Il film imperdibile stasera in tv: LITTLE SISTER di Kore-eda Hirozaku (merc. 2 maggio 2018, tv in chiaro)

Little Sister di Kore-eda Hirozaku,Tv 2000 canale 28 dt), ore 21,05. Mercoledì 2 mggio 2018.
show_photo-8Little Sister (Umimachi Diary) di Kore-eda Hirokazu. Con Haruka Ayase, Masami Nagasawa, Kaho, Suzu Hirose, Ryôhei Suzuki.show_photo-2Dal regista di Father and Son, un’altra cronaca quotidiana e minima dal Giappone di oggi. Storia di tre sorelle che accolgono in casa una quarta, avuta dal padre con un’altra donna. Pudore, delicatezza e un qualcosa dei family drama di Ozu. Voto 7
show_photo-6Quando lo si vide a Cannes 2015 (in concorso) un po’ si rimase delusi. È che da Kore-eda Hirozaku ci si aspettava qulcoa di piùeclatante, di meno imploso e controllato, che replicasse l’esito del suo Like Father, Like Son (chissà perché distribuito da noi con l’anodino e neanche pertinente titolo Father and Son) il quale, giusto un paio di anni prima, si era preso proprio a Cannes un premio importante. Sorellina non he ha la complessità e le infinite sfumature e neanche la stessa tensione drammatica. Ma a qualche anno di distanza, e dopo aver visto altri film di Kore-eda come il magnifico Ritratto di famiglia con tempesta, questo Little Sister va rivalutato come una delle tappe nella costruzione da parte del suo regista di un romanzo familiare a misura del Giappone contemporaneo. Difatti, storia e cronaca di tre giovani sorelle che accolgono in casa una sorella più giovane avuta dal padre appena defunto con un’altra donna: un film che sembra esangue e fragile all’inizio, ma che poi prende quota. Sicché inevitabilmente si finisce con il voler bene a questo clan tutto femminile che si reinventa e si riconfigura passando nobilmente sopra a dolori e ferite. Di Kore-eda piacciono la pulizia nell’uso della mdp, la trasparenza, il nitore, il pudore e il rispetto con cui entra nella vita dei suoi personaggi. Succede niente e succede di tutto: come in certo cinema di Richard Linklater (After the Midnight, Boyhood), succede la vita. Manca, in tanta pulizia di tratto, almeno qualche graffio, qualche lacerazione evidente. Ogni scossa è bandita. L’accettazione di una sorella non conosciuta, che si presume sia cosa non facile, è qui un processo deprivato di ogni apparente asperità. O forse è quell’impassibilità, sono quei modi de-emotivizzati e austeri della cultura giapponese a non farci cogliere i fremiti nascosti sotto a una patina tanto educata. Evidente nel cinema di Kore-eda, come in quello del conterraneo e quasi coetaneo Kiyoshi Kurosawa, il riferimento ai family drama dell’immenso Ozu, anche se è meglio non inoltrarsi in paragoni che risulterebbero stritolanti. Tratto da una graphic-novel di gran successo in patria.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi