Film da non perdere stasera in tv: VITA DA VAMPIRO di Taika Waititi (lunedì 21 ottobre 2019, tv in chiaro)

Vita da vampiro (What We Do in The Shadows) di Taika Waititi, Rai 4, ore 22:42. Lunedì 21 ottobre 2019.

Qui e sopra: Taika Waititi in Vita da vampiro.

Taika Waititi chi? Sarà meglio imparare a conoscerlo, perché il suo nuovo film – di cui è regista e interprete – Jo Jo Rabbit è già un caso negli Stati Uniti, dato come certo protagonista nella corsa agli Oscar che andrà tra non molto a cominciare. Una commedia tra l’onirico e il surreale che gioca con un tema pesante e ai limiti dell’impossibile come il nazismo, ma che al recente festival di Toronto ha sbancato contro ogni previsione portandosi via il premio di film più votato e gradito dal pubblico. Successo confermato nei primi giorni di programmazione sul mercato nordamericano (Jo Jo Rabbit è uscito lo scorso venerdì) da una media di incassi per theater altissima. Intanto i cinefili annotino: Jo Jo Rabbit sarà il film di apertura, molto atteso, dell’imminente Torino Film Festival (inizio il 22 novembre). Commedia bislacca e un filo fuori di zucca, dove lo stesso Taika Waititi – il nome rivela la sua origine neozelandese-maori – interpreta con tanto di obbligatori baffetti nientedimeno che l’incarnazione del Male assoluto, insomma Adolf Hitler. Siamo nella Germania nazista, con un ragazzino di nome Jo Jo  appartenente alla Hitlerjugend che da entusiasta del regime comincia a nutrire qualche serio, serissimo dubbio su quella società liberticida e fanatizzata. Il lato surreale sta nell’interloquire continuo tra lui e un amico immaginario che altri non è se non lo stesso Führer. Anche se non è la prima volta che si affronta al cinema il nazismo in chiave di commedia (il primo fu il meraviglioso Lubitsch di Essere o non essere, Benigni con La vita è bella arriverà molto dopo), Jo Jo Rabbit si annuncia come l’occasione perfetta per nuove, infinite controversie e battaglie culturali sulla liceità di simili operazioni. Ma Taika Waititi la sua carriera l’ha cominciata con questo piccolo film in patria, Vita da vampiro, in onda stasera su Rai 4 e prsentato a suo tempo – era il 2014 – in concorso al Torino Film Festival dove se ricordo bene avrebbe poi vinto il premio per la migliore sceneggiatura. Una commedia vispa e molto divertente su una strana coabitazione di vampiri a Wellington, Nuova Zelanda. Fu tale il successo anche americano di qusto piccolo film che Waititi fu poi chiamato a Hollywood a dirigere Thor: Ragnarok, secondo gli appassionati nerdici il migliore della saga del signore del martello cosmico. Waititi è poi rispuntato l’anno scorso in giuria a Venezia, la giuria presieduta da Guillermo Del Toro che ha assegnato il Leone a Roma di Alfonsoi Cuaron. Insomma son parecchi i buoni motivi per dare un’occhiata più che attenta stasera a Vita da vampiro, titolo che possiamo cinsiderare come la nascita di un autore (e attore) star. Oltretutto si ride. Ecco quanto ne ho scritto quando fu presentato al Torino FF 2014.
È piaciuto e piacerà questo rozzo, ma furbo e paraculissimo film neolezandese che gioca – un’altra volta! – con la mitologia e l’iconografia e la convenzione dei vampiri. Che ormai non se ne può più, e però devo dire che i due autori neozelandesi  Jermaine Clement e Taika Waititi riescono a immettere sangue abbastanza fresco nell’usuratissimo ed estenuato genere. La buttano sulla commedia non finissima, anzi piuttosto grossier, assai maschile, senza badare troppo a mettere a punto uno stile e un’idea di cinema. Vita, opere, fatti e misfatti di quattro vampiri che si dividono la stessa casa a Wellington, NZ. Son baruffe e bisticci come in ogni coabitazione, e c’è il precisino che vuole tutto organizzato e ordinato e quello che fa casino e non lava mai i piatti. Cose così. Il più giovane ha quasi 400 anni, il più anziano ne ha settemila e giustamente vive e dorme in un sarcofago. Non manca Vlad l’impalatore, sempre voglioso di sangue nuovo e donne. Molto inventivo. Le trovate si susseguono, il ritmo è elevato, si ride molto e non ci si annoia mai. Basta non pretendere delle grandi finezze, ché qui si va decisi sulla farsa. Il limite vero è che di cinema ce n’è poco, l’impressione è che si tratti di un pilot per una serie tv o una sit-com. E della sit-com ha la struttura a blocchi, ognuno con il suo tragitto narrativo veloce e l’inevitabile, necessario approdo comico. I due registi sono anche tra gli interpreti.

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