(al cinema) Recensione: A QUIET PASSION, un film di Terence Davies. Emily Dickinson in un biopic smaltato ma non devitalizzato

A Quiet Passion, di Terence Davies. Con Cynthia Nixon, Emma Belle, Jennifer Ehle, Keith Carradine, Duncan Duff. Distribuito da Satine Film. Al cinema da giovedì 14 giugno 2018.
Vita di Emily Dickinson, poetessa (ma non si potrebbe dire poeta e basta?) e persona intransigente. In un film che non è il solito biopic genuflesso, reverente e ingessato, ma – miracolo – un’opera vitale di smagliante confezione. E ritorno di quel gran regista che è Terence Davies. Imperdibile. Voto 8
Vita di Emily Dickinson, la signorina che dalla sua stanza di Amherst, New England profondo, ha cavato fuori quei pezzi di poesia che sappiamo. Prevalentemente vestita di bianco. C’era da temere il santino, invece ne è venuto fuori uno dei migliori biopic da parecchio tempo a questa parte. Merito di una sceneggiatura non genuflessa di fronte al mito, con dialoghi acuminati e urticanti, con perfino qua e là un andamento da sophisticated comedy assai witty. Un film scritto e diretto da Terence Davies, un maestro vero (do you remember Voci lontane, sempre presenti?) che ormai davo per perso dopo aver visto nel nivembre 2015 a Torino il suo deludente Sunset Song. Invece qui miracolo. Non sbaglia niente, ritrova la purezza e il rigore del suo cinema, quella propensione al tableaux vivants però percorsi da fremiti vitali, mai ingessati, mai ossificati. Con in più movimenti sinuosi di macchina che non gli ricordavo (c’è perfino una carrellata circolare – si potrà dire? – da urlo).
Emily Dickinson vien presentata nel suo talento, ma anche nella sua durezza e asperità di carattere, nella sua intransigenza verso se stessa e gli altri che con il tempo peggiorerà, e che non risparmierà nemmeno le persone a lei più care, il padre, la madre, la sorella, il fratello. Mai prona alle convenzione, con nessuna voglia di darsi alla carriera di moglie e madre, e difatti mai si sposerà. Uno di quei rari film che alla smaltata confezione sanno unire una narrazione complessa e avvincente, e personaggi che vivono di vita vera. Terence Davies, nonostante il suo senso alto dello stile, non appartiene, non apparterrà mai, alla categoria degli esteti ossessivi e dei formalisti, a lui interessano troppo le anime e soprattutto i corpi, la loro prepotenza o assenza fisica, per esserlo. Straziante la morte urlata, rabbiosa, ringhiosa di Emily, una scena che dispiacerà a molti, vedrete, ma che illumina tutta l’operazione condotta da Davies. Film imperdibile, e grazie a Satine Film che l’ha portato in Italia (e fa niente se son passati due anni e mezzo da quel febbraio 2016 in cui venne presentato come Special Gala alla Berlinale). E che interpretazioni. Cynthia Nixon è Emily da grande, in un’altra performance formidabile dopo quella di James White visto a Locarno 2015. Attenzione, c’è anche Keith Carradine, il bello di Nashville di Robert Altman. Adesso è un vecchio bellissimo e, in questo film, molto lincolniano.

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Una risposta a (al cinema) Recensione: A QUIET PASSION, un film di Terence Davies. Emily Dickinson in un biopic smaltato ma non devitalizzato

  1. lorenamelis scrive:

    l’ho visto ieri sera, è uno dei film che mi fa ricredere sul cinema. Immagini indimenticabili, tutti gli attori magnifici, interessante l’uso della telecamera.. Ieri sera sono uscita ricca di pensieri, sensazioni e…
    Peccato che il pubblico stava a digitare sui cellulari accesi continuamente . Ho chiesto gentilmente rispetto mi hanno accusata di essere esagerata. Ho dovuto cambiare posto e sedermi ai primi posti, dove non c’era nessuno, e finalmente sono riuscita a isolarmi da tutti. Tengo a precisare che il pubblico era quasi completamente femminile..

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