Film stasera in tv: Quentin Tarantino presenta EASY RIDER (venerdì 20 settembre 2019, tv in chiaro)

Per il ciclo “Tarantino: Hollywood 1969” il regista con la scrittrice e storica del cinema Kim Morgan introduce Easy Rider – Libertà e paura, Rai 4, ore 21:15. Venerdì 20 settembre 2019.
Ormai ci si sta affezionando al Quentin Tarantino che, interloquendo con la brava e competente storica del cinema Kim Morgan, introduce, spiega, propone, promuove, impone gli 8 film (in origine erano 10, ma la Rai ne ha lasciati perdere chissà perché due) da lui scelti per raccontarci la Hollywood degli anni Sessanta, quella di cui in C’era una volta… a Hollywood mette in scena tramonto e metamorfosi-rinascita nella capitale di un altro, differente cinema. Tutti titoli presi dalla Columbia Pictures Library acquisita nel frattempo dalla Sony, che è poi, ovvio, la produttrice del nuovo Tarantino con le superstar Brad Pitt e Leo Di Caprio. Quindi operazione doppiamente promozionale: di C’era una volta… a Hollywood e dell’archivio Columbia-Sony, e però che male c’è se poi il risultato è di farci scoprire-riscoprire film dimenticati o sottovalutati o persi? Stasera il ciclo trasloca, e solo per stasera, da Rai Movie alla più giovanottesca Rai 4. E non se ne capisce francamente la ragione. Certo, i due titoli di stasera, Easy Rider (alle 21:15) e L’impossibilità di essere normale (ore 22:57), perfetto titolo italiano di Getting Straight, furono e restano film-manifesto giovanil-generazionali, ma di chi era giovane mezzo secolo fa, perché mai dovrebbero aflascinare i venti-trentenni d’oggi che sono il pubblico di riferimento della rete? In ogni caso sarà interessante vedere come Tarantino riuscirà a rinfrescare e farci osservare con un nuovo sguardo uno dei film più commentati e usurati dalle troppe visioni della storia del cinema come Easy Rider. Il film che, correva la fine dei Sessanta, ribaltò Hollywood e vi impose – almeno per l’espace d’un matin – una nuova leadership e un altro cinema. Easy Rider, con i suoi due frikkettoni che percorrono gli States con le loro Harley Davidson e, volendo vivere la propria libertà, si troveranno a scontrarsi con l’America profonda e le sue intolleranze, fu un clamoroso successo e diventò il simbolo (uno dei simboli) di una generazione e di una rivoluzione sociale e di costumi. Oggi quel film che stabilì Dennis Hopper e Peter Fonda (e un Jack Nicholson con ancora protagonista assoluto) come icone imperiture, è da vedere come un oggetto alieno che viene dal passato, come lo specchio di un’epoca. E chissà se ancora guardabile. Dennis Hopper non si sarebbe più ripetuto. Il suo successivo The Last Movie sarebbe stato un flop colossale che lo avrebbe tagliato fuori per una decade. E però sulla scia di Easy Rider sarebbe venuta l’Hollywood liveral a cavallo tra anni Sessanta e Settanta, con nomi quali Mike Nichols, Hal Ashby, Bob Rafelson e Robert Altman. E Martin Scorsese e Francis Coppola.
Stiamo a vedere cosa dirà Tarantino nella consueta intro e nell’altrettanto consueta post-fazione con Kim Morgan. Perché la rassegna “Tarantino: Hollywood 1969” (sballatissima e fuorviante etichetta italiana, in realtà i film vanno dal 1958 al 1970) si sta configurando serata dopo serata indispensabile non solo e non tanto per i titoli, ma per i discorsi del signor Quentin. Entertainer, come peraltro già si sapeva, irresistibile, un autentico imbonitore imnamorato della sua merce che qui si muove nel territorio che gli è più congeniale, il cinema d’epoca, da lui commentato e vivisezionato con uno sguardo che è insieme del più sofisticato cinefilo e del bambino ingenuo e stupefatto. Capace di farci scorgere in titoli spesso ossificati in stereotipi interpretativi e critici lo scintillio di nuove visioni e rivelazioni, di nuove possibilità e significati. Al di là dell’occasione offerta dal lancio di C’era una volta… a Hollywood si vorrebbe che Quentin e Kim Morgan tornassero insieme con altre storie, con altri film, a rimestare nel loro e nel nostro immaginario cinematografico.

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