12 film stasera in tv (in chiaro) – martedì 16 ottobre 2018

The Great Wall

Nessuno si salva da solo

Cliccare il link per leggere a recensione. Alcune schede possono riferirsi a precedenti messe in onda.

L’indiana bianca di Gordon Douglas, Iris, ore 21,00.
Western dei primi Cinquanta con parecchie affinità con il capolavorissimo di poco successivo Sentieri selvaggi di John Ford. Anche qui ragazze rapite dagli indiani (sì, vabbé, dovrei dire nativi americani, ma come si fa?), anche qui uomini audaci che sfidando minacce di ogni tipo si mettono sulle loro tracce. Le ritroveranno, ma si troveranno anche di fronte all’inaspettata resistenza a tornare a casa delle due ragazze. Un film che pone la questione indiana senza schematismi, anticipando certi film anni Sessanta e Settanta come Soldato blu e Piccolo grande uomo.
Nessuno si salva da solo di Sergio Castellitto, Rai Movie, ore 21,10.
Three Kings di David O. Russell, Spike (canale 49 dt), ore 21,30.
The Great Wall di Zhang Yimou, Italia 1, ore 21,27.
Colossale storico-bellico-fantastico-orrorifico di produzione cinese ma di ambizioni planetarie e di onquusta del mercato globale, come rivela il cast di star hollywoodiane in lucrosa trasferta, Matt Damon e Willem Dafoe in testa. Una sfida eevidente di Pechino all’gemonia cinematografica americana. Due occidentali in Cina in tempi remotissimi per impossessarsi della mitica polvere da sparo lì scoperta, si troverannlo coinvolti nella difesa del regno dall’asalto di un esercito di mostri. Naturalmente sarà la Grande Muraglia l’estrema linea di difesa dove si giocheranno le sorti della guerra. Dirige il maestro assai caro al regime Zhang Yimou, che cava meraviglie e fantasmagorie e coreografie stupefacenti dalle scene di battaglia, senza però riuscire a riscattare un film che resta nel suo fondo mediocre.
Non siamo angeli di Neil Jordan, Paramount Channel, ore 23,00.
Favola buonista di Neil Jordan sottoforma di gangster movie. Anni Trenta, due evasi vengono scambiati per due sacerdotiin un villaggio vicino alla frontiera canadese. Un qui pro quo via l’altro, e qualche disastro sfiorato prima dell’inevitabile lieto fine. L’irlandese Neil Jordan porta, nella raffigiurazione dei riti e culti di una piccola comunità cattolica, qualcosa della sua identità irlandese. Con la coppia allora fortissima – era il 1989 – Robert De Niro-Sean Penn.
Lo sceriffo senza pistola di Michael Curtiz, Iris, ore 23,08.
La guerra di Charlie Wilson di Mike Nichols, Rete 4, ore 23,17.
Tropicalia, Rai 5, ore 23,26.
Nessuno mi può giudicare di Massimilano Bruno, Tv8, ore 23,30.
Gran successo al botteghino – correva l’anno cinematografico 2011/12 – di Paola Cortellesi. La quale, diretta da Massimiliano Bruno, interpreta una riccastra dai modi arroganti che precipita di colpo nella povertà: tutta colpa di un marito dai loschi traffici che finisce con l’inguaiarla. Nella necessità di trovare in poco tempo un bel po’ di soldi sennò le tolgono l’affidamento dei figli, ecco che si mette senza troppa convinzione a fare la escort. Sarà un inaspettato successo di mercato. Finché naturalmente si innamorerà di un brav’uomo che nulla sa, e potete immaginare i qui pro quo ecc. Commedia come si dice amarognola che si regge tutta sulla performer Cortellesi, bravissima con una qualche tendenza a strafare e debordare. Raoul Bova è l’amato. Strepitosa Anna Foglietta quale maestra di prostituzione.
Miele di Valeria Golino, Rai Movie, ore 23,35.
Il figlio della sposa di Juan José Campanella, Iris, ore 1,01.
Giovannona coscialunga, Paramount Channel,ore 1,10.

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Film stasera in tv: MIELE di Valeria Golino (martedì 16 ottobre 2018, tv in chiaro)

Miele di Valeria Golino, Rai Movie, ore 23,35. Martedì 16 ottobre 2018.Schermata 2015-10-27 alle 10.33.22
_MG_3033
Miele, un film di Valeria Golino. Con Jasmine Trinca, Carlo Cecchi, Vinicio Marchioni, Libero De Rienzo, Iaia Forte, Roberto De Franceschi. Tratto dal romanzo A nome tuo di Mauro Covacich, edito da Einaudi.
_MG_2684Irene, di professione angelo della morte. Con il nome in codice Miele pratica difatti (clandestinamente) l’eutanasia a malati terminali che non vogliono più soffrire. Finchè incontra un ingegnere che sì, vuole morire, ma non per malattia, solo per tedio, noia, depressione, e le certezze di Irene vanno in frantumi. Un film che qualcuno cercherà di trasformare in spot per l’eutanasia, ma che non lo è, ed è invece un’opera aperta, non ideologica, senza tesi rigide e precostituite. Valeria Golino al suo esordio da regista firma un film importante e di sorprendente fattura. Voto 7_MG_3316_MG_2198Devo dire che sono andato a vedere Miele con qualche pregiudizio in testa e, invece, a visione avvenuta mi son dovuto ricredere, e ne sono ben lieto. Questo è, sorprendentemente, un bel film. Non è che diffidassi dei talenti registici della Golino, è che sapendo che il film trattava un tema scivolosissimo – e al limite del non rappresentabile – come l’eutanasia, mi aspettavo qualcosa di ideologico. Di fastidiosamente, pesantemente, insostenibilmente ideologico. Qualcosa, intendo, allineato all’imperante, aggressiva cultura a favore della cosiddetta dolce morte (dolce?) o buona morte (buona?), locuzioni che si vorrebbero emollienti, tranquillizzanti e pacificatrici delle coscienze e suonano invece allarmanti, sinistramente affini come sono a quella bella morte invocata quale supremo ed eroico esito dai miliziani dei più totalitari, truci e neri movimenti anni trenta e quaranta (nazismo, fascismo, falangismo ecc.). Invece Miele grazie a Dio riesce miracolosamente a misurarsi con l’eutanasia senza lanciare proclami e messaggi, facendosi molte domande e dandoci risposte mai univoche, sottraendoci certezze e instillandoci salutari dubbi. Un film aperto, complesso, stratificato, che si attiene alla sostanza umana dei suoi personaggi e non ci serve tesi precostituite. Vi pare poco? Oso dire che questo primo lungometraggio di Valeria Golino regista è, sulla faccenda terribile che affronta, assai meno perentorio di Amour di Haneke, il quale, pur nell’alta esecuzione autoriale, indubitabilmente suggeriva come fosse ‘amorevole’ e pietoso il gesto con cui il protagonista Trintignant sopprimeva la moglie sofferente. No, non c’è questo in Miele, o, almeno, questo sembra esserci all’inizio, ma poi tutto si sfuma e si complessifica, tutto si fa meno unidimensionale. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 1 commento

Il film imperdibile stasera in tv: TWO LOVERS di James Gray (lunedì 15 ottobre 2018, tv in chiaro)

Lovers di James Gray, Paramount Channel, ore 23,15. Lunedì 15 ottobre 2018.

19267_galQuel gran regista di James Gray alle prese anche in questo film con le sue ossessioni: la Brooklyn degli immigrati est europei, il potere oppreessivo dei legami di sangue, l’ineluttabilità dei destini individuali. Leonard (Joaquin Phoenix) è uno scapolo che i suoi – memorabile la Isabella Rossellini quale imperiosa yiddische mame – vorrebbero accasare con una ragazza benestante della comunità ebraica. Lui però perde la testa per la vicina, la ragazza interrotta Gwyneth Paltrow. A Cannes Two Lovers 2008 non fu molto apprezzato, peccato, è bellissimo. Solo un po’ lungo, una sforbiciata avrebbe aiutato. Vista la statura di James Gray – adoro non solo questo suo film, ma anche Little Odessa e I padroni della notte – mi aspettavo moltissimo da suoi successivi C’era una volta New York e Civiltà perduta, e invece delusione nell’uno e nell’altro caso.

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Recensione: A STAR IS BORN, un film di Bradley Cooper. La solita storia: non sarebbe il caso di cambiare?

A Star is Born (È nata una stella), un film di Bradley Cooper. Con Bradley Cooper, Lady Gaga, Sam Elliott.
Ancora! Ancora un remake – è il terzo dopo l’originale di William A. Wellmann del 1937 – di È nata una stella: lui famoso ma sul viale del tramonto, lei che famosa lo diventa e finisce con l’oscurarlo. Bradley Cooper si riserva il doppio ruolo di protagonista e regista. Ma l’attesa era per Lady Gaga, che ha voce, ce la mette tutta, ma non convince. Come facciamo a crederle quando fa la geisha devota di un uomo distrutto dall’alcol?, lei che si è fatta largo come dominatrix della musica pop. Ma il problema è che questa storia andava finalmente rivoltata, reinventata, e invece niente, rieccola tale e quale. Voto 5
Che ressa intorno al red carpet quando l’han presentato (in prima mondiale) a Venezia. E che colpo, per la Mostra targata B&B (Baratta e Barbera) l’aver portato una delle massime popstar della decade, intendo Lady Gaga. Che, smessi gli outfit sberluscenti e imperiosi da palco e da video musicale, si presenta (sullo schermo) senza orpelli e trucchi, con una faccia che è la sua e non la maschera dissimulatrice che abbiamo imparato a conoscere. Decisa a cogliere con questo sacrificio – basta con la clownerie, vi presento me stessa –  la grande occasione della vita: diventare attrice di alta gamma, salto non riuscito nemmeno, nonostante i multipli tentativi, al suo modello e archetipo Madonna. Mutazione riuscita? No. Film mediocre, interpretazione di Lady Gaga volonterosa ma non memorabile, che poi la macchina da presa non la ama proprio, nonostante lei ce la metta tutta per piacerle. Bradley Cooper smagrito, addio muscoli da Sniper, eccolo precocemente imvecchiato e corroso dentro e fuori dall’alcolismo (intendo il suo personaggio). E comunque, meglio come attore che come regista – qui al suo, si immagina assai bramato, esordio -, diligente sì, ma non in grado di imprimere un segno forte e originale a una storia fin troppo vista -siamo al terzo remake -, e peraltro riproposta telle quelle, con solo il minimo indispensabile di aggiornamento. Oltretutto la chimica tra lui e Lady Germanotta non scatta mai, si fatica a crederli travolti dalla passione, e ancora meno si crede alla devozione di lei per lui. Figuriamoci, la signora Gaga, la Germanotta, che si è fatta largo e ha conquistato la fama che sappiamo come donna-con-le-palle, come dominatrice dello showbiz, come donna assertiva e suprematista femminile. Come può essere credibile quando si ingegna e impegna ad annullarsi per amore, a fare da moglie-badante-angelo al suo uomo disfatto dall’alcol e dalla frustrazione di vedersi superato in fama e talento dalla consorte. Perché la storia è nota, è sempre quella del film di Cukor primi anni Cinquanta con una fantastica e commovente Judy Garland, e con James Mason. Un classico insuperabile. Se qualcuno l’ha visto, o se ha visto il remake primi Settanta con Barbra Streisand e Kris Kristofferson, si aspetti quella roba lì replicata piattamente, nient’altro. In breve: lui è un cantante country-pop di gran fama, lei una ragazza qualunque dotata di talento e gran voce. Lui la vede e sente in un gay club – mentre lei si esibisce in La vie en rose tra un nugolo di drag queen -, se la porta con sé, la introduce al business musicale. Il resto è immaginabile: lei diventa sempre più famosa metre lui si inabissa nell’alcol, fino a diventare un peso per la carriera di lei. Oltre non si può dire, anche se tutti sanno come andrà. Continua a leggere

Pubblicato in al cinema, cinema, Container, film, recensioni | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

15 film stasera in tv (sabato 13 ottobre 2018, tv in chiaro)

Un giovanissimo Ryan Gosling in ‘Formula per un delitto’

Pierfrancesco Favino in ‘Senza nessuna pietà’

Matilda De Angelis e Stefano Accorsi in ‘Veloce come il vento’

Cliccare il link per leggere a recensione. Alcune schede possono riferirsi a precedenti messe in onda.

Ragazze vincenti di Penny Marshall, Cine Sony, ore 21,00.
Gran successo dei primi anni Novanta, almeno in America. Perché da noi passò nell’indifferenza generale, come sempre i film sul baseball e i suoi derivati, passione a noi incomprensibile. E però stavolta la faccenda è diversa, è più interessante. Perché questo film – quasi un manifesto della forza femminile – racconta la storia, vera, verissima, di un squadra di sole donne che nel 1943 partecipò al campionato di softball (che del baseball è una variante). È che i maschi se ne stavano tutti al fronte, dunque toccò alla pate femminile della nazione giocare di mazza e di palla, conquistando il pubblico. Poi gli uomini tornarono dalla guerra, e potete immaginare come finì per le signore campionesse. Bella storia, comunque. Con Geena Davis e, incredibile, Madonna in una delle sue prove cinematografiche meno deludenti. Tom Hanks è il coach, che si prende pure lui le sue belle rivincite.
Il corvo di Alex Proyas, 20, ore 21,00.
Fantasy dark anni Novanta di molto successo e di fama nera, anzi nerissima, per via della morte sul set del protagonista Brandon Lee, figlio di Bruce. Eric è il Corvo, revenant (dal regno dei morti) riapprodato sulla terra a prendersi la sua vendetta contro chi ha ucciso lui e la sua ragazza. Grandiosamente lugubre.
Il debito di John Madden, Iris, ore 21,00.
Veloce come il vento di Matteo Rovere, Rai4, ore 21,03.
L’ultima legione, Rai Movie, ore 21,10.
Valerio Massimo Manfredi, autore di narrativa di genere esportata in tutto il mondo, questo storico-avventuroso di produzione internazionale. L’idea di partenza è parecchio suggestiva. Si immagina che l’ultimo imperatore romano, quel giovane Romolo Augustolo deposto dai Goti di Odoacre, venga salvato dall’ultima legione sopravvissuta alla catastrofe dell’impero e portato in Britannia. Là darà inizio alla stirpe di re Artù. C’è anche una rilettura della storia della magica spada Excalibur, che proverrebbe anche quella da Roma. Idee bislacche ma non del tutto implausibili storicamente, come sempre in Manfredi, che danno vita a un ottimo racconto popolare. C’erano tutti i presupposti per un popcorn-movie riempiplatee, invece il prodotto che ne è uscito è onesto ma niente di più. Peccato. Attenzione, il buon legionario protagonista è il premio Oscar Colin Firth. C’è anche la star di Bollywood Aishwarya Rai.
Don Camillo e l’onorevole Peppone di Carmine Gallone, Tv2000, ore 21,15.
La bonne di Salvatore Samperi, Cielo, ore 21,20.
Erotico-lesbico anni Settanta firmato Salvatore Samperi che ha i suoi appassionati cultori. Modernariato cinematografico.
Pelham 1 2 3: ostaggi in metropolitana di Tony Scott, Tv8, ore 21,25.
Calendar Girls, la7d, ore 21,30.
Signore inglesi mature e spiritose si spogliano per un calendario a scopo benefico. Con Helen Mirren, la solita commedia british giocata sul paradosso.
La città proibita di Zhang Yimou, Rai Movie, ore 22,50.
Il fantasma dell’Opera di Joel Schumacher, Rai 5, ore 23,03.
Senza nessuna pietà di Michele Alhaique, Rai4, ore 23,06.
Formula per un delitto di Barbet Schroeder, Iris, ore 23,19.
Barbet Schroeder, uno dei padri (produttivi) della Nouvelle Vague e poi regista in proprio di molte cose importanti, è autore erratico, apolide, di difficile classificazione, sempre in transito tra le culture e tra i generi. Un suo film, anche il più mainstream, ha sempre nascossto tra le pieghe un che di differente, non allineato, perturbante. Questo Formula per un delitto, del suo lungo periodo americano, lo dimostra esemplarmente. Del 2002, ispirato a un lontano quanto agghiacciante caso di cronaca nera, ci racconta di due studenti che per sfida realizzano un delitto gratuito, senza alcuna ragione se non di provare al mondo di essere i grado di realizzare il delitto perfetto e di uscirne indenni. Ma se la dovranno vedere con una tosta detective. Attenzione, uno dei due assassini è Ryan Goslin, giovanissimo e quasi irriconoscibile (l’altro è Michael Pitt). La detective è Sandra Bullock. Un film che merita la visione e che presenta non poche affinità con Nodo alla gola di Hitchcock.
Inception di Christopher Nolan, 20, ore 23,55.
Coco Chanel & Igor Stravinsky, Rai Movie, ore 1,00.

Denzel Washington in ‘Pelham 1 2 3’

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento