Un film raro stasera in tv: AMORI DI UNA CALDA ESTATE di Juan Antonio Bardem (1965) – domenica 10 novembre 2019, tv in chiaro

Amori di una calda estate (Los pianos mecánicos – The Inhibited) di Juan Antonio Bardem, 1965. Con Melina Mercouri, James Mason, Hardy Kruger, Renaud Verley.
Su Iris, ore 0:23, domenica 10 novembre 2019.

Credo non se lo ricordi nessuno. E però il suo autore, lo spagnolo Juan Antonio Bardem, gli studiosi e i critici più informati se lo ricordano eccome, essendo stato per un breve stagione compresa tra fine Cinquanta e tardi Sessanta il frontman del cinema iberico autoriale insieme a Luis Berlanga. Un cinema che si discostava dal popolare-mainstream di puro intrattenimento e cercava di inoculare nel sistema filmico spagnolo e in quell’era di franchismo i germi della critica sociale, dell’audacia contenutistica e formal-estetica. Gli egoisti viene premiato a Cannes 1955, Calle Mayor – il suo film simbolo – l’anno dopo a Venezia, e subito si parla di nascita di un nuovo grande regista. Ma il resto della sua opera non sarà sempre all’altezza di quei due risultati memorabili, ed è il caso anche di questo pur interessante Amori di una calda estate dell’anno 1965, brutto titolo italico di Los pianos mecánicos. Distrutto dai critici di allora, poco amato dal pubblico. Uno di quei film disgraziati che una re-visione e magari una rivalutazione se le meritano. Una produzione international per Bardem con un cast di interpreti di primissima fascia, la star del cinema engagé-popolar-fiammeggiante Melina Mercouri, il James Mason di infiniti successi, da Lolita a Ventimila leghe sotto i mari, Hardy Kruger, allora una delle facce più conosciute e spendibili sul mercato del cinema tedesco. Si aggiunga un giovanissimo Renaud Verley, che di lì a poco sarebbe diventato Telemaco nell’epocale Odissea Rai diretta da Franco Rossi. Una storia di tardoesistenzialismi e alienazioni à la Antonioni tratta da un romanzo del francese Henri-François Rey, il racconto di amori e disamori e sottili inganni sotto il sole della Costa Brava in un villaggio chiamato Caldeya che altri non è che Cadaquès, tra anni ’50 e ’60 una delle mete mediterranee di artisti e varia gente bohémienne votata alla libertà dei costumi. Vincent arriva a Caldeya da Parigi invitato da un amico. Incontrerà una donna fatale, Melina Mercouri, si innamorerà di lei o crederà di esserlo (la sua è una sessualità fragile e incerta, a nascondere appena un’omosessualità che allora al cinema non si poteva dire esplicitamente), ma sarà cocente delusione. Intanto, a far da contrappunto generazionale, una coppia di adolescenti è tormentata da tormenti esistenzialisti, benché con almeno dieci anni di ritardo (ormai in quel 1965 le ansie di liberazione personale e anche sessuale passavano da tutt’altri lidi di pensiero). Datatissimo, probabilmente. Ma anche uno di quei film strani, obliqui e dimenticati di cui è disseminata la storia del cinema e che stanno nel loro angolo buio in attesa di un nostro sguardo, della nostra curiosità. Dimenticavo: Juan Antonio Bardem è lo zio di Javier Bardem.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.