AMLETO con Benedict Cumberbatch al cinema mart. 19 e merc. 20 aprile. La recensione

16-benedict-cumberbatch-hamlet-in-hamlet-at-the-barbican-theatre-photo-credit-johan-perssonAmleto di William Shakespeare. Una produzione del National Theatre di Londra. Regia di Lindsay Turner, scenografie di Es Devlin, costumi di Katrina Turner. Con Benedict Cumberbatch (Amleto), Siân Brooke (Ofelia), Anastasia Hille (Gertrude), Ciaran Hinds (Claudio), Kodba Holbrook-Smith(Laerte), Jim Norton (Polonio). V.O. con sottotitoli in italiano.

Solo il 19 e 20 al cinema distribuito da Nexo Digital. Prevendite da lunedì 18 aprile. Lista delle sale sul sito Nexo Digital e in fondo a questa recensione.

1d00d660-bcfd-4f22-ac86-7e2a5dd86589-2060x1665La reggia di Elsinore trasformata in magione ottocentesca, tra Buddenbrook e Ludwig di Baviera. Costumi che sono perlopiù pompose divise militari. E un Amleto che la sua pazzia la vive vestito come un soldatino uscito dalla scatola dei giochi. Arriva al cinema la produzione del National Theatre che ha fatto il pieno di spettatori a Londra. Un colossal dove a giganteggiare, letteralmente, è Benedict Cumberbatch.ce3c8e1a-ba1c-456e-9ccb-eb533691b971-2060x1374

Per quanto siano scarne le informazionio sulla vita di William Shakespeare, e per quanto sia incerta la sua stessa identità, se ne fa risalire la nascita al 23 aprile 1564 e la morte sempre a un 23 aprile (però, andarsene nel giorno del proprio compleanno), quello del 1616. Sicché tra pochi giorni è doppio anniversario, e per quanto riguarda la scomparsa son 400 anni tondi. Anche per questo non bisogna proprio perdersi la due giorni al cinema di questa edizione dell‘Amleto, di sicuro l’opera sua più conosciuta e rappresentata, quella che nella percezione globale si è installata come il suo manifesto. Una produzione dello spettabile National Theatre di Londra, un’istituzione, che ha tutti i segni dell’evento, anzi progettata affinché diventasse appuntamento imprescindibile di cui molto parlare. Succede spesso che l’hype intorno a uno spettacolo poi, al momento della verifica, si sgonfi, che tanta isterica attesa produca a conti fatti solo delusione, che i risultati non corrispondano alle attese. Non è questo il caso. Promozionato molto abilmente, giocando soprattutto sulla presenza nel ruolo del titolo di un star del cinema come Benedict Cumberbatch (inutile citare i suoi film, moltissimi negli ultimi anni: dico solo The Imitation Game per cui ha avuto la nomination all’Oscar), ha fatto il pieno di pubblico nelle sue recite al londinese Barbican lo scorso autunno. Anche ripreso live e ritrasmesso via satellite nei cinema di 25 paesi attirando la bellezza di 225mila spettatori. Adesso arriva il nostro turno, anche se in differita. Avendolo visto in anteprima stampa, butto lì qualche considerazione, senza togliere comunque a nessuno il gusto della sorpresa e della scoperta. Amleto come? Quale Amleto? Se ne son visti di ogni a teatro e al cinema, fedeli filologicamente al testo originale fino all’ultima virgola (quello di 25 anni fa di Patrice Chéreau per esempio), o al contrario con tagli massicci, o interpolazioni. Con ambienti e costumi in sintonia con l’epoca storica descritta da Shakespeare o, al contrario, di massima infedeltà, in libere e anche arbitrarie reinterpretazioni, revisioni e trasposizioni in altri mondi e altre ere. Tanto William Shakespeare ha le spalle talmente larghe da resistere a tutto finendo sempre con lo stravincere, beffandosi anche delle regie più lambiccate e programmaticamente prevaricanti e fuorvianti (lo stesso succede all’opera con Giuseppe Verdi, che lo potete maltrattare come volete, tanto poi è sempre la sua musica a uscirne trionfante). Questo Hamlet del National Theatre (che peraltro neanche una vita fa, nel 2010, ne aveva prodotto uno tutto contemporaneizzato e molto casual-giovanile e senza il minimo glamour divistico con Rory Kinnear), è un vero colossal riempiteatro in cui, direbbero le zie, non s’è badato a spese, e che si situa nell’ormai lunga sequenza di Shakespeare riambientati e traposti in altri tempi storici. Come succede da decenni e decenni all’opera, dai tempi del Ring wagneriano genialmente reinventato da Patrice Chéreau a Bayreuth, e come s’è già visto al cinema nell’Amleto di Kenneth Branagh, siamo anche stavolta in un diciannovesimo secolo abbastanza vago, almeno nell’impianto generale, nelle scenografie e in gran parte dei costumi, mentre poi si aggiungono qua e là elementi visuali – nei decori, nei vestiti – che coprono tutta la prima metà del Novecento arrivando a lambire la nostra contemporaneità (e non si capisce se la presenza di un megafono con vinile e di una macchina fotografica pre-digitale appartengano al gusto hipster-vintage di oggi o agli anni Cinquanta del secolo scorso: ma vanno bene l’una e l’altra cosa). La reggia di Elsinore non è quel fosco castello battuto dal vento e percorso sui suoi spalti dallo spettro del re ucciso, ma una tetra magione signorile, con tanto di balaustra-ballatoio sovrastante, tra i Buddenbrook in disfacimento di Lubecca e certe corti periferiche, come quella bavarese del solito Ludwig, o il palazzetto della cugina Sissi prima del matrimonio a Vienna. Meravigliosa scenografia, va detto, strapiena di dettagli precisissimi, con lampadari più minacciosi e incombenti che illuminanti e ritratti degli avi alla Winterhalter. Parecchio allestimento Fuori Salone e set shabby chic di uno shooting da glossy magazine. Di gran lunga la cosa migliore – insieme a Cumberbatch – dello spettacolo. Opera di Es Devlin, star britannica delle scenografie adesso al lavoro per la cerimonia di apertura delle prossime Olimpiadi brasileire e svariante nel recente passato tra allestimenti teatrali e operistici (anche alla Scala), compreso un Mahagonny londinese tutto container colorati, e set per i tour di Adèle e U2. Senza dimenticare la moda (ha curato pochi mesi fa a Parigi il fashion show Louis Vuitton). È lei a dare l’impronta, non solo visiva, a questo Amleto. Quanto alla regia, sempre di una signora, Lindsay Turner (questo è un allestimento tutto al femminile: di una regista, di una scenografa, di una costumista), è più brillante e spettacolare che rispondente a un vero, ponderato progetto. Se l’obiettivo era quello di riempire il grande spazio scenico, di coinvolgere e ipnotizzre il pubblico in sala come quello disseminato nei cinema di tutto il mondo, di approntare uno show che sberluccicasse e riempisse gli occhi e mandasse a casa soddisfatti, di affermare sontuosamente il primato britannico su ogni rappresentazione shakespeariana, la missione può dirsi compiuta. Non ci si annoia mai, e l’idea di fare di Amleto uno show contemporaneo in grado di competere con ogni altro, dal concerto rock alle coreografie da stadio, si realizza assai bene. E però, questa grandeur, questo gigantismo li si paga con scarso approfondimento del testo e con una messinscena sì puntigliosa e fedele (i tagli al testo sono meno del solito: difatti lo spettacolo dura 3 ore più 20 minuti di intervallo), ma che resta sempre all’esteriorità dei personaggio e degli snodi drammatici. Un Amleto tutto di superficie, da vedere e ascoltare anche con ooh di meraviglia, ma senza gran spessore e profondità. Senza rovelli per nessuno, né per i personaggi né per gli spettatori. Dove le trovate riempi-occhi si susseguono vorticosamente e centrano il bersaglio, ma restano abbastanze irrelate e ognuna come fine a se stessa. Per dire: l’ossessione delle divise (ottocentesche), pompose e colorate, a indicare forse la smania di potere di una corte più da operetta che da tragedia. Con il pazzo Amleto che la sua insanità la incarna vestito da soldatino, con un casucccia alle spalle da scatola dei giochi infantili, e battendo meccanicamente il tamburino. Ogni autentico brivido viene meno, in questa follia childish, che più che regressione all’infanzia è l’arresto a una fase infantile mai superata dal pallido prence. Il che è un’interpretazione, ma mica tanto sottile, del suo disagio. Sono pomposi Claudio, l’usurpatore, e Polonio. Sicché per qualche emozione bisogna aspettare la povera Ofelia, maniaca delle foto di famiglia, che accumula in una scatola segreta, come una malata di selfie e Instagram però dell’era predigitale. Ma c’è Benedict Cumberbatch che, anche per via della sua statura, domina la scena. Che riesce nella non facile impresa, e al di là dei limiti della regia, di fare del suo Amleto un personaggio introflesso e complesso, e insieme il muscolare e declamatorio centro di questo spettacolo così grandioso e idealmente da arena. Figurativamente notevole la Gertrude di Anastasia Hille, abbigliata come la più eccentrica e regale Vivienne Westwood. Costumi anche vagamente punk, con Amleto indossante una T-shirt con David Bowie e una casacca con sulla schiena la scritta King. Cosa divertente, e non fastidiosa, però trattasi di trovatine, suvvia. Difficile trovare un’idea di regia, a parte la frana di pietre e terra che dopo l’intervallo invade il palazzo, a suggerire il progressivo disfacimento e crollo. Da vedere, certo. Però non me la sentirei di dire che questo è tra i migliori Amleto della mia vita. Se dovessi citarne uno, e uno solo, allora direi: il film Gamlet del russo Grigori Kosintsev, in un austero bianco e nero, anno 1964. Su traduzione russa di Boris Pasternak e con un pallidissimo, cereo Innokenti Smoktunovski e musiche di Shostakovic. Tutto girato in un darkissimo castello affacciato su un plumbeo Baltico. Potente e barbarico. Con quel senso del sangue e del potere che mangia l’anima che in questo assai civilizzato Hamlet del National Theatre non c’è.

Elenco delle sale

Abruzzo Montesilvano The Space
Basilicata
Matera Red Carpet
Basilicata Potenza Don Bosco
Calabria Catanzaro The Space
Calabria Lamezia Terme The Space
Campania Casoria Uci
Campania Marcianise UCI Cinepolis
Campania Napoli Acacia
Campania Napoli Modernissimo
Campania Napoli The Space
Campania Nola The Space
Campania Salerno The Space
Emilia Romagna Bologna Lumiere
Emilia Romagna Bologna Odeon
Emilia Romagna Bologna The Space
Emilia Romagna Carpi Space city
Emilia Romagna Casalecchio di Reno Uci
Emilia Romagna Cattolica Snaporaz
Emilia Romagna Cesena Eliseo
Emilia Romagna Faenza Cinedream
Emilia Romagna Ferrara Apollo
Emilia Romagna Ferrara Uci
Emilia Romagna Forlì Astoria
Emilia Romagna Imola Sala Teatro dell\’Osservanza
Emilia Romagna Modena Victoria
Emilia Romagna Parma The Space
Emilia Romagna Parma The Space Cinecity
Emilia Romagna Piacenza Uci
Emilia Romagna Ravenna Mariani
Emilia Romagna Reggio Emilia Uci
Emilia Romagna Riccione Cinepalace
Emilia Romagna Rimini Giometti le Befane
Emilia Romagna Rimini Tiberio
Emilia Romagna Rimini Savignano Uci Romagna
Friuli Venezia Giulia Codroipo Lumiere
Friuli Venezia Giulia Fiume Veneto Uci
Friuli Venezia Giulia Gorizia Kinemax
Friuli Venezia Giulia Monfalcone Kinemax
Friuli Venezia Giulia Pradamano The Space Cinecity
Friuli Venezia Giulia Trieste Ariston
Friuli Venezia Giulia Trieste The Space Cinecity
Friuli Venezia Giulia Udine Visionario
Friuli Venezia Giulia Villesse Uci
Lazio Anzio Astoria
Lazio Fiano Romano Cineferonia
Lazio Fiumicino Uci Parco Leonardo
Lazio Guidonia The Space
Lazio Latina Oxer
Lazio Roma Barberini
Lazio Roma Farnese Persol
Lazio Roma Giulio Cesare
Lazio Roma Jolly
Lazio Roma Lux
Lazio Roma Odeon
Lazio Roma The Space Moderno
Lazio Roma The Space Parco de\’Medici
Lazio Roma Tibur
Lazio Roma Uci Marconi
Lazio Roma Uci Porta di Roma
Lazio Roma Uci Roma Est – Lunghezza
Lazio Terracina Rio
Liguria Chiavari Teatro Cantero
Liguria Genova Corallo
Liguria Genova The Space
Liguria Genova Uci Fiumara
Liguria La Spezia Nuovo
Lombardia Arcore Nuovo
Lombardia Assago Uci
Lombardia Bergamo San Marco
Lombardia Brescia Wiz
Lombardia Cerro Maggiore The Space
Lombardia Curno Uci
Lombardia Gavirate Garden
Lombardia Gorgonzola Argentia
Lombardia Lissone Uci
Lombardia Lonato King
Lombardia Mantova Ariston
Lombardia Milano Anteo
Lombardia Milano Apollo
Lombardia Milano Arcobaleno Filmcenter
Lombardia Milano Ariosto
Lombardia Milano Ducale
Lombardia Milano Rosetum
Lombardia Milano The Space Odeon
Lombardia Milano Uci Bicocca
Lombardia Milano Uci Certosa
Lombardia Milano Uci Gloria
Lombardia Montano Lucino Uci
Lombardia Montebello della Battaglia The Space
Lombardia Monza Capitol
Lombardia Paderno Dugnano Area Metropolis
Lombardia Paderno Dugnano Le Giraffe
Lombardia Pioltello Uci
Lombardia Rozzano The Space
Lombardia Saronno Silvio Pellico
Lombardia Seregno S.Rocco
Lombardia Sesto S. Giovanni Rondinella
Lombardia Sesto San Giovanni Skyline
Lombardia Temù Alpi
Lombardia Treviglio Ariston
Lombardia Varese Impero
Lombardia Vimercate The Space
Marche Ancona Galleria
Marche Ancona Uci
Marche Ascoli Piceno Delle Stelle
Marche Campiglione di Fermo Super8
Marche Falconara Marittima Excelsior
Marche Fano Uci
Marche Jesi Uci
Marche Macerata Multiplex 2000
Marche Pesaro Uci
Marche Porto S.Elpidio Uci
Marche San Benedetto del Tronto Palariviera
Marche Senigallia Uci
Piemonte Alessandria Uci
Piemonte Beinasco The Space
Piemonte Brà Vittoria
Piemonte Moncalieri Uci
Piemonte Torino Eliseo
Piemonte Torino Romano
Piemonte Torino The Space
Piemonte Torino Uci Lingotto
Puglia Bari Galleria
Puglia Casamassima The Space
Puglia Molfetta Uci
Puglia Polignano a Mare Vignola
Puglia Santeramo in colle Pixel Multicinema
Puglia Surbo The Space
Puglia Taranto Bellarmino
San Marino Borgo Maggiore Concordia
Sardegna Cagliari Uci
Sardegna Quartucciu The Space
Sardegna Sestu The Space Cinecity
Sicilia Alcamo Esperia
Sicilia Bagheria Supercinema
Sicilia Belpasso The Space
Sicilia Catania King
Sicilia Messina Iris
Sicilia Messina Uci
Sicilia Misterbianco Uci
Sicilia Palermo Uci
Toscana Arezzo Eden
Toscana Arezzo Uci
Toscana Campi Bisenzio Uci
Toscana Firenze Portico
Toscana Firenze The Space
Toscana Firenze Uci
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Toscana Livorno La Gran Guardia
Toscana Livorno The Space
Toscana Lucca Centrale
Toscana Pisa Odeon
Toscana Pistoia Globo
Toscana Poggibonsi Garibaldi
Toscana Prato Multiplex Omnia Center
Toscana Sesto Fiorentino Grotta
Toscana Sinalunga Uci
Toscana Viareggio Odeon
Toscana Viareggio Politeama
Toscana Volterra Centrale
Trentino Alto Adige Bolzano Uci
Trentino Alto Adige Trento Modena
Umbria Corciano The Space
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Umbria Perugia Zenith
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Veneto Bassano del Grappa Metropolis
Veneto Conegliano Melies
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Veneto Lugagnano di Sona The Space
Veneto Marcon Uci
Veneto Mestre IMG Candiani
Veneto Mestre Marghera Uci
Veneto Padova Lux
Veneto Padova Pio X
Veneto Padova Rex
Veneto San Giovanni Lupatoto Uci
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Veneto Torri di Quartesolo The Space
Veneto Treviso Corso
Veneto Venezia Rossini

Veneto Vicenza Araceli

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