21 film stasera sulla tv in chiaro (sab. 14 aprile 2018, tv in chiaro)

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Cattedrali della cultura, episodio 6: il Centre Pompidou di Parigi

The Hurt Locker

Cattedrali della cultura, episodio 6: il Centre Pompidou. Rai 4, ore 20,37. Anche su Rai Play.
Tirare fuori l’anima degli edifici, farli parlare. È l’idea che ha spinto Wim Wenders a organizzare un documentario di 165 minuti diviso in sei tranche, ognuna dedicata a un luogo attraversato, utilizzato o abitato da una comunità umana. E però tutti, al di là della diversa destinazione d’uso, con il tratto comune di una forte impronta architettonica. Per ogni episodio un regista, e il ricorso al 3D, tecnologia con cui Wim Wenders ha avuto un incontro felice per il suo Pina e per il successivo (presentato alla Berlinale 2015) Everything Will Be Fine. Ecco su grande schermo la Filarmonica di Berlino, con le sue linee orgogliosamente moderne, e a mostrarcela è naturalmente lo stesso Wenders. L’imponente Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo la racconta invece l’austriaco Michael Glawogger, e credo sia stato il suo ultimo lavoro prima della scomparsa in Africa sul set di un nuovo film per un attacco di malaria scambiata per tifo. Robert Redford entra in un centro di ricerca d’eccellenza come il californiano Salk Institute. A Marghreth Olin l’incarico di farci conoscere meglio l’architettura futura del Palazzo dell’Opera di Oslo. Poeva mancare il parigino Centre Pompidou? Lo esplora il regista brasiliano (ma spesso operante in Germania) Karim Aïnouz, cui peraltro si deve un mio persoanale film-cult, Praia do Futuro. Chiude la visita a un carcere, quello norvegese di Halden, assai aperto e teso al recupero dei detenuti. Dirige Michael Madsen, ed è di sicuro l’episodio più sorprendente.
Contact di Robert Zemeckis, Iris, ore 20,59.
Sapore di mare di Carlo e Enrico Vanzina, Cine Sony (55 dt), ore 21,00.
Speed, 20, ore 21,01.
The Spirit of ’45 di Ken Loach, Rai Storia, ore 21,10.
Tutti insieme appassionatamente di Robert Wise, Paramount Channel, ore 21,10.
Il gatto con gli stivali (animazione), Itaia 1, ore 21,10.
Spin-off del 2010 di Shrek, con il gatto che si emancipa dalla collateralità e diventa titolare del film. Niente a che vedere con il gatto degli stivali della favola, quib siamo in una storia altra. Il micione dal pelo fulvo e assai narciso e conquistador di micie si ritrova in un’avventuretta di fagioli magici e di un tesoro da scovare. Nell’originale la voce era di Antonio Banderas.
The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, Rai Movie, ore 21,10.
Il ricatto (Grand Piano), Rete 4, ore 21,15.
La chiave di Tinto Brass, Cielo, ore 21,15, replica ore 0,25.
Calendar Girls, la7d, ore 21,30.
Signore inglesi mature e spiritose si spogliano per un calendario a scopo benefico. Con Helen Mirren, la solita commedia british giocata sul paradosso.
Piedone lo sbirro di Steno, Nove, ore 21,30.
Un classicissimo del cinema überpopolare.Monumentale Bud Spencer. Steno alla regia. Passano i decenni, ma resta sempre una garanzia per le reti in cerca di ascolti.
Sapore di mare 2 – Un anno dopo di Carlo e Enrico Vanzina, Cine Sony (55 dt), ore 22,55.
Spring Breakers di Harmony Korine, Rai 4, ore 23,15.
Interceptor (Mad Max), Rete 4, ore 23,19.
Machete di Roberto Rodriguez, Rai Movie, ore 23,20. Anche su Rai Play.
Darkman di Sam Raimi, Iris, ore 23,40.
Sam Raimi alle prese con un super-eroe del fantastico molto, molto prima di occuparsi di Spider-Man: siamo ancora nel 1990, infatti, e l’eroe stavolta è Darkman, incarnato da Liam Neeson.
Quiz Show di Robert Redford, la7d, ore 23,45.
Bulli e pupe di Joseph L. Mankiewicz, Paramount Channel, ore 0,00.
Benvenuti al Sud di Luca Miniero, 20, ore 0,20.
La leggenda di Beowulf di Robert Zemeckis, Cine Sony (55 dt), ore 0,45.
Pazza idea (una delle molte sue) di Zemeckis di portare in cinema l’antico poema sassone Beowulf, epica di guerra, eroi, sangue, maghi, sortilegi, scontri tra bene e male. Molto nordico. Il film va sul fantastico immaginifico, uno dei generi dominanti degli anni Duemila, ispirandosi più che all’originale alla graphic novel che ne è stata tratta. Nonostante la presenza di Angelina Jolie è stato un flop colossale.

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