Un meraviglioso film di Jim Jarmusch stanotte in tv: SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO (merc. 10 luglio 2019, tv in chiaro)

Attenzione: sul sito di Rai Movie in questo momento (alle ore 23,45 di mercoledì 10 luglio) il film di Jarmusch, diversamente da qunto indicato fino a poco fa, non risulta più in programmazione.
Solo gli amanti sopravvivono (Only Lovers Left Alive)
, un film di Jim Jarmusch, Rai Movie, ore 2,45. Mercoledì 10 luglio 2019.
Rrecensione scritta alla presenetzione del film al festival di Cannes (poi rivista all’uscita in sala in Italia).
RSolo gli amanti sopravvivono (Only Lovers Left Alive), un film di Jim Jarmusch. Con Tilda Swinton, Tom Hiddleston, Mia Wasikowska, John Hurt. 048160Adam, Eve e il loro amico Marlowe. Sì, proprio l’elisabettiano rivale di Shakespeare. Tutti e tre vampiri chic e assai dandy e coltivati sulla terra da tempo immemorabile che oggi vivono tra la Tangeri che fu di Paul Bowles e Burroughs e la Detroit già capitale dell’auto e del soul. Due città che, come loro, vivono delle proprie memorie. Bevono sangue in preziosi cristalli, non azzannano nessuno alla giugulare se non strettamente necessario. Un film di Jim Jarmusch fatto di nulla, ma squisitissimo, di gran gusto e classe. Un magnifico esercizio di stile però mai vacuo, pieno di allusioni e riferimenti al nostro mondo e, ebbene sì, di metafore (le droghe ecc.). Con una Tilda Swinton assoluta. Voto 8
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Un film fatto di niente. Una bolla di sapone. Però di una grazia assoluta: squisito, fragile come un cristallo. Una extravaganza, un divertissement inventato da Jim Jarmusch per baloccarsi con il cinema e le sue personali passioni (musicali, letterarie), girato con una classe inarrivabile, un gusto e, ebbene sì, una cultura non così frequenti nel cinema di oggi, e mica solo in quello. Una storia di vampiri gentili, eleganti, assai coltivati, succhiasangue sì, ma percorsi da malinconie e disincanti e sprezzatura assai dandy. Un incanto, vi dico. Vivono tra Tangeri e Detroit, due città che campano di memorie, simulacri di quel che furono e contenitori di fantasmi e della loro grandezza passata. La prima, meta un tempo di viaggiatori in cerca di viaggi fuori di testa ed esperienze sessuali allora eterodosse in quanto omosessuali, Paul Bowles, William Burroughs, Tennessee Williams, Truman Capote, Allen Ginsberg, e poi maledettissimi rockers anni Sessanta. La seconda, già capitale dell’auto e della musica soul. Scenari delabré, decadenti e decaduti, corrosi, marci, dunque perfetti e adeguati a chi, come i due vampiri-amanti protagonisti, Adam e Eve, sono su questa terra da molti secoli, molto hanno vissuto e molti ricordi hanno accumulato e ormai sopravvivono a se stessi e a ciò che son stati, guardando con un certo orrore alla volgarità oggi dilagante. Adam è musicista, compositore di musiche preferibilmente funebri ed è basato a Detroit. Eve fa l’expat (ma espatriata da dove? da cosa? da quale patria?) a Tangeri. Si guardano, parlano, magari fanno l’amore a distanza via Skype (e Adam, appassionato collezionista di chitarre elettriche d’epoca e di ogni possibile evocativo oggetto, la sua Eve via Skype se la guarda su un vecchio televisore anni Cinquanta-Sessanta). Devono procurarsi sangue umano, ovvio, sennò schiattano, ma signorilmente si astengono dall’addentare violentemente con i loro canini ignare ed innocenti prede, preferiscono comprare clandestinamente sacche di sangue dai loro personali pusher pagandolo a caro prezzo (problemi di soldi comunque non paiono averne). Ma devono stare attenti, non è più il sangue di una volta, se consumano quello contaminato rischiano di morire (e ogni allusione all’Aids è voluta). Lo delibano in preziosi bicchieri di cristallo o, più modernamente, in ghiaccioli al sangue, ed è una delle trovate più bizzarre e divertenti del film. L’effetto, una volta bevuto, è una sorta di trance allucinatoria, a sottolineare come in questo film il sangue sia anche trasparente metafora di ogni possibile droga, di quelle dure soprattutto, e mica per niente siamo nella Tangeri meta storica di sballatoni. Vampiri come junkies? Anche. Tilda Swinton, più che mai Tilda Swinton, la migliore e più elegante vampira che si sia mai vista al cinema insieme alla Deneuve di Miriam si sveglia a mezzanotte, deambula di notte come una tossica chic per i vicoli della città nord-marocchina, mentre ombre rasenti i muri le offrono tutti i vizi possibili e proibiti. Basterebbe questo gioco citazionista a fare di Only Lovers Left Alive qualcosa di imperdibile. Che volete, Adam ed Eve sono degli inguaribili snob, et pour cause. Nel corso dei loro secoli di vita hanno vissuto in periodi aurei, come il Rinascimento italiano, hanno frequentato Shakespeare, Schubert (“ricordi, Adam, quando gli regalasti quella sonata? E lui che l’ha spacciata per sua”) e i migliori di ogni tempo, dal Medioevo in giù. Adesso guardano con paura e disprezzo agli zombie che si stanno impossessando della terra, esseri volgari, cattivi, pericolosi, loro nemici da sempre. Insieme ad Eve e Adam, il terzo del gruppo è Christopher Marlowe, sì proprio il trageda elisabettiano (Eve, riferendosi agli amori omosessuali di Christopher: “Sei stato il protagonista del più grande scandalo letterarario della storia”, e lui: “Ma cara, erano secoli fa”), antagonista di Shakespeare (“quello zombie!”, sospira lui guardandone il ritratto) e adesso la sua gaytudine la vive a Tangeri, con molte analogie con Paul Bowles. Proprio come Bowles ha un devoto amante marocchino che lo assiste e che lui ha avviato alla scrittura. A un certo punto entra in ballo la sorella di Eve, Ava (Mia Wasikowska), vampira assai diversa e assai più contemporanea, che mica per niente vive nella volgare Los Angeles (“la capitale degli zombie”, commenta sprezzante Adam), una ragazzaccia che si prende subito ciò che vuole e che le serve. E se ha sete non sta tanto lì a menarsela e farsi degli scrupoli, si porta a letto un appetitoso ragazzo e gli si attacca alla giugulare spedendolo nell’oltretomba. Ah, signora mia, questi giovani. Ecco, non succede quasi niente, nel film non c’è un vero percorso narrativo, se non nel personaggio di Marlowe: è come un ritratto fisso e criptato del nostro mondo, e forse i vampiri siamo noi. Only Lovers Left Alive è una bolla, un cristallo, ma è uno di quei film che non si possono perdere.

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