Film stasera in tv: il sottovalutato EDGE OF TOMORROW con Tom Cruise (lun. 31 ott. 2016, tv in chiaro)

Edge of Tomorrow – Senza domani, Italia 1, ore 21,10. Lunedì 31 ottobre 2016.112146_galEdge of Tomorrow – Senza domani, un film di Doug Liman. Con Tom Cruise, Emily Blunt, Bill Paxton, Brendan Gleeson. Sceneggiatura di Christopher McQuarrie e Jez & John-Henry Butterworth, basata sul romanzo All You Need is Kill di Hitoshi Sakurazaka.
112147_gal116389_galParte come l’ennesimo action fantascientifico, mostri alieni hanno invaso l’Europa e bisogna salvare quel che resta del mondo. Poi però Edge of Tomorrow immette nel genere altri elementi non così soliti. Come se Ricomincio da capo – quel vecchio film in cui Bill Murray era costretto a rivivere sempre la stessa giornata – si incrociasse con Starship Troopers e Salvate il soldato Ryan. Il risultato è molto buono. Ma la domanda è: non sarà troppo complesso per un pubblico come quello di oggi che non vuole pensieri? Voto 7 e mezzo
116390_galTi aspetti il solito colosso made in Usa messo su con ampio, anzi smodato, ricorso a effetti e effettacci speciali e CGI per raccattare più soldi possibili al box office mondiale, con una storia ultrapiatta e l’ennesimo super-hero, invece no. O meglio, Edge of Tomorrow è anche un prodotto superdimensionato e programmato per ingoiare soldi, ma immette nei modi e nel quadro dell’action/sci-fi fracassone una trovata narrativa spiazzante, non nuova ma che non ti aspetti in simili contesti, ed è la ripetizione coatta (e misteriosa) della stessa giornata, degli stessi gesti, delle stesse azioni per lo sbigottito – e noi con lui – protagonista. Ricomincio da capo (in originale Groundhog Day), ricordate? Ecco, il modello è quel vecchio (1993) e, più passa il tempo, seminale e fondativo film di Harold Ramis in cui Bill Murray era obbligato a ogni risveglio a ripecorrerere le stesse 24 ore. Edge of Tomorrow è Ricomincio da capo che incontra e si ibrida con film assai lontani da quello nella mappa dei generi, film come Starship Troopers di Paul Verhoeven, Salvate il soldato Ryan di Spielberg e Independence Day di Emmerich. In una vertigine citazionista che sarà assai gradita ai cinefili (e dunque che vadano a vederlo, che non lo snobbino).Siamo in un domani possibile ma non auspicabile, in un’Europa in cui sta dilagando un nemico alieno, creature mostruose dette mimic che dove passano fan tabula rasa. Entità repellenti ma super intelligenti, dotate di capacità altamente sviluppate di previsione e predizione, e di manipolazione-simulazione della realtà. La macchia rossa che indica, sulle mappe del preooccupato comando di difesa del mondo vicile installatosi a Londra, i territori occupati dai mimic coincide, guarda un po’, con la massima espansione nazista nei primi anni della WWII, e ormai i mostruosi alieni son lì per invadere Londra e l’Inghilterra tutta, esattamente come quando sulla città piovevano le bombe tedesche e si aspettava da un giorno all’altro l’orda croceuncinata. Rivelando chiarissimamente come questo film intenda riproporsi come puntuale rivisitazione citazionista, e con qualche intento di metafora, di quel conflitto, dei suoi momenti capitali e decisivi, delle sue battaglie famose, e anche del cinema bellico che con il passare del tempo vi si è solidificato sopra e intorno. Il che aggiunge ulteriori strati e profondità a un film già parecchio complesso di suo, e ne fa quasi un’opera autoriale. A Londra il maggiore Cage (Tom Cruise), uno che il combattimento non sa cosa sia essendosi sempre e solo occupato di propaganda (è un uomo-marketing), viene arruolato a forza da un generalissimo che ce l’ha con lui e destinato a una missione impossibile, lo sbarco sulle coste francesi dell’indomani che ha l’obiettivo di fermare i mimic prima che oltrepassino la Manica. Ricorda qualcoda? Sì, esatto, il D-Day e il tutto cinema che l’ha rievocato, da Il giorno più lungo fino a Salvate il soldato Ryan. La sequenza – ottimanente girata da Doug Liman, il regista del primo Bourne e pure di quel fatale Mr. e Mrs. Smith che segnò l’incontro sul set di Brad Pitt e Angelina Jolie – dello sbarco di Cage e dei suoi compagni, con il massacro sulla battigia, con i corpi che cadono nell’acqua, è organizzata come un ricalco del celebre incipit spielberghiano. Il nostro (ex) maggiore Cage mandato malgré lui in prima linea, nonostante la corazza super tecnologica di cui è dotato (visivamente siamo dalle parti di Robocop: ancora Verhoeven!), finisce con il soccombere durante uno scontro con un mimic blu eletttrico. Muore. E ti chiedi come sia possibile, trattandosi del personaggio di Cruise. Difatti rivediamo Cage ridestarsi, riprendere quel giorno fatale da capo, nella base inglese da dove parte la missione e riutrovarsi sulla spiaggia dello sbarco. Per un qualche imperscrutabile motivo, che solo più tardi ci verrà spiegato, ogni volta che Cage muore torna indietro nel tempo di un giorno, può riprendere la sua vita avendo però già vissuto l’immediato futuro e sapendo quello che lo aspetta. Ora, detta così sembra una trovata lambiccata, vi assicuro che gli sceneggiatori (e l’editor, in questo caso) son così bravi da renderci intellegibile la cosa e farcela digerire, e ad appassionarci. Idea che funziona molto bene e sta alla base dell’intera costruzione narrativa successiva. Dove Cage ingaggia la sua battaglia contro i mimic insieme a una super soldatessa delle forze speciali, Rita Vrataski (Emily Blunt), che lo ha aiutato intanto a diventare una perfetta macchina da guerra. Certo, dopo la prima e più sorprendente parte, Edge of Tomorrow diventa più prevedibile, riuescendo però a evitare il banale e aggiungendo ove possibile altri twist e giravolte a tener desta la nostra attenzione. Operazione che riesce perfettamente, film fruibile sia al suo livello immediato come classico action-sci fi, sia più in profondità per quelle due tracce che ne fanno qualcosa di sghembo, anomalo e così interessante, la ripetizione coatta della vita del protagonista e il preciso ricalco della campagne alleate in Europa nella WWII (e questo filmè il miglior omaggio degli ultimi anni al cinema hollywodiano sulla secona guerra mondiale dopo Inglorious Basterds di Quentin Tarantino). Onore a Tom Cruise che da un po’ esplora strade non così facili, vedi anche l’ottimo e mal compreso e malamato Oblivion.

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