(al cinema) Recensione: BLUE KIDS, un film di Andrea Tagliaferri. I pugni in tasca degli anni Dieci? Magari

BLUE_KIDS_FOTO00086416BLUE_KIDS_FOTO00086415Blue Kids, un film di Andrea Tagliaferri. Con Fabrizio Falco, Agnese Claisse, Matilde Gioli. Al cinema da giovedì 14 giugno 2018.
BLUE_KIDS_FOTO00086400Una delle delusioni dello scorso Torino Film Festival. Un film italiano che, proponendo una coppia criminale fratello-sorella, vorrebbe replicare certo cinema estremo made in Usa. Missione fallita tra incongruenze e goffaggini. Voto 4
Bluekids-1Terribile (il film, intendo). Una coppia criminale – fratello e sorella, lei incube lui succube, e tutti e due psicopatici – che fanno brutte cose e ammazzano gente in una desolata provincia italiana, di quelle storie brutali e fuorissimo di testa che il cinema italiano sembra geneticamente incapace di mettere plausibilmente in scena. I due sciagurati rubano oggetti sacri in una sacrestia nella scena di apertura (esattamente come la banda adolescente di un altro velleitario e mal riuscito film italio-indipendente del 2017, Gli Asteroidi, in concorso a Locarno). Muore la mamma, che giustamente, conoscendo bene i due tarati rampolli, lascia ogni bene al marito. Sorella e fratello – son tutti e due sui venti e qualcosa – svaligeranno per rivalsa la cassaforte di famiglia, lasciando dietro di sé due cadaveri  – non dico quali, per non spoilerare. Ma è solo l’inizio dì una scorribanda criminale e soprattutto scema. I due hanno già imbarcato nelle loro imprese un complice di mente non vispissima plagiato da lei (e non si capisce il perché di tanto ascendente), adesso ci provano a invischiare una cameriera-femme de chambre. Non c’è mai la minima coerenza narrativa, l’assurdo domina, e, temo, non per scelta narrativa o stilistica. Una sceneggiatura piena di voragini – vogliamo parlare del gioco con la pistola “solo uno di voi due sopraviverà”? -, scene che vorrebbero essere all’altezza dei film cattivi e oltraggiosi d’America, e sono solo imbarazzanti. Che poi, signori, in questi casi bisogna averci gli attori, non si può trasformare una ragazza che biascica e mumbleggia in una convincente spietata assassina. Si salva Fabrizio Falco, attore di formazione ronconiana cui tocca, per sua fortuna, una parte di introverso e taciturno che lo esenta da battute impronunciabili. Certo, belle location benissimo fotografate: Andrea Tagliaferri ha occhio, ma non basta purtroppo. Produce Matteo Garrone. La protagonista Agnese Claisse è – lo apprendo adesso – figlia di Laura Morante e dell’attore francese Georges Claisse. (Si consiglia caldamente la visione, giusto per confrontare il cinema italiano di oggi con quello dell’altro ieri remoto e mettersi a piangere per il declino, di I pugni in tasca di Marco Bellocchio).

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