Film stasera in tv: LA BALLATA DELLA CITTÀ SENZA NOME (lun. 17 luglio 2017, tv in chiaro)

La ballata della città senza nome (Paint Your Wagon) di Joshua Logan, Capri Television (canale 66 dt), ore 22,30.
Schermata 2017-07-17 alle 17.52.19La notizia è che in questo western-musical del 1969  Clint Eastwood canta e qua e là prova pure a ballare (insomma). Difatti lui, come ha detto in qualche intervista, conserva un pessimo ricordo del film e, si presume, del set. Se è per questo, anche Lee Marvin, l’altro maschio alfa protagonista, canta, cavandosela un po’ meglio del pur immenso e nostro adorato Clint. Azzardata operazione di fine anni Sessanta della Paramount che cerca di riportare in vita con larghezza di mezzi un successo di Broadwamy di quadi vent’anni prima firmato dalla coppia Frederick Loewe (musiche)-Alan J. Lerner (testi), affidandone la riscrittura a un rispettato auore come Paddy Chayefsky ea ggiungendo cinque nuove canzoni, composte stavolta da Abdré Previn. Non piacque ai critici, ma il pubblico incredibilmente disse sì, benché Paint Your Wagon – così il titolo originale – fosse del tutto estraneo alla sensibilità e ai gusti ultrarivoluzionari di quella bollente decade. Un avventuriero scopre insperatamente un filone aurifero che potrebbe arricchirlo e ne comincia lo sfruttamento insieme al socio. A loro si aggiunge una donna che proviene dai Mormoni e ben decisa a far valere anche al femminile i diritti in amore concessi ai maschi della sua religione: e dunque, perché rinunciare a uno dei due compagni quando può averli entrambi? Intanto cresce intorno la febbre dell’oro e dal nulla sorge una città. Qualche vaga affinità con Mahagonny di Bertolt Brecht c’è, anche se qui la sentenziosità e l’intenzionalità didascalica del gran tedesco lascia il posto all’intattenimento puro e senza pensieri. A chiudere il triangolo con Lee Marvin e Clint Eastwood c’è Jean Seberg. Pare che la parte di Clint fosse stata offerta a Franco Nero, reduce da Camelot, ma che lui rifiutò consigliando come suo sostenuto il protagonista di Per un pugno di dollari. Si dice che sul set tra Jean Seberg e Estwood fosse nata una storia e che il marito di lei, lo scrittore dalle molte avventure esistenziali e poliiche Romain Gary, corse in America per sfidare a duello il rivale.

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