Film da recuperare stasera in tv: ‘Profondo rosso’ di Dario Argento e ‘Kika’ di Almodóvar (dom. 9 giugno 2019, tv in chiaro)

Da recuperare stasera in tv se ve li siete persi, rispettivamente ieri (Argento) e l’altro ieri (Almodóvar).

Profondo rosso di Dario Argento, Italia 2 (canali 66 e 120 dt), ore 23,32. Domenica 9 giugno 2019.
Caposaldo del nostro cinema. Il capolavoro del primo Dario Argento, quello che aveva reinventato il thriller sadicizzandolo e italianizzandolo, e però ancora si atteneva a un pur vago schema narrativo classico, prima di sprofondare nell’orrore assoluto, fine a se stesso, autistico, celibe, di Suspiria e seguenti. C’è una misteriosa casa, una villa liberty di sinistra suggestione, dove su una parete è graffitato un disegno che si rivelerà la chiave del mistero. Ci sono delitti a catena, assai efferati in stile Argento. C’è un inglese che indaga, ed è il David Hemmings di Blow-up, coadiuvato da una giornalista italiana, una bellissima Daria Nicolodi molto icona Seventies, moglie di Argento e mamma di Asia. Si uccide, in Profondo rosso (anno 1974), perché in quella villa qualcuno in tempi lontani uccise. Ma cosa successe davvero e perché quel passato ritorna? Stuolo di interpreti fantastici, da Gabriele Lavia figlio devoto, fino a Macha Meril medium. C’è anche Clara Calamai, la diva del viscontiano Ossessione, qui riesumata in una sorta di Viale del tramonto sul Tevere. Chi se la dimentica più quella scena finale? Quell’ascensore? Colonna sonora dei Goblin che divelse le charts e oggi è un classico. Questo film è anche lo Psycho di Dario Argento. Celebrato, e presentato in versione restaurata, al Torino Film Festival in occasione dei 40 anni dalla sua uscita. Anche perché torinesi sono molte delle enigmatiche, terrifiche location (e non c’era ancora la Piemonte Film Commission).

Kika – Un corpo in prestito di Pedro Almodóvar, Cielo, ore 23,50. Domenica 9 giugno 2019.
Almodóvar in ogni dove. Continua difatti sulla scia dei buonissimi incassi di Dolor y Gloria la messa in onda su Cielo di alcuni titoli della sua ormai imponente filmografia, mentre la Fondazione Prada di Milano lo celebra con la proiezione, oltre che dell’immancabile Dolor y Gloria, di nove suoi titoli passati e un pugno di film del secondo Novecento spagnolo scelti e segnalati dallo stesso Almodóvar come capolavori imperdibili. Stasera su Cielo riecco Kika (Un corpo in prestito è il solito orrendo sottotitolo aggiunto in Italia): film che risale al 1993, in una delicata fase di transizione per Almodóvar quando, ormai star globale dopo i trionfi di Donne sull’orlo di una crisi di nervi, cerca una mediazione e una giunzione tra la selvaggeria assoluta degli inizi, tra quel cinema volutamente di margine e un altro più conciliato, anche più narrativamente accessibile al pubblico. Fase che coincide a mio parere con la sua stagione meno felice e e risolta, dalla quale PA uscirà con il capolavoro Tutto su mia madre.
Mai amato Kika, che allora mi sembrò una delle provocazione tardive e fuori tempo massimo del regista spagnolo, un accumulo dei suoi cliché e manierismi, una caotica riflessione sulla società dello spettacolo incrociata alla solita sgargiante galleria di matti e matte almodovaresche. Uno scrittore americano torna in Spagna dal figlio anni dopo la morte per suicidio della moglie. Si ritroverà in un tourbillon di eventi e figure e figurine, dalla fiammeggiante morosa del figlio a una giornalista televisiva specializzata in programmi-exploitation di sesso e sangue. Si circumnaviga, citandolo e omaggiandolo abbondantemente, il noir alla Hitchcock e De Palma, solo che Kika, strattonato da spinte diverse e divergenti, non ce la fa mai a trovare il suo centro di gravità. O, almeno, così mi parve all’ora. Memorabile solo il look, come si diceva in quegli anni, della giornalista tv Andrea (una non amabilissima Victoria Abril): una guaina nera con tanto di telecamera-occhio scrutatore incorporata sopra la testa. Peter Coyote è l’americano. Assente stavolta il divo almodovariano Antonio Banderas, che in quegli anni se ricordo bene ci provava (riuscendoci) a sfondare a Hollywood e trasformarsi in star planetaria. Film comunque da rivedere, e chissà mai che a distanza di tanto tempo non ci guadagni.

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