Recensione: PROPRIO LUI?, un film con James Franco e Bryan Cranston. Ridere con il classico duello suocero-genero (aggiornato alla new economy)

WHY HIMProprio lui?, un film di John Hamburg, Con James Franco, Bryan Cranston, Zoey Deutch, Adam DeVine.
229198La commedia americana sporca e cattiva incontra il genere ‘suocero versus genero’, un classico di Hollywood, da Il padre della sposa a Ti presento i miei. Greve, certo, ma la satira della way of life dei nuovi bilionari californiani del digitale è sanamente devastante e distruttrice. Duello tra James Franco e Bryan Breaking Bad Cranston: vince il secondo. Film che una visione se la merita, nonostante la cattiva accoglienza da parte dei recensori (americani e italiani). Voto tra il 6 e il 7
597694Uno dei film più maltrattati dai critici negli ultimi mesi, nella patria America come nelle marche di provincia italiana dell’impero già obamiano ora trumpista. Raramente sul collettore di reviews Metacritic si legge di uno 0 (zero) dato a un film, bene, se l’è beccato questo Proprio lui?, in originale Why Him?, da parte dell’illustre Mick LaSalle, ultimamente cattivissimo (allo scorsesiano Silence ha dato 25 su 100) del San Francisco Chronicle. E un nostro quotidiano a diffusione nazionale l’ha impallinato con una palla su cinque, il minimo dei minimi, che neanche ai peggio cinepattoni. Francamente non capisco, s’è visto molto di peggio in giro in tempi recenti. Sarò un’anima semplice, ma io mi sono molto divertito vedendolo, e senza vergognarmi di aver riso. Proprio lui? è di quelle commediacce americane certo basse, scrurrili, oltraggiose, gioivanilisticamente sboccate (raunchy comedy), che faticano a piacere ai critici schifiltosi dal sopracciglio palzato e però incantano il pubblico popcorn. E che dietro la stupideria apparente sanno essere acute, brillanti, intelligenti, acuminate, capaci di penetrare spicchi corposi di realtà contemporanea e di metterne alla berlina riti, modi, vizi, totem e tabù (comédie de moeurs). Nascono dal cinema semi-indipendente, dal giro dei soliti noti, Judd Apatow, Seth Rogem Jonah Hill, James Franco, Ben Stiller più altri amici, complici e sodali. Titoli? Da Facciamola finita (quasi capolavoro, nel senso del quasi gol carosiano) al recente, sottovalutato, mal compreso Sausage Party. Adesso dalla stessa factory o dai suoi immediati dintorni arriva Proprio lui?, con presenti – della banda di cui si diceva – James Franco come attore, Jinah Hill come co-sceneggiatore e Ben Stiller come co-produttore, e anche se si sente la mancanza del da me molto amato Seth Rogen va bene lo stesso: il risultato c’è.
Stavolta la raunchy comedy va a innestarsi su un sottogenere tradizionale di Hollywood, quello del padre-incontra-il-genero, il giovane uomo che gli sta portando via l’adorata figlia, e non è necessario scomodare via medium lo spettro di Freud per rendersi conto delle varie implicazioni inconsce tra complesso di Crono, complesso di Edipo e complesso di Elettra. Ovvio che son scintille e scazzi tra il maschio alfa, il capobranco ormai sulla via del declino, e il rivale che avanza e lo vuole simbolicamente spodestare tramite matrimonio con la diletta rampolla. E qui si va da Il padre della sposa con Spencer Tracy giù giù fino alle grossolanità di Ti presento i miei. Chiaro che la risata scoppia in platea quantopiù sono lontani e incompatibili i caratteri del padre e del genero, e i loro mondi, le loro identità e i loro tratti antropologici. Così è in Proprio lui?
Al Bryan Cranston (adorabile, se si può dire) di Breaking Bad, che qui si chiama Ned e di mestiere fa il padrone di una piccola tipografia, capita che la figlia spedita al college gli comunichi di essersi innamorata, e di volersi sposare. E dunque, si impone visita dal futuro genero. Una breve vacanza, il tempo di conoscersi e, si spera, di piacersi. Naturalmente ci saranno, come esige il genere, parecchie sorprese, visto che il fidanzato della rampolla, di nome Laird, è uno di quei bilionari californiani che non si sa come ma han fatto i soldi, tanti, con il web, il digitale, il virtuale, nello specifico con certi videogames molto fortunati e molto venduti. E dunque agli antipodi del suocero. Va detto che il meglio di Proprio lui? sta nella satira, anche rozza ma efficace, dei tic di questi ragazzotti, della loro bizzarra e anche scema way of life dove si incrociano avidità, intuito affaristico, scemenze new age, stili di vita stratosfericamente ricchi ma ecosostenibili, hipsterismi isterici, ipertrofie dell’ego, uso massiccio di sotanze alteranti, solidarismi terzomondisti e pro-pianeta. E, per carità, nella factory di videogiochi il padrone mica fa il padrone, macché, siamo tutti uguali, qui conta l’orizzontalità non la verticalità, siamo un team e via cianciando, poi però è lui, il boss, a incassare le bilionate e gli altri a lavorare come schiavi, però col sorriso obbligatorio. Son cose che si son già viste in film sulla new e post economy come The Social Network, e che qui diventano oggetto di una satira sanamente devastante e distruttrice. Dall’altra parte, il mondo di Ned il vecchio, uno che ancora crede pateticamente ma orgogliosamente nella carta e nella stampa con la sua tipografia sull’orlo del fallimento, e son meravigliose le mestranze tutte con facce bellissime e imperfette da working e middle class di ieri, un mondo, una storia, un’antropologia, una cultura che stanno scomparendo. Poi certo ci son le battutacce, i qui pro quo da ragazzacci e i doppisensi corporali e sessuali, e però il nucleo di Proprio lui? resta impastato di molta intelligenza. Avercene dalle nostre parti di film così (anche se qualcosa sta succedendo, vedi Smetto quando voglio 2, da non perdere). James Franco quale strafattone e fuori di testa però con il senso del soldo esagera un attimo, come sempre, ma si fa guardare. E però il film se lo porta a casa Bryan Cranston, irresistibile.

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