Festival di Venezia, cronache del giorno prima: il cubo, Tutti a casa, i rossi e i blu

Il cubo rosso dove si proietteranno i film di Cinema nel giardino

Il cubo rosso dove si proietteranno i film di Cinema nel giardino

Sala stampa ancora semideserta

Sala stampa ancora semideserta

Eccomi in Venezia, anzi al Lido, che sta a Venezia come Ostia o Fregene (con tutto il rispetto si intende) a Roma. Cioè non proprio la stessissima cosa. Clima soffocante, umidità micidiale e malsana tra Thomas Mann e Luchino Visconti. Solito mezzo deserto e modesta folla del giorno prima. Espletato il rito del ritiro accredito, senza il quale si sa semplicemente non si esiste, non si è, son salito in sala stampa al terzo piano del vecchio casinò (rampe di scale adeguate alla grandeur del palazzo), meraviglia razionalista-ma-non-troppo entre deux guerres (così evito di dire ‘del ventennio’) nei colori dell’oro e del rosso pompeiano. Marmi ovunque. Magari il wi-fi da domani, con la piena dei giornalisti e soprattutto dei fotografi, funzionerà malissimo, ma oggi fila via come una lippa e dunque godiamocelo fin che si può. Non ce n’è, la più bella sala stampa di tutti i festival, e anche l’attigua press conference room stritola tutte le altre, da Cannes a Berlino. Vestigia delle origini del primo festival del cinema, la matrice da cui tutti gli altri si son clonati e riprodotti. Siamo in pochi oggi, e però la prevalenza è già cinese, e mi chiedo perché, visto che quest’anno la presenza dei film di Pechino e Hong Kong è scarsissima, quasi zero, anzi è tutto il cinema asiatico a latitare. Come se ai piani alti si volesse, certo inconsciamente, marcare una cesura rispetto all’era Müller, gran promotore in Occidente e qui a Venezia del cinema d’Oriente. Eppure un motivo ci dev’essere, i cinesi non si muovono mai senza uno scopo, il perché sono qui, e in tanti, lo scopriremo strada facendo. I due popoli degli accrediti stampa, quelli con badge rosso con precedenza di ingresso in quanto quotidianisti e quelli col blu, di seconda fascia, in quanto ‘periodical’, cominciano a schierarsi per l’assalto alla prima proiezione stampa. Che sarà ahinoi domattina alle ore 8,30 in quell’antro però assai capiente e comodo che è la Sala Darsena. Tutti a vedere il film che inaugura la Mostra, e il concorso, il musical La La Land del giovanissimo Damien Chazelle, sì e no trent’anni, esploso di colpo un tre anni fa con Whiplash e adesso atteso al varco dell’opera seconda. Ma perché così presto madonnasanta? A Venezia si è sempre cominciato alle 9, e invece quest’anno, almeno per questa proiezione e per qualcun’altra dei prossimi giorni, ci si allinea all’orario sadico di Cannes. Le 8,30, quando si è ancora in stato di dormiveglia. Domani sera red carpet con Emma Stone, protagonista di La La Land, mancherà invece il suo compagno di set Ryan Gosling. Apertura ufficiale con Sonia Bergamasco madrina, e poi zero party, per rispetto alle vittime del terremoto. Ma domani i press screening saranno una quantità, e al solito si dovrà scegliere. Alle 19,30 in Sala Darsena anche un altro americano del concorso, The Light Between the Oceans con, teniamoci forte, Alicia Vikander e il fidanzato Michael Fassbender. Nella geografia festivaliera c’è una novità, il grande parallelepipedo rosso alzato in quella terra di nessuno tra casinò, parchetto attiguo e lungomare e battezzato Cinema nel gardino. Rassegna che l’anno scorso era confinata in un angolo all’aperto con qualche fila di sedie messe lì per un pubblico non proprio da stadio, e che adesso aumenta di visibilità e forse di importanza. Con una programmazione tra cinema da festival e mainstream, da L’estate addosso di Muccino a Franca: Chaos and Creation, film sulla signora Vogue Franca Sozzani girato dal figlio Francesco Carrozzini, e però anche con il nuovo sforzo direttoriale di James Franco con un film tratto da Steinbeck. Stasera prefestival in Sala Darsena con la copia restaurata di Tutti a casa, in onore del centenario di quel gran signore del cinema che fu Luigi Comencini. Sarà interessante rivedere qui e adesso uno dei film-pilastro del cinema resistenziale primi anni Sessanta. E godiamoci gli ultimi momenti di tregua, che domani si balla.

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3 risposte a Festival di Venezia, cronache del giorno prima: il cubo, Tutti a casa, i rossi e i blu

  1. lorenamelis scrive:

    e godiamoci gli istanti di tregua

  2. heuresabbatique scrive:

    Da domani anche io al Lido, per qualche giorno (fino al 5, compreso) di festival!
    Magari riusciamo ad intravederci quest’ anno…
    Il cubo della Sala Giardino, nel complesso del Casino e delle altre sale, dove è situato?

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