il film imperdibile stasera in tv: GREEN ZONE di Paul Greengrass (lun. 9 maggio 2016, tv in chiaro)

Green Zone, Iris, ore 21,00. Schermata 2016-05-09 alle 19.48.13
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Un altro Iraq-movie (questo è del 2010) e un altro insuccesso di pubblico. L’unico film sulla guerra di Baghdad e dintorni che sia andato abbastanza bene è The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, e anche quello, nonostante gli Oscar guadagnati, non ha certo fatto esplodere il box office. Il pubblico non ne vuole sapere, forse quella guerra remota, in un paese estraneo, è troppo impopolare o forse, al contrario, l’anti-interventismo e perfino l’autodenigrazione e l’autiflagellazione di i certi film americani sull’Iraq hanno alla fine irritato. Fatto sta che non hanno sfondato con questo Green Zone (il riferimento è alla zona protetta di Baghdad dove ci sono le istituzioni e i vari headquarters) nemmeno il regista Paul Greengrass e un divo come Matt Damon. Eppure dal loro collaudato sodalizio erano già nati successi come il secondo e il terzo Bourne. Damon è un probo ufficiale – ennesima reincarnmazione dl buon americano – che nella Baghdad del 2003 è incaricato di indagare sulle più che mai misteriose armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Si renderà conto però strada facendo che c’è dell’altro in ballo, che varie forze stanno giocando sulla sua testa e sulla sua pelle una sporca partita. Benissimo girato, avvincente (Greengrass è regista tra i milgiori su piazza per spy e action con un pensiero dentro), ma anche inafferrabile. Con un eccesso di autocritica che finisce con lo spiazzare e disorientare lo spettatore facendogli perdere i riferimenti bene-male.

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2 risposte a il film imperdibile stasera in tv: GREEN ZONE di Paul Greengrass (lun. 9 maggio 2016, tv in chiaro)

  1. Paolo Portone scrive:

    Autoflagellazione, denigrazione? Ma di quali presunti film antipatriottici va farneticando l’autore della recensione?Purtroppo c’è da segnalare il fenomeno opposto,cioè la sistematica opera di mistificazione di quanto accaduto nelle due guerre del Golfo da parte dell’industria dell’intrattenimento americana sempre più influenzata,rispetto agli anni ’50 e ’60 del Novecento dal complesso militare industriale statunitense.A parte qualche eccezione nella Valle di Elah e soprattutto Redacted,vincitore a Venezia ma praticamente mai circolato nelle sale italiane,il silenzio più assordante su il vero tema dominante del nuovo millennio.E questo film,mediocre tentativo di far vedere l’altra faccia della medaglia della invasione americana del 2003,è solo una piccola patetica foglia di fico.

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