Film stasera in tv: THE STORY OF FILM (ep. 6: Sesso e melodramma) – ven. 28 luglio 2017, tv in chiaro

The Story of Film (ep. 6: Sesso e melodramma) di Mark Cousins, Rai5, ore 21,15. Venerdì 29 luglio 2017.

'Secondo amore' di Douglas Sirk

‘Secondo amore’ di Douglas Sirk

'Cairo Station' di Yussef Chahine

‘Cairo Station’ di Yussef Chahine

Prosegue stasera, ed è ormai un appuntamento consolidato su Rai 5 da qualche settimana, la messa in onda della più conosciuta e riuscita delle storie del cinema uscite negli anni Duemila. L’ha realizzata in video in 15 episodi di un’ora ciascuno (diventati anche un libro) il critico e filmmaker irlandese Mark Cousins, con buonissimi esiti dappertutto. Titolo originale: The Story of Film – An Odyssey, mentre l’imponente opera è stata poi mandata in Italia in qualche sala qualche anno fa con il titolo Storia del cinema, un’odissea. In tv l’aveva già trasmessa La Effe, adesso la riprende, e fortunatamente in prime time, Rai 5, ed è il caso di seguirla, anche perché l’opera del signor Cousins (ultimissime notizie: sarà nella giuria della sezione Orizzonti alla prossima mostra di Venezia), pur non originalissima, è assai puntuale e per niente parruccona. Si va dai Lumière agli anni recentissimi, assemblando immagini di repertorio, un’infinità di spezzoni di film famosi (e anche meno) e un bel po’ di interviste (Bertolucci, Jane Campion, Lars Von Trier, Claudia Cardinale, per dirne solo alcuni). L’approccio critico, soprattutto fino alla puntata 10,  si attiene senza troppi scostamenti al canone consolidato. Il muto, il cinema espressionista tedesco, le avanguardie storiche, il neorealismo ecc. ecc. Di nuovo c’è l’indubbia abilità comunicativa e divulgativa di Cousins, il quale riesce a ridare smalto a storie e opinioni già sentite mille volte. Di meno scontato c’è l’attenzione  al cinema non europeo e non americano: Medio Oriente, Nord Africa, Africa sub sahariana, Asia lontana, India, e son molte le cose interessanti che saltano fuori da questi territori. Tremendo è invece Cousins quando metaforizza e simbolizza con immagini che si vorrebbero evocative e son solo kitsch. Buono il ricorso a spieghe di tipo tecnico e relative a regia e linguaggio cinematografico (la macchina da presa ad altezza di tatami di Ozu, la profondità di campo di Orson Welles ecc.). Stasera, puntata numero 6, dedicata a ‘Sesso e melodramma’, a quel cinema che ha saputo farsi medium delle pulsioni individuali profonde e spesso interdette, spesso anche ostacolate e represse. Si citano capolavori come Secondo amore di Douglas Sirk e La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, ma si vanno anche a indagare e scoprire passioni e ossessioni di cinematografie più periferiche come quella brasiliana o indiana. O egiziana, come nel caso di Cairo station del grande Yusseh Chahine, dramma neorealista e insime furibondo melodramma ambientato tra i diseredati, gli ultimi, della città.
Di tutte le 15 puntate le migliori in my opnion sono le ultime due, quando Cousins osa ed esce dal paradigma più ovvio. Il cinema italiano? Presente nei suoi passaggi fondamentali: il muto con Pastrone e gli altri, ovviamente il neorealismo, gli anni Sessanta. Poi zero. L’autore non cita nessun nostro film degli ultimi 25 anni, e vorrà pur dire qualcosa. Molte le cose discutibili, ma in questo genere di operazione è inevitabile. Per dire, si dà un enorme spazio a un autore africano a me sconosciuto, ma si liquidano Bergman e Fellini in poche battute e immagini. Ah, il politicamente corretto e il terzomondismo che mai non muoiono.

 

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi