Il film imperdibile stasera in tv: FACCIA A FACCIA di Sergio Sollima (lun. 13 marzo 2017, tv in chiaro)

Faccia a faccia di Sergio Sollima, Rai Movie, ore 21,20. Lunedì 13 marzo 2017.
Faccia-a-faccia-e1435777290775Seconda della magnifica trilogia western, e western-rivoluzionaria, diretta da Sergio Sollima negli anni Sessanta. Trilogia cominciata con La resa dei conti, conclusa da Corri uomo corri e con nel mezzo questo Faccia a faccia, per i cultori del genere (tra cui mi infilo anch’io) un capolavoro assoluto. Chi sia Sergio Sollima, e perché il suo cinema sia degno del massimo rispetto, lo spiegano meravigliosamente Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri nel loro blog, io ricordo solo come sia anche il regista del mitologico Sandokan tekevisivo e del noir Città violenta amato da tutti i Tarantino del mondo, e, ebbene sì, il padre di Stefano, l’uomo dietro la macchina da presa di Gomorra (la serie) e Suburra (il film). Faccia a faccia, anno 1967, si ambienta in quel Texas più messicano che yankee che, nel nostro western di allora, è terra di ogni estremismo, violenza, esagitazione, landa desolatissima dei più sanguinosi scontri tra campesinos ribelli e poteri oligarchici, e delle più feroci repressioni. Una terra da homo homini lupus dove ogni pietà è morta. Là, in quel West più immaginario che fedele alla Storia, Cinecittà realizza film che, nascosti sotto i modi del genere, vanno spesso a intercettare e esprimere gli umori rivoluzionari e le istanze neomarxiste dei tardi anni Sessanta. In questo di Sergio Sollima un professore tisico e di modi e valori assai borghesi incrocia per caso un fuorilegge che si fa chiamare Beauregard. Succederà che il professore resterà ammaliato dalla carica furente e selvaggia del bandito, lo seguirà, diventerà lui stesso un professionista della violenza. Fino a credersi oltre ogni legge e regola. Borghese e sottoproletario finiscono col cambiare, e con lo scambiarsi i ruoli, in quella che è, in forma di western, una riflessione amarissima sulla violenza rivioluzionaria e sulle manipolazioni da parte delle classi dominanti. Gian Maria Volontè è il gringo convertito alla pistola, Tomas Milian il fuorilegge. Basterebbe la loro presenza a giustificare la visione di Faccia a faccia.

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