Venezia Festival 2018, il giorno del giudizio. I favoriti al Leone: tutti dicono Cuaron, io spero Nemes. Aggiornato alle ore 16.58

ROMA

Sono tanti quet’anno i film tra il buono e l’eccellente che potrebbero portarsi via il Leone. Però i susssurri provenienti dal Palazo del cinema) e dintorni ne danno uno meglio piazzato degli altri, ed è ROMA del messicano Alfonso Cuarón. Che è piaciuto a tutti, a stampa e pubblico, o, per meglio dire, non è dispiaciuto a nessuno, nemmeno alla critica più radicale e militante. Il che ne fa il Leone perfetto. Certo, c’è un inciampo: Cuarón è messicano come il presidente della giuria Guillermo del Toro, i due si conoscono bene, e se fosse Leone non mancherà chi urlerà al conflitto di interessi. Peraltro c’è un altro film messicano in concorso, a mio parere anche più bello di ROMA, ed è Nuestro Tiempo del maudit Carlos Reygadas. Ma difficile che diano il premio massimo a un’opera tanto eccentrica. Anche se sarebbe ora che Venezia, dopo aver premiato il bello ma mainstream The Shape of Water, scegliesse stavolta qualcosa di più arrischiato. Il mio Leone è Sunset di Laszlo Nemes, che qualche chance con la giuria credo ce l’abbia. Qualche, non troppe. Poi tutto può accadere, perché lo spettro dei possibili vincitori è largo. The Favourite di Yorgos Lanthimos (altro film acclamato all’unanimità), The Sisters Brothers di Audiard, i Coen, perfino Suspiria di Luca Guadagnino che potrebbe venir fuori a sorpresa dalla partita geopolitica che si gocherà, che anzi si è già giocata, in giuria (si dice sia molto piaciuto a del Toro: certo è nelle sue corde). Ma nemmeno la vittoria di Doubles Vies di Olivier Assayas è da escludere. Io spero che oltre a Nemes sia riconosciuto in qualche modo Vox Lux di Brady Corbet, magari con la Coppa Volpi a Natalie Portman. Che però se la dovrà vedere con la Olivia Colman e le altre di The Favourite. Poi certo c’è la variabile impazzita The Nightingale di Jennifer Kent, orribile, ma unico film di una donna in concorso. Con tutto quello che gli americani hanno scritto di questa mostra accusandola di maschilismo, dopo l’ormai globalmente famoso insulto di un giovane critico italiano in Sala Darsena all’indirizzo della regista, volete che il filmaccio esca dal festival senza il risarcimento di un premio? Si sussurra del Mastroianni alla protagonista, ma io temo gli diano di più. E sarebbe uno scandalo. Stasera, a partire dalle 19, la cerimonia dei premi, officiante Michele Riondino. Se Suspiria resta il film italiano meglio piazzato, qualcosa potrebbe andare anche al poco riuscito ma molto apprezzato dalla nostra stampa Capri-Revolution di Mario Martone.
UPDATING, ore 16,58. Si dice siano stati avvistati di ritorno al Lido: l’attore dei Coen (si presume per ritirare un premio a loro nome), l’ovvio Alfonso Cuaron, Olivia Colman (Coppa Volpi come migliore attrice), Luca Guadagnino (ma i rumors sulla sua presenza sono discordanti) e, ahinoi, Julian Schnabel, autore di uno dei peggio film del concorso. Pare ci sia anche il suo protagonista Willem Dafoe: se premiassero lui come migliore attore e non il film ci potrebbe anche stare. Comunque sono rumors, il palmarès potrebbe essere tutt’altro.

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