Film stasera in tv: Quentin Tarantino presenta FIORE DI CACTUS di Gene Saks (mart. 17 settembre 2029, tv in chiaro)

Per la rassegna “Quentin Tarantino – Hollywood 1969”: Fiore di cactus, un film di Gene Saks. Rai Movie, ore 21:15, martedì 17 settembre 2019.
Cos’abbia spinto Quentin Tarantino a scegliere tra i suoi film anni Sessanta (l’operazione  Tarantino: Hollywood 1969 rientra nel lancio e affiancamento promozionale di C’era una volta… a Hollywood) anche Fiore di cactus può sembrare misterioso. Trattasi difatti di commedia brillante – puro tradizionalissimo e borghese teatro boulevardier parigino poi approdato a Broadway e diventato cinema a Hollywood per la regia dello specialista Gene Saks – agli antipodi della rude e maschia sensibilità tarantiniana. Ma nell’introduzione-dialogo con la storica del cinema Kim Morgan il signor Quentin ci rivela come vedendo bambino Fiore di cactus fosse rimasto colpito dalla giovanissima e energetica Goldie Hawn: “Vai al cinema (da piccolo), vieni ammaliato da un attore e a fine film pensi di essere innamorato. A me è successo con Goldie Hawn, è stata la mia prima esperienza del genere”*. Hawn che grazie a Fiore di cactus si sarebbe ritrovata molto in alto nel ranking hollywoodiano prendendosi pure l’Oscar come best supporting actress.
Sceneggiatore è uno tra i più grandi, I.A.L. Diamond, collaboratore storico di Billy Wilder per titoli come A qualcuno piace caldo, L’appartamento, Prima pagina, un marchio di qualità garantita. Ma all’origine sta una pièce non priva di polvere e dal vago sapore rétro della premiata coppia francese Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy, autori anche di quel Potiche da cui François Ozon ha tratto qualche anno fa l’omonimo e ultracitazionista film con Catherine Deneuve e Fabrice Luchini.
La storia: un dentista (Walter Matthau) per eludere le richieste di matrimonio della giovane amante (Goldie Hawn) finge di essere già sposato e chiede alla sua asssistente infermiera (Ingrid Bergman) di fargli da moglie nella finzione: assistente com’è ovvio da sempre benché silenziosamente innamorata di lui. Facile intuire come andrà a finire. Abbastanza datato teatro degli equivoci, dei tradimenti e dei mascheramenti fatto cinema, eppure in quel 1969 di rivoluzioni anche sullo schermo Fiore di cactus fu un enorme successo di pubblico. A cinquant’anni di distanza a vincere dei tre protaginisti è Ingrid Bergman, qui al suo primo film girato su suolo americano dopo la famosa fuga rosselliniana in Italia. Mostrando un’autoironia e una vocazione per la commedia  francamente insospettabili fino a quel momento.
* grazie a Sigh Sigh Anto per la citazione

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