In anteprima a Milano 6 FILM DI CANNES: da sabato 16 a giovedì 21 giugno

Milano, le Vie del Cinema 2018: le anteprime del 71° festival di Cannes. Dal 16 al 21 giugno all’Anteo Palazzo del Cinema, Arcobaleno Film Center, Colosseo Multisala. Un progetto Agis lombarda con il sostegno del Comune di Milano, con il patrocinio di Regione Lombardia, in collaborazione con Corriere della Sera. Tutte le informazioni su leviedelcinema.lombardiaspettacolo.com

La Palma d’oro ‘Shoplifters’

Cold War

En Guerre

L’appuntamento a Milano con una selezione dei film dei maggiori festival – a partire da Cannes e Venezia – è tradizione ultradecennale e evento amatissimo dai cinefili. Stavolta l’offerta di film provenienti dalla Croisette si concentra in sei titoli importanti e, pur se a diverso titolo, tutti imperdibili, tra cui la strameritata Palma d’oro (scelta condivisa dai critici di tutto il mondo: cosa rara) al giapponese Shoplifters di Kore-eda Hirozaku (cliccando il link potete leggere, come per gli altri film, la mia recensione). Un film terso, pudico ma assai partecipe su una famiglia anomala ai limiti della legalità, eppure assai protettiva e amorevole verso i suoi figli. Di bambini si occupa anche Capharnaüm della libanese Nadine Labaki, cui è andato il premio della giuria. Odissea per la sopravvivenza del dodicenne Zain in una Beirut brutale, anzi infernale. Premiato ex aqueo (con Lazzaro felice di Alice Rohrwacher) per la sceneggiatura invece 3 Faces dell’iraniano Jafar Panahi, il regista condannato dal regime a non girare più film. Ma che continua a girarli in semiclandestinità, con pochissimi mezzi ma con molte idee e trasformando genialmente i limiti entro i quali deve muoversi in magnifiche occasioni narrative. Come ha dimostrato nel precedente Taxi Teheran, Orso d’oro alla Berlinale, e conferma adesso in 3 Faces. Che comincia con un disturbante quanto misterioso video e continua con una ricerca a due – lo stesso Panahi e un’attrice – della verità. Tra Blow-up e il cinema austero, poveristico e umanista di Kiarostami. Altro film in anteprima e altro titolo del palmarès: Cold Wardel polacco, ma stabilitosi da tempo in Gran Bretagna, Pawel Pawlikowski. E basti dire per accendere l’interesse che si tratta del regista di Ida. Il quale stavolta va a raccontare, sempre in un bianco e nero di masima autorialità ed espressività, un amore complicato ai tempi dell’Europa divisa dalla cortina di ferro. In un festival di Cannes dove quasi tutti i film superavano le due ore, Cold War si è distinto per la concisione: solo un’ora e 25 minuti. A Pawlikowski è andato il premio per la regia. Importante, potente, da non perdere anche se escluso dalla lista dei premi, è En Guerre del francese Stéphane Brizé con un al solito e anche più del solito meraviglioso Vincent Lindon. La dura lotta dei lavoratori di una fabbrica che la proprietà multinazionale ha deciso di chiudere e delocalizzare nell’Est europeo. Sarà, come da titolo, una guerra di mesi, con scontri sanguinosi e drammatici tra le due parti. Un film che racconta come pochi la questione oggi di tutte le questioni, quella del lavoro. Del lavoro che non c’è e che se c’è rischia di sparire. Sesto e ultimo della rassegna, Todos Lo Saben (Lo sanno tutti), escursione in Spagna dell’iraniano Asghar Farhadi, il molto rispettato regista di Una separazione e Il cliente. Il suo sguardo stavolta va a indagare un groviglio di inganni e interessi familiari in una Spagna solo apparentemente felix. Con la coppia regina, dentro e fuori dal set, del cinema iberico Penelope Cruz-Javier Bardem.
Il calendario lo trovato sul sito leviedelcinema.lombardiaspettacolo.com e qui sotto.
Lunedì scorso si è tenuta al cinema Palestrina un’anteprima dell’anteprima, con la proiezione – alla presenza del regista Stefano Savona – dell’indispensabile (correte, quando uscirà) Samouni Road, presentato a Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs e premiato con L’oeil d’or come migliore documentario. Ricostruzione del massacro di Zeitoun, una zona periferica di Gaza, avvenuto nel 2009 durante l’ooerazione Piombo fuso da parte delle forse armate israeliane. Un film che va a perlustrare anche i lati meno indagati e più in ombra dei fatti, e che ai toni gridati del militantismo e dell’indignazione preferisce quelli più sommessi ma fermi della pietà. Innovativo per come alterna documentarismo a ricostruzione degli eventi attraverso l’animazione di Simone Massi.
Nota: tutti i 6 film di Le vie del cinema saranno introdotti, ed è una delle novità di questa edizione, da altrettanti critici. I nomi li trovate qui sotto, accanto ai titoli. Come potete vedere c’è anche un Luigi Locatelli che presenterà En Guerre di Stéphane Brizé: non è un mio omonimo, sono proprio io. E allora ci si vede lunedì sera, 20,30, all’Anteo.

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