Film stasera in tv: L’ULTIMA ESTATE A TANGERI di Alexandre Arcady (mart. 17 luglio 2018, tv in chiaro)

L’ultima estate a Tangeri di Alexandre Arcady, Rai Movie, ore 0,45. Martedì 17 luglio 2018. Anche su RaiPlay.
Ci sono film seducenti non per le loro qualità proprie, interne, che siano narrative o stilistiche, ma per la quantità di connessioni soprattutto extrafilmiche che riescono a stabilire, per i mondi e le culture che evocano, per quanto dicono dei loro autori. Film-mappa in cui è bello individuare percorsi poco visibili, tracce che portano altrove e fuori dai loro confini. L’ultima estate a Tangeri (1986) è tra questi. Il suo regista Alexandre Arcady, da noi pressoché sconosciuto, è invece in Francia a modo suo un’istituzione. Ora settantenne, Arcady è uomo e cineasta orgoglioso del suo ebraismo, profondamente legato alle sue radici di ebreo d’Algeria che ha dovuto con la famiglia, e come centinia di migliaia tra ebrei e coloni francesi, lasciare il paese dopo l’indipendenza (e, per la comunità ebraica, come ulteriore spinta alla fuga l’impossibilità di continuare a vivere in un ambiente arabo sempre più ostile dopo la nascita dello stato d’Israele). Quegli esuli che saranno chiamati nel loro insieme pieds noirs. Arcady, figlio di un legionario ungherese e di una juïve di Algeri, cresce in un quartiere popolare della Ville Blanche (così è ancora chiamata dai suoi nostalgici ex abitanti la capitale), fianco a fianco con musulmani e cristiani, come ha raccontato più volte lui stesso e come si vede in un filmato della tv francese rintracciabile su Youtube sul suo ritorno qualche anno fa nella città, e nella casa, dov’è nato e cresciuto. Di quell’ebraismo nordafricano Arcady si è fatto nel corso della sua vita, e della sua carriera, testimone e cantore, con film che raccontano le ferite della partenza e il non facile trapianto in Francia. Film come Le coup de sirocco e soprattutto Le grand pardon, saga di una famiglia criminal-mafiosa di radici ebraiche (ha recentemente osservato Le Monde recensendo un film in cui pure si parla di criminalità ebraica in Francia, La truffa del secolo, come Alexandre Arcady possa affrontare certi temi senza cadere in cliché antisemiti in quanto lui stesso ebreo e profondo conoscitore dell’universo che racconta: mentre l’operazione è assai più complicata e ardua quando a tentarla è chi ebreo non è, come il regista di La truffa del secolo Olivier Marchal). Lunga premessa per arrivare a L’ultima estate a Tangeri, raro film in onda stasera. Dove, in forma di crime e noir, anzi polar, si va a mostrare un altro snodo storico fatale del Nord Africa del secondo Novecento, il passaggio di Tangeri, dopo decenni con lo status di città internazionale, al Marocco: correva l’anno 1956. In quell’anno, in quell’estate, un boss della mala viene ammazzato dal suo rivale, che va a occuparne il ruolo di dominus dei più loschi traffici della strategica città, punto di passaggio e ponte tra Europa e Nord Africa. Un detective pieno di problemi e debiti nella più pura tradizione hard boiled viene incaricato di consegnare una busta a una giovane donna in arrivo in città. Sarà l’inizio di una guerra nel milieu malavitoso. Vedere il film cogliendo i molti e robusti riferimenti alla Storia, alla Tangeri multietnica di ebrei, arabi, francesi, spagnoli ormai morente della quale questo film del 1986 si fa elegia e memoria. Con Thierry Lermitte, il grande Roger Hanin (attore feticcio di Arcady: era il manager di boxe omosessuale di Rocco e i suoi fratelli, nella vita cognato di Mitterrand) e Valeria Golino. Nota: Alexandre Arcady è il padre del regista-simbolo del nuovo horror francese, Alexandre Aja, attivo anche a Hollywood.

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