard Lester, senza dimenticare la romantic comedy. Barry, il protagonista, è un ragazzone oppresso da sette-sorelle-sette che si compra budini su budini per poter accumulare miglia aeree attraverso i buoni omaggio. Casualmente conoscerà una ragazza di cui si innamora. Ma ci saranno complicazioni, con le sorelle e con dei brutti ceffi prepotenti. Poi una coda che assomiglia all’happy end, o forse no. Lei è la Emily Watson di Le onde del destino di Lars Von Trier. Imperdibile, anzi (se mi consentite) obbligatorio.

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