Film stasera in tv: CASINO ROYALE (giov. 20 ottobre 2016, tv in chiaro)

Casino Royale, un film di Martin Campbell. Rai 3, ore 21,15.
Attenzione: il film era stato programmato, sempre su Rai 3, lo scorso giovedì 13 ottobre, è poi saltato per far posto a una celebrazione di Dario Fo. Viene trasmessa stasera, stessa ora, stesso canale.18840452
188072201867807318678072Sarò blasfemo: Casino Royale, più i successivi Skyfall e Spectre di Sam Mendes, sono i migliori 007-movie di sempre insieme a Dalla Russia con amore. Sarò ancora più blasfemo: Daniel Craig è molto più credibile e in parte di Sean Connery (per non parlare degli altri Bond, alcuni dei quali disgraziatissimi) e la Eva Green di Casino Royale è, semplicemente, la Bond Girl assoluta. Il vecchio 007 non l’ho mai sopportato, con quel dandysmo volgare fatto di Aston Martin e Dom Perignon, con quelle assurde macchinerie tecnologiche infantiloidi (auto che volano, armi che sembrano giocattoli e giocattoli che diventano armi), con quell’humor vetero-british da Noël Coward irrancidito. Va riconosciuto che Barbara Broccoli, l’erede del fondatore della saga e attuale titolare dei diritti, ha avuto un coraggio inaudito nel buttare tutto e rifondare la serie. Casino Royale è un reboot (ricominciamento, ripartenza), non un sequel o un remake. Un’operazione da manuale, una case history da studiare nelle scuole di cinema e di management. Via il ciarpame del vecchio 007, avanti con l’azione, la muscolarità, il ritmo vertiginoso, il mistero, la doppiezza, l’intrigo, gli sconfinamenti tra bene e male, l’umanizzazione dell’eroe. Che non fa più battute sceme ma agisce e cerca di salvare la pelle, come si addice alla crudele contemporaneità. Certo questo Bond 2.0 molto deve alla saga di Bourne, da cui riprende il senso oscuro di minaccia che incombe, l’opacità di chi sta in alto e tesse trame incomprensibili, la rete degli inganni che avvolge tutto e tutti. Di Bourne è anche il dilatarsi dell’azione a ogni angolo del mondo, in una frenesia globalizzata che passa (in Casino Royale) da Miami alla Toscana ai Balcani. La parte finale, con il treno che corre verso la bisca in Montenegro e poi la sfida a poker, è semplicemente magnifica, e più che a Ian Fleming deve all’Eric Ambler di La maschera di Dimitrios. Indimenticabile il villain di Mads Mikkelsen, l’attore Valhalla Rising di Refn e Il sospetto di Thomas Vinterberg, che sa conferire al suo gangster-giocatore una brutalità temperata dalla disillusione. Ma la scena che si impianta nella mente e non se ne va più via è quella di Daniel Craig che emerge in costume dalle acque, fissandosi come Bond definitivo, in un perfetto rovesciamento di genere dell’analoga leggendaria scena di Ursula Andress in Licenza di uccidere, il che dà la misura di cosa sia cambiato da allora. Cioè tutto.

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