Il film imperdibile stasera in tv: LA SOTTILE LINEA ROSSA di Terrence Malick (lun. 16 aprile 2018, tv in chiaro)

La sottile linea rossa di Terrence Malick, Cine Sony (55 dt), ore 23,30. Lunedì 16 aprile 2018.
Per chi (come me) ha amato The Tree of Life e per chi (moltissimi, la stragrande maggioranza degli spettatori italiani) l’ha detestato, ecco il gran film del nevrotico-fobico Terrence Malick – uno che non si fa mai vedere in giro e si sottrare al cannibalismo del circo mediatico semplicemente sparendo – che segnò il suo ritorno al cinema dopo decenni di blocco produttivo-creativo. Si mobilitò mezza Hollywood, da George Clooney a Sean Penn a Francis Ford Coppola, per trovare i finanziamenti e permettere a Terrence Malick di girare di nuovo un film a vent’anni dalla sua ultima regia (I giorni del cielo). Era il 1998, e quell’impegno collettivo segnalò, semmai ce ne fosse bisogno, dell’elevatissimo status e della stima di cui Malick godeva presso i suoi colleghi, e non solo. Ne nacque questo La sottile linea rossa che, pur con i travagli di lavorazione legati alle ben note ossessioni e nevrosi del regista (riscritture continue della sceneggiatura, cambi di attori, cancellazioni e inserimenti di ruoli all’ultimo secondo ecc., insomma tutto il repertorio Malick), non deluse le attese. Un manipolo di marines nella seconda guerra mondiale, fronte Pacifico, impegnati nella presa dell’isola di Guadalcanal, in uno degli scontri più cruenti del conflitto con i giapponesi. Uomini in guerra, le armi, il sangue, il massacro, ma intorno una natura che tutto avvolge con la sua perfetta bellezza. Malick può dispiegare al massimo il senso del paesaggio, che gli è così così peculiare (si pensi agli orizzonti immensi di I giorni del cielo), incrociandolo con un’altra costante della sua opera, il senso della sofferenza. Cast all stars da vertigine: Sean Penn, George Clooney, Jim Caviezel (che subentrò a Edward Norton), Adrien Brody, John Travolta, Woody Harrelson. Tagliati invece in fase di montaggio Mickey Rourke, Bill Pullman, Viggo Mortensen, Gary Oldman e Martin Sheen. Ma, nonostante le forbici, il film resta un immenso, epico affresco di tre ore. Orso d’oro a Berlino.

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