A Milano GENDER BORDER, film e altri eventi dai nuovi territori dell’identità. Da giovedì 7 novembre al Cinemino tt

se Il 7, 8 e 9 novembre (2019)
a Milano al Cinemino,
via Seneca 6, la prima
edizione di Gender Border
.
Attenzione: per accedere
occorre essere in
possesso della tessera
del Cinemino (richiederla
online o alla cassa
il giorno prima della
proiezione prescelta).

A Rosa Azul de Novalis

El Principe

Un’altra rassegna di film LGBTQI? Anzi, LGBTQI+? I due direttori artistici di Gender Border Marco Kassir e Marco Malfi Childemi sottolineano come stavolta si cerchi di andare oltre il cinema omosessuale così come lo abbiamo visto configurarsi in tanti festival per esplorare se mai attraverso i film presentati (e altri eventi collaterali, ma per niente secondari) i territori delle identità fluide oltre la gabbia binaria dei generi, della queerness che è gay ma non solo, dei poliamori, del desiderio e dei desideri che si sottraggono a ogni classificazione e eludono le definizioni. E se l’amore, gli amori omosessuali non mancheranno nei lavori presentati, e se non mancheranno le ricadute dell’attuale cultura gender sul cinema, ci saranno anche titoli come Mujer Nomad sulla sessualità oltre i limiti d’età canonici e fino a ieri consentiti o come Queen Kong dell’italiana Monica Strambini sulle declinazioni al femminile delle maniere porno-cinematografiche. Le informazioni e il programma completo sul sito e sul comunicato che troverete qui sotto dopo questo mio pezzo introduttivo. Io mi limito a segnalare qualche titolo dei dodici in programma, film che ho già visto altrove (come El Principe) e quelli che vorrei assolutamente non perdermi qui. Partiamo allora proprio dal cileno El Principe di Sebastián Muñoz presentato lo scorso settembre a Venezia alla Settimana della Critica e vincitore del Queer Lion. Meritatamente. Un prison movie ambientato in un lurido carcere latinoamericano anni Settanta, la storia di una scalata criminale dietro le sbarre che ricorda il capolavoro Un prophète di Jacques Audiard ma in torrida versione claustrofobico-gay. Omosessualità in cella a raccontare le attrazioni e il dominio, le sopraffazioni e le ansie di potere e controllo sui corpi e le menti. Un film per niente conciliante, infiammato, un cinema non carino e disturbante come oggi non si osa più fare, assai vicino a Jean Genet e al bellissimo quanto dimenticato William Friedkin di In disgrazia alla fortuna e agli occhi degli uomini.
Dal film di chiusura andiamo, in un percorso à rebours, a quello di aperturta di Gender Border, il brasiliano A Rosa Azul de Novalis, Il fiore azzurro di Novalis, di Gustavo Vinagre e Rodrigo Carneiro, lanciato lo scorso febbraio alla Berlinale e diventato subito un culto. Poco a che fare con il cinema gay dimostrativo, militante, di denuncia, piuttosto un cinema di frontiere, di bordo, di esplorazione di linguaggi e di stili dove reale, surreale e incursioni poetiche si mischiano a formare un oggetto-cinema misterioso e carico di suggestioni e risonanze.
Arriva invece dal Sundance, dove ha suscitato un hype che ancora continua, Man Made, documentario di un regista transgender, T Cooper, che va a mostrarci quattro concorrenti del TransFitCon di Atlanta, contest di bodybuilding per trasngender (suppongo FtoM). Altrettanto importante e interessante il francese Ni d’Eve Ni d’Adame, une histoire intersexe. in cui l’autrice, Floriane Devigne ci porta dentro le storie di M e Deborah, entrambi intersessuali. Della variegata geografia delle nuove e cangianti identità tra i generi e oltre i generi quella dell’intersessualità è una delle aree meno conosciute e raccontate, e più fraintese. Intersessualità è una definizione-ombrello sotto cui si racchiudono in realtà stati biologici e fisiologici assai diversi tra loro, ma accomunati dalla presenza nel corpo di caratteri di entrambi i sessi. Un tema assai sensibile già affrontato in film come l’italiano Arianna di Carlo Lavagna e l’argentino XXY di Lucia Puenzo, ma che resta tuttora coperto da tabù e mala informazione.
Il programma completo di Gender Border nel comunicato qui sotto e, ricordo ancora, sul sito della rassegna.

 

          GENDER BORDER FILM FESTIVAL

Milano, 7-8-9 novembre 2019

Il Cinemino, Via Seneca 6

 

PRIMA EDIZIONE

THINK FLUID

 

A Milano nasce la prima edizione del festival dedicato all’identità di genere e ai suoi confini attraverso una narrazione cinematografica in 10 film. Nell’ambito della manifestazione sarà presentato il progetto “Making (of) Love”: l’educazione sessuale arriva nelle scuole, ed è fatta dai ragazzi.

 

Tre giorni di film e incontri nati per raccontare al pubblico le nuove rappresentazioni legate all’identità di genere, al corpo, alla libera manifestazione del desiderio e della sessualità.

Questo l’obiettivo della prima edizione di Gender Border Film Festival che si terrà a Milano dal 7 al 9 novembre presso Il Cinemino (Via Seneca, 6).

Ideato da Marco Kassir e Marco Malfi Chindemi, Gender Border vuole porsi fuori dal binarismo della contrapposizione di orientamento sessuale, fuori dagli stereotipi, dai pregiudizi e dai tabù della società eteronormata dominante per offrire la visione di una nuova società che racconta desideri e bisogni di rappresentazione trasversali e inclusivi.

 

Fluidità di genere, sesso e sessualità, corpi non convenzionali, libertà di manifestarsi: queste le parole chiave che fanno da sfondo al percorso narrativo attraverso lungometraggi, documentari, cortometraggi, ospiti e l’istituzione di una sezione competitiva.

Otto i titoli dei lungometraggi in concorso che saranno valutati dalla giuria composta da: Adele Tulli (regista), Maria Silvia Fiengo (fondatrice associazione Famiglie Arcobaleno), Rafael Maniglia (direttore Festival Mix Milano) e Giancarlo Zappoli (Direttore di MyMovies,it e Presidente Nazionale del Centro Studi Cinematografici).

La giuria assegnerà il Gender Border Award al miglior film, mentre il Premio del Pubblico Il Cinemino andrà al film che avrà ricevuto più votazione dai soci del cineclub milanese.

Ogni proiezione sarà seguita dal “Gender Talk”, incontro di approfondimento sul tema proposto dal film. Momento di discussione anche per l’incontro di sabato mattina (ore 11.00) con i protagonisti di Making (of) Love. Progetto nato a Genova dall’esigenza di 4 ragazzi e 4 ragazze per raccontare ad altri ragazzi e ragazze (dai 15 anni in su) le varie sfumature della sessualità a partire dall’ascolto del proprio corpo e dei propri sentimenti. Making (of) Love sarà il film manifesto della terza rivoluzione sessuale: il primo documentario italiano che guarda al piacere con lo sguardo dei ragazzi di oggi.

 

Inaugurazione giovedì 7 novembre con il Gender Opening Party (ore 18.30) e con il film di apertura in anteprima italiana A Rosa Azul de Novalis di Gustavo Vinagre, Rodrigo Carneiro (Brasile, 2019, 70 min.). “Volevamo fare un film su un personaggio, non con un personaggio” con questa dichiarazione d’intenti i registi portano in scena Marcelo. “Il nostro lavoro – proseguono nelle note di regia – parte sempre dalla realtà per poi ricrearla, trasformarla in qualcosa che in qualche modo metta in scacco lo spettatore su alcuni problemi in generale considerato tabù”.

Il festival si chiuderà sabato 9 con la proclamazione dei vincitori e con tu la proiezione di El Principe, esordio alla regia del cileno Sebastian Munoz. Il film, presentato all’ultima edizione della Settimana Internazionale della Critica e vincitore a Venezia76 del Queer Lion Award, mette in scena uno spaccato della vita in una prigione cilena ve dei rapporti tra i carcerati alla vigilia dell’ascesa al potere di Allende nel 1970.

 

Immagini a questo link il http://bit.ly/GenderBorder

 

Ufficio stampa | Arianna Monteverdi | +39 338 t6182078 | arianna.monteverdi@gmail.com

 

 

          GENDER BORDER FILM FESTIVAL

Il programma

 

 

GIOVEDI’ 7 NOVEMBRE

18:30 Gender Opening Party

21:00 Concorso Internazionale

A ROSA AZUL DE NOVALIS di Gustavo Vinagre, Rodrigo Carneiro (Brasile, 70’)

 

VENERDI’ 8 NOVEMBRE

15:00 Concorso Internazionale

MUJER NOMAD di Martin Farina (Argentina, 74’)

Segue Gender Talk

16:45 Concorso Internazionale

MAN MADE di T Cooper (USA, 93’)

Segue Gender Talk

19:00 Concorso Internazionale

NI D’EVE NI D’ADAM. UNE HISTOIRE D’INTERSEX di Floriane Devigne (Francia, 58’)

Segue Gender Talk

21:00 Gender Talk CORP PORN – C’è porno per tutti.

QUEEN KONG di Monica Stambrini (Italia, 19’)

Concorso Internazionale

LAS HIJAS DEL FUEGO di Albertina Carri (Argentina, 115’)

 

SABATO 9 NOVEMBRE

11:00 incontro con i protagonisti del progetto

MAKING (of) LOVE L’educazione sessuale arriva nelle scuole. Ed è fatta dai ragazzi.

Sarà proiettato il working progress del documentario

15:00 Concorso Internazionale

CAPITAL RETOUR di Léo Bizeu (Francia, 69’)

Segue Gender Talk

16:45 Concorso Internazionale

IO SONO SOFIA di Silvia Luzi (Italia, 82’)

Alla proiezione sarà presente la protagonista Sofia

18:45 Concorso Internazionale

ROOM FOR A MAN di Anthony Chidiac (Libano/USA, 77’)

Alla proiezione sarà presente il regista

21:00 Cerimonia di premiazione

a seguire Closing film

EL PRINCIPE di Sebastián Muñoz (Cile/Argentina/Belgio, 96’)

 

Cineclub Il Cinemino

Via Seneca 6 – Milano Tel. 02 35948722

L’accesso in sala è consentito solo ai soci tesserati | Tessera 5€ valida per il 2020

Biglietto unico: 7,5€ (Ridotto 5€)

Abbonamenti: intero 45€ | pomeridiano 20€

www.ilcinemino.it

Come arrivare

MM3 Porta Romana

Tram 9 Viale Montenero – Via Pier Lombardo

Bus 62 Piazzale Libia

Mappa: https://goo.gl/maps/v1tqsotkcKp

 

 

 

A ROSA AZUL DE NOVALIS

di Gustavo Vinagre, Rodrigo Carneiro (Brasile, 2019, 70’)

Giovedì 7 Novembre ore 21:00 (XXX) FILM DI APERTURA

 

Marcelo ha un’ottima memoria. Ricorda perfettamente la sua infanzia, la storia della sua famiglia e ha visioni sulle sue vite passate. In una di queste è stato Novalis, un poeta tedesco alla ricerca di una rosa blu. E nella sua vita attuale cosa sta cercando Marcelo? Il protagonista ci permette di entrare nella sua abitazione e nella sua vita offrendoci un caffè, bevanda alla quale non può rinunciare. Il film è un monologo, quasi una seduta psicoanalitica, che permette a Marcelo di ripercorre momenti difficili e importanti della propria vita. Il racconto del passato è inframezzato dalla sua quotidianità, che ci mostra con estrema naturalezza, e da riflessioni sul futuro. Forse è proprio attraverso questo percorso che Marcelo riuscirà a dare una risposta alla sua domanda lasciando, invece, allo spettatore interrogativi su cui riflettere.

 

Biografia: Gustavo Vinagre ha studiato letteratura all’Università di San Paolo e sceneggiatura al EICTV di Cuba. Ha diretto diversi cortometraggi come Filme para poeta cego, La llamada, Nova Dubai, Os cuidados que se tem com o cuidado que os outros devem ter consigo mesmos e Filme-catástrofe.
Il suo primo lungometraggio Lembro mais dos corvos/I remember the crows ha vinto come miglior opera prima al Cinema du Reel 2018 e come miglior film all’Indie Lisboa 2018.

Rodrigo Carneiro ha studiato storia all’Università di Ouro Preto e montaggio al EICTV di Cuba. È stato ricercatore nel dipartimento di cinema della facoltà di Belle arti presso la Concordia University di Montreal. Ha scritto e diretto i corti Marilia (2011), Microsieverts (2012) e Copyleft (2014).

 

CAPITAL RETOUR

di Léo Bizeul (Francia, 2019, 69’)

Sabato 9 Novembre ore 15:00

 

Un corpo alla ricerca di un senso, oppure un senso che cerca disperatamente un corpo all’interno del quale realizzarsi e creare una propria esistenza? Figure mobili, nomadi e mutanti nel corpo, nello spirito e nell’identità. La protagonista di Capital retour giace nuda, distesa su una finta pelliccia davanti alla webcam, offre una breve descrizione di se stessa: alta 1,82m, 70kg, nata negli anni ’80 “ma non per questo più saggia”; tedesca di Strasburgo secondo i documenti, ma francese quando si tratta di cultura; pansessuale e intersessuale – rifiuta di essere inquadrata nella solita alternativa binaria.
La pellicola, come la protagonista stessa, non è catalogabile in un unico genere, è in continuo cambiamento alla costante ricerca di una forma che meglio possa esprimere la sua essenza.

 

Biografia: Léo Bizeul è un artista e regista nato nel 1994 a Pabu (Francia). Vive e lavora a Strasburgo. I suoi cortometraggi autoprodotti sono stati proiettati al Centre Pompidou, Forum des images, Casino Luxembourg, Côté court festival in Pantin, Les Laboratoires d’Aubervilliers, Kaskadenkondensator Basel, CRAC Alsace, Cenquatre, Le Syndicat Potentiel, Vidéo Les Beaux Jours a Parigi.
Il suo primo lungometraggio Capital Retour ha ricevuto Loridan Ivens – CNAP Menzione Speciale al Cinéma du Réel.

 

EL PRINCIPE

di Sebastián Muñoz (Cile/Argentina/Belgio, 2019, 96’)

Sabato 9 Novembre ore 21:00 FILM DI CHIUSURA

 

San Bernardo, Cile 1970, poco prima dell’elezione di Allende alla presidenza. In una notte dove l’alcol scorreva a fiumi Jaime, un ventenne solitario e narcisista, accoltella il suo migliore amico chiamato Lo Zingaro, in quella che sembra una lita passionale. Condannato, finisce in carcere dove conosce lo Stallone: Un uomo più grande e rispettato nel quale Jaime troverà protezione, rivelando un profondo bisogno di tenerezza e riconoscimento. Dietro le sbarre Jaime, diventato Il Principe, scoprirà i sentimenti e le alleanze che si trovano in mezzo alla violenza quotidiana. Lo stretto rapporto tra i due, l’Amore nero come viene definito in carcere, permetterà loro di affrontare la lotta di potere che vige in quell’ambiente.

 

Biografia: Sebastián Muñoz ha 45 anni, è laureato presso l’Università Arcis – scuola di cinema. Considerato uno degli esponenti del Nuovo Cinema Cileno, nel 1996 dirige il suo primo cortometraggio La Felicidad e nel 1997 La Buena Suerte. El Principe è il suo debutto alla regia nel lungometraggio, il film è basato sul romanzo omonimo di Mario Cruz, ambientato in carcere nel 1970.

 

 

 

 

IO SONO SOFIA

di Silvia Luzi (Italia, 2019, 82’)

Sabato 9 Novembre ore 16:45

 

Sofia conta e mentre conta cambia, ha 26 anni e la vita in lei sta esplodendo solo ora, con leggerezza e terrore allo stesso tempo. Sofia conta i giorni e poco alla volta allontana un nome, un suono sordo che se pronunciato turba e toglie il respiro. E. è nato il 7 giugno del 1992 bello, forte e sano. E. se n’è andato definitivamente il 13 novembre 2018. Nel mezzo, in quello spazio indefinito che aveva radici nella finzione, si è forgiata una giovane donna. La quotidianità di Sofia è fatta di dolci da inventare, di un giovane amore appena nato, degli abbracci degli amici e di una madre e un padre che provano a dirsi che in realtà è tutto ”normale”. Poi la paura, la decisione, la partenza. Sofia vola in Thailandia e dall’altro capo del mondo ci dice che tutto ha un suo inizio, che questa è la sua nascita e che adesso Sofia può finalmente smettere di contare.

 

Biografia: Silvia Luzi è autrice e regista. Realizza documentari, serie e inchieste per il cinema e la televisione. I suoi lavori sono stati trasmessi, tra gli altri, da Raitre, Sky, NHK, Press Tv, SVT. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e nomination, tra cui David di Donatello, Golden Globe, Amnesty International Nomination (per Dell’Arte della Guerra e La Minaccia). Dopo aver diretto documentari presentati con successo nei principali festival, ha diretto e co-prodotto con Rai Cinema Il Cratere, il suo primo lungometraggio di finzione. L’opera è stata accolta con entusiasmo dalla critica nazionale e internazionale. Il Cratere è stato trasmesso in anteprima alla 32° Settimana della Critica della 74° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

 

LAS HIJAS DEL FUEGO

di Albertina Carri (Argentina, 2018, 115’)

Venerdì 8 Novembre ore 21:00 (XXX)

 

Alla fine del mondo, per puro caso, tre donne si incontrano e danno inizio a un viaggio poliamoroso che cambierà le loro vite. Un viaggio fatto di strade e soprattutto di tempo che si trasforma in gioia pura, piacere e divertimento. Lentamente si abbandonano all’esplorazione dell’irreversibile passione e all’utopia dell’amore monogamo, lontano dal possesso e dal dolore, come l’inevitabile fine di un amore che non si adatta a nessun canone. Attraverso i suoi appunti, Violeta ci racconta le avventure de Las hijas del fuego: un gruppo di donne alla ricerca del proprio erotismo e di un modo di essere, in un mondo che non riconosce la voluttuosità del distacco. Las hijas del fuego è un film che vuole contribuire alla creazione di punti di riferimento per quei desideri e quelle passioni che non rientrano nella norma. La pellicola vuole portare alla luce un mondo alternativo ai dogmi sociale, agli stereotipi e alla classificazione dei corpi che la società ci impone.

 

Biografia: Albertina Carri è una delle personalità che hanno aiutato a consolidare il concetto di Nuovo Cinema Argentino (New Argentinean Cinema). Regista, produttrice e sceneggiatrice è nata a Buenos Aires nel 1973 dove attualmente vive e lavora. Si distingue per la sua versatilità e per la costante ricerca e sperimentazione. Ha esplorato una vasta gamma di generi che vanno dal noir alla documentaristica toccando la pornografia, il melodramma e il dramma. Durante la sua carriera ha diretto diversi cortometraggi, film per la tv e cinque lungometraggi. Ha ricevuto premi in diversi festival.
È fondatrice di Asterisco, Festival Internazionale LGBTIQ in Argentina.

 

MAN MADE

di T Cooper (USA, 2019, 93’)

Venerdì 8 Novembre ore 16:45

 

Man made, documentario che segue le straordinarie vite di quattro uomini transgender che si stanno allenando per partecipare al TransFitCon di Atlanta, l’unica competizione al mondo per trans-bodybuilding. Attraverso l’occhio autentico e attento del regista transgender T Cooper, il documentario è il prodotto dell’intrecciarsi di tutte le sfumature della virilità, dell’esigenza di una giustizia sociale e del desiderio di forgiare la propria strada, l’obiettivo finale è quello di arrivare ad essere la versione consapevole e migliore di sé stessi. Il documentario ci mostra le vite dei quattro protagonisti, ognuno con la propria storia, le proprie sofferenze e aspirazioni; ci porta nel cuore della transizione maschile (ftm) e ci rivela inaspettate verità riguardanti il gender, l’umanità e l’amore.

In fondo tutti noi cerchiamo di darci una forma, di ridefinirci figurativamente e letteralmente.

 

 

 

 

Biografia: T Cooper è un romanziere di successo, scrittore televisivo, giornalista e regista. Nato e cresciuto a Los Angeles, ha frequentato il Middlebury College e conseguito un master presso la Columbia University, attualmente è professore di scrittura creativa all’Emory University. Il suo primo film, The Beaufort Diaries è un cortometraggio animato tratto dall’omonima graphic novel scritta da Cooper stesso. The Get Down, serie televisiva americana che troviamo nel catalogo Netflix e Copper, serie tv andata in onda su BBC America, compaiono tra i suoi scritti televisivi. Real Man Adventures, è il suo saggio più recente attraverso il quale esplora la mascolinità nel 21° secolo, una riflessione che parte dal personale per arrivare all’universale. Possiamo trovare i suoi articoli giornalistici sulle maggiori testate americane e all’estero. I suoi cortometraggi sono apparsi sulla CNN e su Public Radio. Man made è il debutto di Cooper alla regia di un lungometraggio.

 

MUJER NOMAD

di Martin Farina (Argentina, 2018, 74’)

Venerdì 8 Novembre ore 15:00

 

La vita quotidiana dell’epistemologa e saggista argentina Esther Diaz; a partire dalle sue attività giornaliere, dai suoi rituali domestici, dai suoi congressi di filosofia e dagli incontri con le altre persone, il documentario racconta una storia che si muove tra il passato, il presente e l’onirico. Una narrazione fatta senza tabù, senza paure e con un tocco di finzione soggettiva. La storia di Esther è fatta di momenti travagliati, come il tentato suicidio, dal rapporto difficile con i figli ma soprattutto dal desiderio di diventare dottoressa in filosofia, materia attraverso la quale studia il piacere e la sessualità.

Il documentario ci racconta come Esther sia riuscita a far coesistere tutto questo nella sua vita e come sia stata proprio la filosofia a determinare il modo in cui lei oggi vive e comprende l’ambiente che la circonda.

 

Biografia: Martin Farina è un regista cinematografico nato in Argentina nel 1982. Laureato in comunicazione ha studiato filosofia e musica. Oltre a dirigere i suoi film è anche sceneggiatore, direttore della fotografia e montatore. Con alcune precedenti incursioni nel mondo dell’audiovisivo, nel 2013 fonda la casa di produzione Cinemilagroso con cui ha realizza sei lungometraggi e un cortometraggio.

 

NI D’EVE NI D’ADAME. Une histoire intersexe.

di Floriane Devigne (Francia/Svizzera, 2018, 58’)

Venerdì 8 Novembre ore 19:00

 

“Qualche volta sogno di essermi liberato dei miei fianchi, del sedere, delle gambe. Ma non sono realmente così pazzo. Tutto ciò che mi dà realmente fastidio è quello che ci sta nel mezzo…così completamente inutile, è agghiacciante”. Come vivi con un segreto? Come vivi con i genitali che sono stati scelti per te, chirurgicamente ricostruiti alla nascita per rispettare la norma?  Come formi la tua identità con questa differenza? M, 27 anni vive in Francia, dove l’intersessualità è ancora vista come una patologia che deve essere curata e riparata. Questa sua parte integrante è un tabù ancora da affrontare. Per rompere il silenzio M risponde all’annuncio di Deborah, 25 anni, anche lei intersessuale. Quest’ultima, laureanda in studi di genere, sta cercando storie di prima mano per scrivere la sua tesi. È in questo momento che M e Deborah iniziano una corrispondenza che cambierà radicalmente le loro vite.

Il film esplora i modi in cui le persone intersessuali lavorano per rivendicare i loro corpi e dare una forma alla loro identità. Vengono poste domande difficili riguardanti quello che la società occidentale è disposta a fare in nome delle norme sociali e cosa significa essere uomo, donna o un po’ di tutti e due.

 

QUEEN KONG

di Monica Stambrini (Italia, 2016,19’)

Venerdì 8 Novembre ore 21:00 (XXX)

 

Appartati dietro ad un albero di un parco, un uomo e una donna fanno sesso. Sono entrambi eleganti, la musica della festa proviene dalla villa poco lontano. Lei è molto bella ed eccitante ma lui non riesce ad avere un’erezione. Un cellulare li interrompe. Stranita e delusa, lei fa per tornare alla festa dalla quale si erano appartati ma invece scompare nel bosco. Lui la segue svogliatamente. Il bosco è buio e la vegetazione sempre più fitta. L’uomo la chiama, inciampa, cade e, quando si risolleva, al posto della sua donna trova una strana creatura. Terrorizzato l’uomo prova a fuggire ma Queen Kong non glielo permette finché non avrà finito con lui.

 

 

 

Biografia: Monica Strambini ha studiato a Milano, dove ha conseguito il diploma di regia cinematografica presso il CFP. Ha collaborato a vario titolo con molti registi italiani e ha realizzato le riprese del making of di L’assedio (1998), di Bernardo Bertolucci. Tra il 1991 e il 1998 ha diretto numerosi cortometraggi, sia in pellicola che in video, partecipando a molti festival italiani e internazionali. Tra il 1999 e il 2000 ha realizzato sei documentari per RaiSatArte. Benzina è il suo primo lungometraggio di finzione. Membro del collettivo Le ragazze del porno progetto per cui realizza nel 2016 il cortometraggio Queen Kong con Valentina Nappi, protagonista anche del suo ultimo lungometraggio Isvn – Io Sono Valentina Nappi (2018).

 

ROOM FOR A MAN

di Anthony Chidiac (Libano/USA, 2018, 77’)

Sabato 9 Novembre ore 18:45

 

Un giovane regista gay convive in un appartamento a Beirut con la madre e il cane. Attraverso la ristrutturazione della sua camera da letto egli cerca di ricostruire la propria identità. Come gli operai siriani che stanno facendo i lavori in casa sua vanno e vengono, così domande, vecchi argomenti e inaspettate passioni si agitano in lui. Per andare a fondo nelle sue ricerche il giovane regista contatta l’estraneo padre e, dopo anni di separazione, intraprendono un viaggio insieme verso il Sud America alla ricerca dei loro legami familiari.

Il documentario, in costante chiave metaforica, è un intimo saggio sul significato di mascolinità e la ricerca di un giovane uomo verso la propria accettazione, tutto questo attraverso un viaggio fatto a cavallo di due continenti.

 

Biografia: Anthony Chidiac è nato a Beirut nel 1988. Ha frequentato la St. Joseph University laureandosi in Studi audiovisivi. Nel 2010, durante un programma di scambio fatto con la National Film School in Danimarca, ha avuto la possibilità di dirigere il documentario breve Equal Men. Nel 2013 scrive, con Selim Mourad, e dirige da solo il film breve Maman Non Merci.

Room for a man è il suo debutto alla regia di un documentario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Direzione artistica:

Marco Kassir & Marco Malfi Chindemi

Programmazione:

Lorenzo Dell’Agnello

Agenzia di comunicazione: Blinkit

Animazione sigla grafica: Costanza Bombarda e Gianluca Bomben

Social media manager: Natalia Recchia

Comunicazione esterna e crowdfunding:

Camilla Gentilucci e Ivan Casagrande Conti

Ufficio Stampa: Arianna Monteverdi

Responsabile materiali e sottotitoli: Ivan Casagrande Conti

Traduzione: Text For Media di Fabiana Ribeiro

Segreteria organizzativa: Paola Ticozzi e Marta Facchi

Coordinamento ospitalità: Marco Crevani

Organizzazione generale: ROSSOFILM

Thanks to: Filippo Thiella

Design by Marco Rambaldi

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