Un grande film stasera in tv: SNOWPIERCER (mart. 26 marzo 2019, tv in chiaro)

Snowpiercer di Joon-ho Bong, Paramount Channel, ore 23,00. Martedì 26 marzo 2019.
1932328_466365746825783_1479799688_nSnowpiercer, un film di Joon-ho Bong. Con Chris Evans, Jamie Bell, Tilda Swinton, John Hurt, Kang-ho Song, Octavia Spencer, Ed Harris.
1959365_464093183719706_1428345192_n1962752_467618383367186_375130375_nNel solito domani distopico, un treno gira senza mai fermarsi con a bordo i sopravvissuti alla Grande Glaciazione (per via di un errore umano, ovvio, mica della natura che è sempre buonissima). In coda i diseredati, gli schiavi, in testa i ricchi, i padroni. Anzi, il padrone. Una rigida divisione che ricorda quella di Metropolis di Fritz Lang. E anche qui sarà rivolta. Un film coreano girato in inglese con cast internazionale, e già di culto prima che arrivasse nei nostri cinema.
cinema-snowpiercer-02Dopo The Host e il successo internazionale e soprattutto americano di Mother-Madeo, il regista coreano Joon-ho Bong è tornato con questo post-apocalittico, contando su un budget consistente – il più alto nella storia del cinema coreano – e un cast internazionale, da Chris Evans a John Hurt e Ed Harris, e perfino Tilda Swinton in una parte di cattiva supercamp che i suoi fanatici devoti hanno adorato. Dopo la glaciazione che ha colpito e distrutto la terra, un treno viaggia con a bordo gli unici sopravvissuto alla catastrofe. In coda i poveri e gli affamati, in testa i ricchi e godoni, con l’uomo-padrone che quel treno-arca ha progettato. Ci sarà la rivolta degli schiavi, in un film che riporta sugli schermi la lotta di classe in forma di racconto fantastico-distopico, come già Elysium cn Matt Damon, solo che questo è molto, molto meglio. Film di produzione sud coreana da una graphic-novel francese girato in inglese con cast international, dunque sulla carta uno di quei cinecolossi anonimi e anodini destinati alle indifferenziate platee globali. Invece no, Snowpiercer combina visione autoriale, e un’impronta assai personale, con le convenzioni e i modi fracassoni e spettacolari dell’attuale cinema action-fantastico, con tanto di ricorso all’effettistica speciale e alla CGI. Continua a leggere

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Film stasera in tv: UN UOMO CHIAMATO CHARRO con Elvis Presley (mart. 26 marzo 2019, tv in chiaro)

Un uomo chiamato Charro, Iris, ore 23,20. Martedì 26 marzo 2019.
Sarebbe un western qualsiasi, se non fosse che ha per protagonista Elvis Presley. Un Presley oltretutto solo recitante e mai cantante. Il che trasforma immediatamente questo film del 1969 in culto. Un pistolero decide di restituire al governo del Messico un cannone d’oro rubato con la sua banda. Ma, come un’infinità di narrazioni sul tema del pentimento insegnano, la via della redenzione sarà lastricata di pericoli. Balordo titolo italiano per sfruttare l’allora fresco successo di Un uomo chiamato cavallo (l’oroginale fa semplicemente Charro!). Presley – con la barba – subentrò a Clint Eastwood cui era stata inzialmente offerta la parte.

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Film stasera in tv: DALLAS BUYERS CLUB (mart. 26 marzo 2019, tv in chiaro)

Dallas Buyers Club, Rai 5, ore 21,15. Martedì 26 marzo 2019.
Recensione scritta dopo la proiezione al Roma Film Festival 2013. Matthew McConaughey e Jared Leto avrebbero poi vinto il febbraio successivo l’Oscar, rispettivamente come migliore attore protagonista e non protagonista.
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Dallas Buyers Club di Jean Marc Vallée (Stati Uniti). Con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner. JAnni Ottanta. Un macho texano vien colpito dall’Aids, lui che pensava fosse solo una malattia da gay. Deciderà di ingaggiare una guerra contro il virus, sperimentando su di sé terapie non ancora approvate, e per farlo dovrà lottare con la vasta dei medici, Big Pharma e la Fda. Qualcosa che per lui diventerà anche business, ed è questo l’aspetto ambiguo e oscuro di una storia che invece il film ci mostra eroica ed esemplare. A
Uno dei film-evento di questo RFF insieme a Her di Spike Jonze. Con uno spettrale Mathew McConaughey senza più i muscoli di Magic Mike e di Killer Joe, nella parte di un texano assai macho e antiomosessuale che si scopre malato di Aids. Siamo negli anni Ottanta, naturalmente, quando intorno alla malattia proliferano pessima informazione e falsi miti, primo tra tutti quello che sia la malattia degli omosessuali. I quali rappresentavano sì la categoria (però, che orrenda parola) più a rischio, e credo lo siano ancora, ma di sicuro non la sola, visto che il virus non ha mai avuto predilezioni sessuali colpendo tutti indiscriminatamente, eterosessuali compresi, ed eterossessuali maschi e maschilisti compresi. Come Ron, elettricista con la passione del rodeo, la versione più tosta, quella con i tori incazzati e feroci. Bevute, puttane, e tutta una conversazione a base di fuck e fucking con i cari amici al bar. Robe così. Poi prende una scossa e vien ricoverato in ospedale. E lì gli dicono che ha l’Aids allo stadio conclamato e gli restano trenta giorni di vita. Trenta. Si incazza, reagisce dal macho che è. Poi la sua testa comincerà a funzionare, scoprirà una maledetta voglia di vivere e di farcela, a qualunque costo. È il momeno in cui contro l’Hiv si comincia a puntare sull’Azt, un farmaco anticancro a suo tempo abbandonato per pesanti effetti collaterali. Ma prima che i pazienti vi abbiano accesso bisogna sperimentarlo, seguire i protocolli relativi, aspettare l’approvazione della Food and Drug Adminitstration. Ron però non ha tempo, si procura l’Azt illegalmente. Quando non ci riesce più va in Messico da un medico assai controverso, radiato dall’ordine, che gli apre gli occhi. L’Azt secondo lui è una merda, uccide tutte le cellule con cui viene in contatto, comprese quelle sane. Consiglia a Ron un percorso terapeutico fatto di uno stile di vita clean, vitamine, aloe vera e altre cose atte a rafforzare le difese immunitarie. Comincerà così per Ron la lotta contro Big Pharma, contro i medici che vogliono imporre l’Azt, contro la FDA che impedisce al singolo di curarsi come vuole, e che impedisce a lui di seguire la terapia messicana. Continua a leggere

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Film stasera in tv: IL DIVO di Paolo Sorrentino (mart. 26 marzo 2019, tv in chiaro)

Il divo, Rai Movie, ore 21,10. Martedì 26 marzo 2019.18951294
5313_gal1Film che ha affermato definitivamente Paolo Sorrentino come uno degli autori migliori del nostro cinema di oggi. Successo, anche se di nicchia, in tutto il mondo (è stato pure nominato a un Oscar tecnico, non scordiamocelo, quello per il miglior make-up). Si prende la leggenda nera di Giulio Andreotti e la si mette in cinema assecondando tutte le peggiori e più diffuse paranoie che vorrebbero il Divo Giulio responsabile di ogni misfatto e disgrazia accaduti in questo paese negli ultimi 50 anni, comprese le eruzioni dell’Etna e le esondazioni del Po. Poi, siccome il nostro è notoriamente uomo di chiesa e di Vaticano, lo si dileggia come bigotto, ipocrita, falso e bacchettone, pronto a farsi il segno del croce e nello stesso tempo a stringere patti demoniaci con la mafia. Abbastanza manicheo e risibile (la finezza dell’analisi politica è pari a quella di un urlatissimo talk alla Santoro, cioè prossima allo zero). Però Sorrentino stravince per lo stile, per il suo tocco espressionista, grottesco, barocco, deformante come poche volte s’è visto nel nostro cinema (sì, un po’ di Germi, di Elio Petri e, se vogliamo debordare nella letteratura, di Gadda) e costruisce una fosca galleria di mascheroni del sottobosco politico che non si dimentica, capitanata da lui, l’elusivo, inafferrabile Andreotti. Ma è memorabile anche il Paolo Cirino Pomicino danzereccio. Il Divo è un Toni Servillo in preda al furore mimetico, in una performance che è un po’ Zelig (inteso come Woody Allen), un po’ Gian Maria Volontè e Alighiero Noschese e molto Bagaglino. Il presunto grande satana Andreotti si lasciò sfuggire nei suoi ultimi anni di vita di essersi sentito molto ferito dal film, lui che pure era corazzato d’acciaio e aduso a ben più dure prove, lui che aveva sempre molto amato il cinema (una relazione lunga e feconda che portò anche a una fondamentale riforma del nostro sistema-cinema firmata da Andreotti, come emerge nei due film intervista girati con lui da Tatti Sanguineti).

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Film stasera in tv: GLI INTOCCABILI di Brian De Palma (sab. 23 marzo 2019, tv in chiaro)

The Untouchables – Gli intoccabili, Paramount Channel, ore 23,00. Sabato 23 marzo 2019.
Un paio di anni fa al festival di Torino pure il grande Pablo Larrain, presidente di giuria, se ne andò a rivedere in sala e su grande schermo Gli intoccabili, proiettato nell’ambito della retrospettiva di Brian De Palma. Uno dei vertici della sua (di De Palma) carriera, anche uno dei suoi en plein al box office. Del 1987, resta un perfetto esemplare di cinema molto consapevolmente post-moderno e citazionista, cinema che ama il cinema e lo rifà e omaggia incessamente. Un gangster movie che contiene in sé molto cinema passato, e anche, se è per questo, di quello che sarebbe venuto. Siamo nella Chicago dominata da Al Capone. Una squadra speciale di super poliziotti viene messa su per combatterlo e sbaragliarlo. Sarà guerra, scorrerà parecchio sangue. Brian De Palma ha il fegato di rifare, nella scena della stazione ormai entrata nella storia del cinema, nientemeno che quella della carrozzina sulla scalinata di Odessa di La corazzata Potemkin. Kevin Costner è il capo poliziotto, Sean Connery il veterano irlandese (e si beccherà l’Oscar come migliore non protagonista), Robert De Niro è, molto manieristicamente, Al Capone. Tutti elegantissimi, con abiti disegnati da Armani. Scritto da David Mamet. Puro cinema.

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