Un film indispensabile stasera in tv: UNA STORIA VERA di David Lynch (dom. 16 luglio 2017, tv in chiaro)

Una storia vera di David Lynch, Iris, ore 21,00. Domenica 16 luglio 2017.
Schermata 2017-07-16 alle 14.36.43Credo che David Lynch sia diventato il più venerato maestro del cinema in circolazione, distanziando di parecchio Terrence Malick. Anzi, il culto lynchiano, che colpisce soprattutto jenues critiques di ogni paese probabilmente non ancora nati quando lui cominciava a girare, tende a scivolare pericolosamente, e sempre più velocemente, verso l’idolatria. Tant’è che a Cannes, dove come si sa son state presentate le prime due puntate di Twin Peaks 3, si levavano l’urlo isterico e invasato degli adepti, il battimani estatico e irrefrenabile a ogni suo apparire, sul red carpet o all’interno del Palais. Esagerati. Adoro Lynch, ma detesto ogni acritica e fanatica devozione. Premessa per dire che ormai ogni riapparizione di un suo film è da considerarsi cosa da non perdere, e tale è la messa in onda stasera su Iris di Una storia vera, anno 1999. Produzione anomale, che sembra (apparentemente) rinunciare a quel multiverso lynchiano dove tutto può accadere e dimensione onirica e fattuale si scambiano in una voluta ambiguità-confusione. Un titolo sintomtico, The Straight Story (tale l’originale). Perché se Straight è il nome dell’anziano contadino protagonista, sta anxhe per retto, diritto, lineare. Una storia lineare, ecco, che già dal titolo semba voler contraddire le contorte narrazioni (i manierismi?) tipicamente lynchianeche hanno la figura, se ce l’hanno, del labirinto, dell’arabesco, della ragnatela, della spirale, del vortice. NIente di lineare, ecco, se mai la sua negazione. Una storia vera, ispirato a un fatto accaduto nei primi anni Novanta, racconta di un farmer di anni 73 dell’Iowa deciso a far visita al fratello appena colpito da infarto. Solo che non può guidare,non ha a patente e non gliela ridaranno mai, sicché si procura uno di quei trabiccoli tosa- e spianaerbe e si mette in strada com quello. Velocità: 5 km all’ora. Ci impiegherà un mese a mezzo ad arrivare dal fratello, ma ci arriverà. Lynch gira in ordine cronologico le sequenze, in una riproduzione mimetica del reale che non gli è mai apaprtenuta. Si concentra e sintonizza sul ritmo interno e nsacosto (cosa per lui, cultore di meditzione trascendentale, non così ardua), ci ipnotizza con la contenplazione dei paesaggi rurali che scorrono lenntissimamente, affolla ma non troppo il viggio di incontri casuali dove il suo gusto per il bizzarro può triovare una qualche soddisfazione. Ne esce un unicum, un film difficile da classificare e poco apparentabile anche al resto della filmografia del suo autore. Fu però, a sorpresa, un buonissimo successo di pubbico. Con il protagonista Richard Farnsworth nominato all’Oscar. Il fratello è Harry Dean Stanton: cameo di due minuti, e però non lo dimentichi.

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