Film stasera in tv: il docu MANSFIELD 66/67 (ven. 23 agosto 2019, tv in chiaro)

Mansfield 66/67 – La bionda esplosiva di Hollywood, un docufilm di David Ebersole e Todd Hughes (2017). Cielo, ore 0.45, venedì 23 agosto 2019.

Jayne Mansfield con Anton LaVey

Mansfield sta qui per Jayne Mansfield, la più prorompente e dirompente e dotata di curve delle maxi-bionde hollywoodiane tra anni Cinquanta e Sessanta. Una delle tre mitologiche M, tutte platinate, tutte sexy, tutte maggiorate (le altre due: Marilyn Monroe, ovviamente, e la meno nota da noi Mamie Van Doren). 66 e 67 sono gli ultimi due anni di vita di quella diva anomala, buona per il cinema da drive-in ma poco amata da quello maggiore, confinata nei B-movies e raramente ammessa in serie A. Diva troppo sconveniente e fuori misura non tanto per i centimetri vita-seno, ma per la sfacciata esibizione della propria carica erotica, per l’inesausta anche cinica promozione della propria immagine, per l’abbinare a un corpo superdotato altrettanta superdotazione cerebrale (IQ pare altissimo, cinque lingue parlate: si dice fosse anche una sofisticata suonatrice di violino). Un ciclone che ha invaso l’immaginario americano per almeno una decade con i suoi amori turbolenti (tre mariti) e gli scandali veri o presunti. Questo docu sposa e asseconda in pieno il mito camp che intorno a Jayne Mansfield si è consolidato dalla sua morte, avvenuta nel 1967 in un incidente stradale in Alabama, e intorno alla sua precedente vita di nuova Mae West (uno dei mariti era un mister Universo sovraccarico di muscoli, Mickey Hargitay: il massimo del camp). E dunque, oltre a ripercorrere esistenza e fine di Mansfield, rievoca anche il molto chiacchierato e mediatizzato rapporto (fu amore? fu solo alleanza a fini promozionali per l’uno e l’altra?) tra Jayne Mansfield e il satanista Anton LaVey fondatore di una Chiesa di Satana per niente clandestina, anzi molto esposta sui giornali. Un legame che pare avesse molto irritato un fidanzato di Jayne il quale – così vuole la leggenda nera – ruppe per rabbia un talismano proprio nella sede di LaVey: innescando una maledizione. Lui sarebbe morto in un incidente stradale e, dopo di lui, anche la povera Jayne. Materiale torbido e lurido, da giornali scandalistici di allora, perfetto per il gossip alto ma pur sempre lurido di Hollywood Babylonia. Tant’è che il suo autore, Kenneth Anger, è tra i testimoni qui interpellati dal duo registico David Ebersole-Todd Hughes. In più, goduria massima, ci sono anche John Waters (appena insignito di premio alla carriera al festival di Locarno), Tippi Hedren, Mamie Van Doren. Solo per gente curiosa, ma curiosa veramente. I cinefili puristi pronti a inarcare il sopracciglio di fronte a tanto camp sappiano che Mansfield 66/67 è stato presentato due anni fa al festival di Rotterdam, e tanto basti come lasciapassare.

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