Venezia Festival 2018. Recensione: ‘Frères ennemis (Fratelli nemici)’, un film di David Oelhoffen. Non vincerà il Leone, ma è un gran bel noir

Frères ennemis (Close Ennemies) di David Oelhoffen. Con Matthias Schoenaerts, Reda Kateb, Adel Bencherif, Sofiane Zermani, Nicolas Giraud, Marc Barbe, Sabrina Ouazani, Gwendolyn Gourvenec, Astrid Whettnall. Venezia 75 Concorso.
Un classico polar francese con echi melvilliani, aggiornato alla contemporaneità delle cité incasinate e dominate dall’illegalità. Manuel e Driss crescono insieme, il primo diventerà boss del narcotraffico, il secondo poliziotto. Si ritroveranno uno contro l’altro (è il Fato, ovvio). Un film di genere molto ben scritto e girato. Nerissimo, implacabile. Con un finale che è una sciabolata. Non gli daranno di sicuro il Leone, ma è da vedere. Voto 7
Un noir di pura marca francese che guarda al maestro Jean-Pierre Melville, ma anche alla faide sanguinose e soietate dei primi film di Scorsese o del Padrino coppoliano. Con i legami di sangue a imprigionare le esistenze e impedire ogni via di fuga. Tutto immerso in una cité oltre Parigi a dominante etnica nordafricana-islamica. Ce l’hanno insegnato Scorsese e James Gray: se nasci e cresci in certi quartieri complicati puoi solo diventare  gangster o poliziotto (in alternativa: prete). Questione di destino, della sliding door che ti capita di imboccare. Manuel e Driss, il primo francese di radici francesi, il secondo francese di radici magrebine, son stati ragazzi e son diventati grandi insieme nella banlieue. Con Manuel che ha imparato presto a conoscere quel mondo di immigrati di tradizioni islamiche frequentandone le case, consumandone il cibo, incorporandone le abitudini. Apprendendo la centralità della famiglia. Ma oggi – a confermare la legge Scorsese – stanno su fronti opposti, fratelli nemici, Manuel è un boss della zona, specializzato in importazione e distribuzione su vasta scala di cocaina, Driss è poliziotto assegnato alla narcotici (“hanno deciso così perché conosco l’ambiente”). E ovviamente il destino li metterà contro. Se questo è l’asse narrativo principale, intorno ruotano altri personaggi e infinite sottotrame. In un racconto, come vuole il genere illustre del polar, assai ingarbugliato e pieno di colpi di scena e rovesciamenti per via di tradimenti, doppi e tripli giochi, inganni. Succede che mentre Manuel con due soci magrebini sta per trattare una partita di cocaina, arrivano due killer. Solo Manuel sopravvive all’agguato. Ma dovrà convincere i compari arabi dei defunti, e soprattutto il loro scafatissimo e spietato capoclan, di non essere lui il mandante del doppio omicidio. Non dico di più. Se non che il film mantiene in pieno quello che promette già dal titolo. Tensione, ottima messa a punto dei caratteri, credibile ricostruzione d’ambiente. E la la guerra tra bande che si fa resa dei conti tutta interna al clan criminale, al gruppo di coloro che sono cresciuti insieme illudendosi che amicizia e affetti li avrebbero salvati. Come nei migliori Melville, domina un senso di necessità e fatalità, un ordine già scritto delle cose cui uomini e donne non possono opporsi. Matthias Schoenaerts smagrito e al suo meglio, come sempre nei noir, Reda Kateb, faccia segnata dalla vita, è l’amico-nemico poliziotto. E non si dica che non era il caso di inserire un poliziesco come Fratelli nemici nel concorso (se mai c’è da chiedersi come in concorso siano arrivate certi altri film, come il terribile tedesco Opera senza autore proiettato stamattina alla stampa). Il regista David Oelhoffen non è uno sconosciuto: aveva portato a Venezia bel 2014 il molto interessante Loin des hommes, e adesso conferma il buono mostrato allora.

 

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, Dai festival, festival, film, recensioni e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Venezia Festival 2018. Recensione: ‘Frères ennemis (Fratelli nemici)’, un film di David Oelhoffen. Non vincerà il Leone, ma è un gran bel noir

  1. Pingback: Venezia Festival 2018. LA MIA CLASSIFICA del concorso (a oggi, lunedì 3 settembre) | Nuovo Cinema Locatelli

  2. Pingback: Venezia Festival 2018. LA MIA CLASSIFICA del concorso (18 film su 21), aggiornata a mercoledì 5 settembre | Nuovo Cinema Locatelli

  3. Pingback: Venezia Festival 2018. LA MIA CLASSIFICA FINALE dei 21 film del concorso. Al primo posto ‘Sunset’ | Nuovo Cinema Locatelli

Rispondi